
Chiusa l’edizione 2026 del Forum della Salute. Da qui si definisce la rotta del prossimo futuro della sanità
Il futuro della sanità italiana nel Post Pnrr, dall’attivazione delle Case di Comunità alla telemedicina, dall’Intelligenza Artificiale alla sostenibilità finanziaria. E poi ancora i risvolti sul sociale, con focus su cronicità, malattie rare, cultura della donazione. Sono stati i temi del Forum Sistema Salute 2026, quest’anno “Cantiere del tempo presente”, ospitato a Firenze negli spazi di Manifattura Tabacchi.
Il modus operandi è stata la multidisciplinarietà. Al tavolo professionisti, istituzioni, imprese, università, associazioni e cittadini, chiamati a confrontarsi non solo su ciò che sta cambiando, ma su come governare il cambiamento perché produca valore, fiducia e opportunità per tutti.
A definire la rotta è Alessandro Rossi, Presidente SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) -”abbiamo dato delle parole chiave per quanto riguarda le cure primarie e territoriali dopo il PNRR. Mantenimento della prossimità, soprattutto con le fasce più deboli. Integrazione tra professioni, tra discipline e settori diversi. Mantenimento della medicina generale come struttura portante delle cure territoriali. Formazione continua e misurazione degli esiti”.
Crisi delle professioni, il tema è invertire la tendenza. In merito è intervenuto Diego Catania, Presidente FNO TSRM e PSTRP -” Le Case di Comunità, tutto quello che riguarda il DM 77/2022, deve trovare la giusta rappresentazione valorizzando le competenze. Dobbiamo trovare anche il modo di creare dei percorsi di carriera, di creare l'appeal adeguato perché le persone che finiscono le scuole superiori si iscrivano ai nostri corsi di laurea, perché ne abbiamo assolutamente bisogno”.
Spazio al tema della donazione. La formula scelta è stata quella del confronto con l’esperienza diretta. Di fronte ai tanti giovani protagonisti della due giorni è intervenuto Claudio Martini – Già Assessore alla salute e Presidente della Regione Toscana -”Parlo in qualità di paziente che ha subito un trapianto due anni fa. Raccontare questa storia significa mettere in guardia dalla superficialità, dal pensare che le cose alla fine si risolvano da sé. Non è così. Situazioni come la mia si risolvono solo se c'è una grande quantità di donazioni e si può individuare l'organo giusto. Bisogna superare il troppo individualismo della società di oggi, l'io che prevale sul noi”.
A tirare le somme della due giorni è Giuseppe Orzati, Ceo di Koncept -”Torniamo a casa innanzitutto con la soddisfazione di aver coinvolto tanti giovani. Grazie al loro coinvolgimento nella Missione Supereroi avvieremo il progetto che ci permetterà di portare un sorriso negli ospedali pediatrici. Doveva essere e sarà cantiere del fare. Ora è il tempo di dare forma ai tanti spunti emersi dai tavoli tematici con cui abbiamo fotografato lo stato attuale della sanità, definendo strategie comuni che ci permetteranno di approcciare alle sfide del prossimo futuro”.
Fonte: Ufficio Stampa
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