Santa Maria a Monte, la Regione nega il progetto di riconversione dell'impianto di San Donato

Il Comune aveva espresso parere contrario, insieme alla Soprintendenza. La sindaca Del Grande: "Una soddisfazione per tutta l'amministrazione"


Una vittoria importante per l'Amministrazione guidata dal Sindaco Manuela Del Grande, che vede riconosciute le proprie ragioni nella complessa vicenda relativa alla riconversione dell'impianto di digestione anaerobica di Prati Bioenergia, successivamente subentrata nella titolarità ad Agripower S.p.A.

Con il Decreto n. 5743/2026, notificato al Comune l’8 ottobre 2026, la Regione Toscana ha infatti negato l'autorizzazione unica per la trasformazione e l'ampliamento dell'impianto esistente, finalizzati al passaggio dalla produzione di energia elettrica alla produzione di biometano, con una capacità prevista di 330 metri cubi standard all'ora.

Un risultato tutt'altro che scontato, maturato al termine di un articolato procedimento amministrativo nel quale il Comune di Santa Maria a Monte ha assunto una posizione chiara e determinata, esprimendo formalmente il proprio parere contrario nell'ambito della Conferenza dei Servizi indetta dalla Regione Toscana.

"È una grande soddisfazione per tutta la nostra Amministrazione – dichiara il Sindaco Manuela Del Grande –. Fin dall'inizio abbiamo affrontato questa vicenda con serietà, determinazione e senso di responsabilità. Non ci siamo limitati a prendere atto di un progetto presentato sul nostro territorio, ma abbiamo fatto valere le ragioni del Comune, senza arretrare di un passo nella difesa degli interessi della nostra comunità".

Il progetto avrebbe comportato modifiche significative all'impianto esistente, con nuove strutture di stoccaggio, ampliamenti e l'introduzione di ulteriori matrici organiche da trattare. Nel corso dell'istruttoria sono emerse importanti criticità relative all'inserimento paesaggistico, alla gestione delle acque meteoriche e ai potenziali impatti odorigeni, particolarmente rilevanti per la vicinanza delle abitazioni e della frazione di San Donato.

Determinante anche il parere contrario della Soprintendenza, che ha evidenziato l'incompatibilità dell'ampliamento con le caratteristiche paesaggistiche dell'area prossima al Lago di San Donato. ARPAT, inoltre, pur riconoscendo il superamento di alcune carenze progettuali, ha mantenuto rilievi sulla documentazione relativa alla gestione degli scarichi.

"Non siamo contrari allo sviluppo e alle energie rinnovabili – prosegue Del Grande –, ma siamo fermamente convinti che nessun investimento possa prescindere dal rispetto dell'ambiente, del
paesaggio e della qualità della vita dei cittadini. La transizione energetica non può diventare una giustificazione per qualsiasi trasformazione del territorio. Lo sviluppo deve essere sostenibile nei fatti, non soltanto nelle dichiarazioni".

Particolarmente significativo il contenuto del provvedimento regionale, che richiama espressamente il parere negativo del Comune di Santa Maria a Monte, insieme a quello della Soprintendenza, tra le ragioni del diniego.

Una conferma della rilevanza della posizione sostenuta dall'Amministrazione comunale, che ha saputo far sentire la propria voce in un procedimento di competenza regionale, ottenendo un risultato concreto.

"Questo risultato dimostra che quando un'Amministrazione ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, di studiare le questioni e di difendere con fermezza il territorio, i risultati arrivano – conclude il Sindaco –. La nostra priorità resta una sola: tutelare Santa Maria a Monte, le sue frazioni, le famiglie e il patrimonio ambientale che abbiamo il dovere di consegnare integro alle future generazioni. Su questi principi non accetteremo compromessi".

Un risultato politico e amministrativo di grande rilievo per la Giunta Del Grande, che conferma una linea di governo fondata sulla tutela del territorio, sul rispetto delle regole e sulla difesa degli interessi dei cittadini.

Fonte: Comune di Santa Maria a Monte - Ufficio stampa

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