Scioperi e proteste, genitori scrivono a Giani: "Inserire servizi per l'autismo in continuità assistenziale"

La lettera dall'Empolese Valdelsa, tra sospensione delle lezioni nelle scuole e dei servizi nei centri diurni: "Condividiamo le mobilitazioni, ma famiglie e ragazzi si trovano ad affrontare disagi"


"Chiediamo l'inserimento immediato e tempestivo dei servizi per l'autismo nella continuità assistenziale e la loro qualifica come servizi essenziali, allo scopo di salvaguardare il delicato equilibrio psichico e morale dei nostri figli e delle nostre figlie, così come il benessere dei loro fratelli, delle loro sorelle e di intere famiglie spesso costrette a vivere ai margini della società".

Questo l'appello lanciato da un gruppo di genitori tra Empolese Valdelsa e Cuoio in una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Parole che arrivano in giorni caratterizzati da proteste - di cui gli autori della lettera sottolineano di sostenerne i diritti -, e in vista dello sciopero generale di oggi, 30 ottobre. Già nei giorni scorsi una mamma di Montelupo aveva fatto appello ai giovani, impegnati in mobilitazioni studentesche e occupazioni, invitandoli a riflettere e a pensare di organizzare attività per coinvolgere i compagni con disabilità, "sarebbe davvero una rivoluzione", aveva scritto.

Scioperi e centri diurni, la lettera

Tra conseguenti lezioni o servizi sospesi, il gruppo di genitori adesso si concentra sui centri diurni. "In questi giorni di fermento caratterizzati dalle sacrosante (se civili) proteste degli studenti, dagli scioperi dei lavoratori e dalle manifestazioni di piazza, in disparte rispetto al resto del mondo vivono famiglie che sono abituate a restare in silenzio. Le famiglie dei bambini e ragazzi autistici, che, pur condividendo spesso i motivi delle proteste, si trovano a vivere queste giornate in una situazione di forte disagio" inizia la lettera, firmata da quattordici genitori. "L'autismo è per definizione una condizione in cui è necessario programmare, evitare imprevisti di qualsiasi genere. La rottura della routine prestabilita può comportare crisi importanti che vanno a intaccare il fragile equilibrio faticosamente costruito dalle famiglie nel quotidiano. I ragazzi e le ragazze adolescenti che frequentano il centro diurno "Casa di Ventignano" di Fucecchio si ritrovano in questi giorni ad affrontare un doppio disagio: scuole superiori chiuse a causa delle occupazioni e possibilità di chiusura del centro diurno nella giornata di venerdì 30 ottobre a causa dello sciopero generale". Come fatto sapere dai genitori, il centro diurno è rimasto chiuso questa mattina.

"Condividiamo diritto di sciopero ma chiediamo inserimento dei centri in continuità assistenziale"

Oltre a Giani, a cui i genitori comunicano di aver inviato la lettera, l'appello è rivolto per conoscenza anche alla direttrice centro diurno Casa di Ventignano Veronica Bagni, al responsabile territoriale servizi sociali Valerio Mari, alla direttrice della Cooperativa Colori Simona Tinti, alla sindaca di Fucecchio Emma Donnini, all'assessora regionale alla salute Monia Monni e alla psicologa dell'Asl Toscana Centro Francesca Bagnoli.

"Noi genitori condividiamo e sosteniamo pienamente il diritto di sciopero, ma vorremmo essere messi nelle condizioni di poter organizzare le giornate dei nostri figli senza scuola e senza centro diurno nel modo meno traumatico possibile. Non capiamo per quale motivo un centro diurno specializzato nell'autismo non rientri fra i servizi che prevedono la continuità assistenziale minima. Per la buona salute dei nostri figli e delle famiglie (nelle quali spesso sono presenti altri figli), riteniamo questa una grave carenza del sistema normativo, che va a penalizzare persone che si trovano già in una posizione di estrema fragilità". "Fiduciosi - concludono - restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro".

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