
La sera del 4 novembre 1966 circa 70 milioni di metri cubi d’acqua invadevano il territorio pianeggiante, abitato da circa 800 famiglie, compreso tra l’Usciana e l’Arno nei territori di Santa Maria a Monte, Castelfranco e Santa Croce.
A Santa Maria a Monte, la rottura dell’Argine dell’Arno avvenuta a Ponticelli provocò la morte di un intero nucleo familiare, i Bachini (Giuseppe, Efidia, Giulia e Fausta), l’allagamento di 560 abitazioni e 2500 persone da evacuare, mentre i danni alle imprese alluvionate (132), all’agricoltura, all’allevamento ed alle infrastrutture furono ingentissimi.
Immediatamente partì una gara di solidarietà: le popolazioni, le associazioni e lo Stato inviarono viveri, vestiario, beni per provvedere all’assistenza degli alluvionati, oltre a risorse finanziarie per far fronte alla prima assistenza ed ai lavori urgenti di ripristino delle opere pubbliche danneggiate.
Oltre al volontariato ed al personale del Comune, un ruolo rilevante per superare l’emergenza venne svolto dai militari: Carabinieri, Esercito, Aeronautica, Paracadutisti, incursori della Marina, Vigili del Fuoco e la Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Pisa. In particolare questi ultimi operarono già dalle prime ore del 5 novembre con due elicotteri provvisti di galleggianti; a sera 118 santamariammontesi bloccati nei casolari isolati vennero messi in salvo. Il giorno successivo ( 6 novembre) operarono anche nella zona di Santa Croce e vennero messi in salvo 414 alluvionati. I nomi dei protagonisti: Tenente Giuseppe Mezzetti, Maresciallo pilota Marcello Cherici e Brigadiere pilota Pasquale Salvati. A Santa Maria a Monte e Santa Croce vennero costituite basi provvisorie per l’assistenza tecnico-logistica ai due mezzi. Tra gli specialisti che vi operarono vi era Giovanni Bongiovanni. In occasione della ricorrenza del 60° anniversario dell’alluvione, grazie al fondamentale supporto fornito dal Colonnello pilota in congedo ed ex Comandante della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Pisa (2016-2024) Massimo Anedda, il giorno 5 novembre
2026, presso il “Caffè Letterario Giosuè” di Piazza della Vittoria a Santa Maria a Monte, il Maresciallo Maggiore Aiutante specialista in congedo Giovanni Bongiovanni, in servizio durante l’alluvione del 1966, in un “colloquio tra veterani del volo” con il Colonnello Anedda ricostruirà i drammatici momenti che nel nostro territorio accompagnarono l’intervento degli elicotteri della Guardia di Finanza di base a Pisa, supportati anche da mezzi del Gruppo Aereo di Centocelle al comando del Capitano Mario Gemmi.
Immagini di Santa Maria a Monte dell’epoca ci mostrano anche bambini a bordo degli elicotteri della Guardia di Finanza durante le fasi di salvataggio. Sarebbe veramente commovente che quei bambini di allora, che vivevano nei tre comuni del Comprensorio alluvionati, volessero partecipare alla serata e conoscere uno degli artefici della loro salvezza, assieme a quella di altre centinaia di persone.
- A sinistra il M.llo Maggiore Aiutante Giovanni Bongiovanni
- Colonnello Massimo Anedda
Il programma
In occasione del 60° anniversario dell’alluvione (1966-2026)
Storie Locali - Caffè Letterario Giosuè organizza un momento di confronto pubblico
Giovedì 5 novembre 2026, ore 21.30 - Presso la sede di Piazza della Vittoria n. 27-Santa Maria a Monte
-Introduce i lavori: Vanni Alberto Fausto
-Dott. Bernardo Vellone: “Quel drammatico 4 novembre 1966 a Santa Maria a Monte: distruzione, solidarietà e ricostruzione”.
-Colonnello pilota (congedo) Massimo Anedda ex Comandante Sezione Aerea Guardia di Finanza di Pisa (2016-2024) e Maresciallo Maggiore Aiutante C.S. Specialista Giovanni Bongiovanni: “Novembre 1966: quando la salvezza arrivò dal cielo”.
Fonte: Ufficio Stampa
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