
Dopo la nota dell'Università per Stranieri di Siena, che ha parlato di una gestione "gravemente scorretta" del corso di laurea online, intervengono direttamente i docenti destinatari dei provvedimenti disciplinari. Gli insegnanti respingono le contestazioni e sostengono di aver sempre svolto regolarmente le attività didattiche, nel rispetto dei regolamenti dell'Ateneo. Una posizione che ora mettono nero su bianco in una nota, nella quale spiegano perché hanno deciso di ricorrere al TAR contro la censura disposta dal rettore Tomaso Montanari.
I docenti specificano che, contrariamente a quanto affermato da alcuni organi di stampa, "non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalla Corte dei conti". Inoltre, "negli anni abbiamo sempre svolto regolarmente i corsi assegnati dal Dipartimento, attenendoci ai regolamenti approvati dal governo dell'ateneo".
Quanto alla didattica a distanza, spiegano che le videoregistrazioni rappresentano soltanto una parte delle attività formative proposte agli studenti. Il riutilizzo del materiale audio-video, precisano, non esclude che tutte le altre attività vengano realizzate nuovamente ogni anno. Le registrazioni, inoltre, hanno una funzione paragonabile a quella di un libro di testo: sono progettate e realizzate dai docenti per un utilizzo pluriennale e, sostengono, "nessuna norma nazionale o regolamento interno ne impone il rifacimento tutti gli anni".
A questo proposito, i docenti richiamano i regolamenti interni dell'Ateneo, che consentirebbero di mantenere invariati i materiali didattici per più anni, salvo la necessità di aggiornarli in presenza di nuove conoscenze nelle discipline insegnate, dalla lingua alla letteratura e alle arti italiane.
A sostegno della propria posizione, ricordano inoltre che gli studenti hanno sempre svolto regolarmente le attività previste, le prove intermedie e gli esami finali, esprimendo giudizi positivi nei questionari di soddisfazione degli insegnamenti. Richiamano infine la valutazione dell'ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), che nel settembre 2025 ha giudicato positivamente il corso online, riconoscendone l'impianto didattico come un punto di forza.
"Per queste ragioni - spiegano i docenti -, riteniamo ingiusta la censura irrogata dal rettore nei nostri confronti e abbiamo deciso di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale (TAR), per tutelare i nostri diritti e la nostra reputazione professionale e sottoporre la vicenda al vaglio della giustizia amministrativa.
Facciamo presente che la censura del rettore risale ad aprile 2026, ben due mesi dopo che il Corso on-line era stato chiuso su proposta del Rettore".
"Desideriamo infine osservare che una diversità di vedute sulla bontà ed efficacia della didattica a distanza è legittima e deve essere oggetto di normale dialettica culturale tra gli appartenenti alla comunità accademica negli organi di Ateneo, senza che possa però divenire oggetto di procedimenti disciplinari, posto che questi devono fondarsi sulla violazione della legge e non sul punto di vista personale di chi ricopre pro tempore una carica di governo dell’Ateneo".
Notizie correlate
Tutte le notizie di Siena
<< Indietro





