
Il consigliere sull'ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare Insieme per Vinci: sul tetto del 30% di studenti stranieri per classe "scelta di buonsenso a tutela di tutti"
"Ascoltando il dibattito in aula e leggendo la mozione della sinistra, la sensazione è netta: il PD continua a muoversi dentro una bolla ideologica completamente staccata dalla vita reale. Continuano a raccontarci la favola del multiculturalismo senza regole, dove tutto si equivale e dove rinunciare alla propria identità sarebbe un merito progressista. La verità è un'altra: l'integrazione senza regole e senza il rispetto dei nostri valori ha fallito, creando solo isolamento e ghetti".
Lo dichiara in una nota Alessandro Scipioni, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Metropolitano e consigliere comunale a Vinci, commentando l'ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare Insieme per Vinci, contro il Decreto-Legge n. 170/2026 sul tetto del 30% di alunni stranieri per classe.
"C'è una differenza abissale tra noi e il PD" prosegue Scipioni. "A sinistra guardano con sospetto e quasi con fastidio l'orgoglio di appartenere a una comunità nazionale. Sembra quasi che per loro essere italiani sia una colpa o qualcosa di cui vergognarsi. Per noi di Fratelli d’Italia è l'esatto contrario: l’Italia e gli italiani vengono prima di tutto. Chi arriva nel nostro Paese deve integrarsi davvero, imparare la nostra lingua e assorbire i nostri valori. Avere un'identità non significa chiudersi agli altri, ma fissare quelle regole chiare senza le quali non può esistere alcuna convivenza".
Per il consigliere "la scuola non è un parcheggio né un terreno per esperimenti ideologici. Il suo compito è formare i cittadini di domani. E non si può essere cittadini se non si conosce bene l'italiano e non si rispettano i valori fondamentali della nostra Nazione". Sul tetto del 30% parla di "scelta di buonsenso a tutela di tutti": "Attaccare il tetto del 30% gridando allo scandalo e parlando di "deportazioni" è pura demagogia. Mettere dei bambini che non parlano la nostra lingua in classi con numeri sproporzionati non è inclusione: è abbandono. Non imparano l'italiano, restano isolati e non riescono a seguire. Allo stesso tempo, si rallenta pesantemente il programma per tutti gli altri compagni — compresi i bambini stranieri arrivati prima, che si sono impegnati, parlano italiano e hanno il diritto di ricevere una didattica di livello, non un insegnamento a rilento".
Secondo Scipioni "il provvedimento del Governo non discrimina nessuno, anzi tutela prima di tutto i bambini stranieri, aiutandoli a imparare davvero la lingua senza lasciarli indietro. Per questo rispediamo la mozione della sinistra al mittente: difendere questo decreto significa difendere la qualità della scuola pubblica e il futuro di tutti i nostri ragazzi".
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