
La donna è morta all'ospedale San Jacopo di Pistoia per un'emorragia cerebrale. Il consenso dei familiari ha permesso il prelievo dell'organo, risultato idoneo al trapianto
Aveva quasi 98 anni, ma il suo fegato è risultato idoneo alla donazione e ha permesso di salvare la vita a un paziente. È la storia di Annina Sensi, residente a Montale, in provincia di Pistoia, morta la scorsa settimana all'ospedale San Jacopo per un'emorragia cerebrale.
Dopo l'accertamento della morte cerebrale, i familiari hanno autorizzato il prelievo dell'organo, seguendo le indicazioni dei medici, che hanno chiarito come l'età anagrafica non sia, da sola, un criterio sufficiente per escludere la possibilità di donare.
A rendere possibile il trapianto ha contribuito anche il gruppo sanguigno della donna, B positivo, presente in una percentuale limitata della popolazione. L'intervento è perfettamente riuscito.
I familiari erano già sensibili al tema, perché in passato un'altra figlia di Annina Sensi aveva beneficiato di un trapianto di fegato, che le aveva consentito di vivere più a lungo. La famiglia ha reso pubblica la vicenda, promuovendo la cultura alla donazione e invitando i cittadini a dichiarare la propria volontà al momento del rinnovo della carta d'identità.
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