
Per anni ha incontrato giovani nelle scuole e nelle realtà impegnate a custodire la memoria degli eccidi nazifascisti e della resistenza. Il sindaco Cecchelli: "Adesso è compito nostro raccoglierne l'eredità"
Avrebbe voluto studiare ancora e fare la maestra, ma non gli fu possibile. Così, per una parte della sua vita ha fatto la parrucchiera, curando le acconciature di tantissime donne di Molina di Quosa e dintorni. “Nella cesta in cui si tengono le riviste, avevo messo anche alcune pubblicazioni e libri sull’eccidio della Romagna e, in generale, sulle tragedie a cui ci aveva condotti il fascismo: volevo che sapessero e che, al momento delle elezioni, anche loro partecipassero e si schierassero dalla parte giusta” ha raccontato in una delle sue ultime interviste, rilasciata pochi mesi fa, in occasione del convegno organizzato dall’amministrazione comunale e dedicato agli 80 anni dalla prima volta del diritto di voto riconosciuto alle donne. Sul tavolo la tessera elettorale già pronta: di lì a poco si sarebbe votato per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. “Io voterò anche questa volta, come ho sempre fatto, perché votare è un diritto e un dovere, che è stato conquistato grazie alle lotte e al sacrificio di tanti, e prendere parola per esprimersi su ciò che vogliamo per il nostro Paese è sempre un’emozione” disse.
Franca Roventini non c’è più. Se ne è andata stamani (domenica 1° novembre) poco prima dell’alba, all’età di 100 anni (compiuti il 2 agosto scorso), buona parte dei quali spesi nelle scuole, nei gruppi giovanili e in tutte le realtà impegnate nel custodire e attualizzare la memoria degli eccidi nazifascisti, della resistenza e della lotta per libertà e la democrazia contro il regime fascista. In questa veste ha collaborato a lungo anche con il “Progetto Memoria” del comune di San Giuliano Terme.
“Franca se n’è andata e oggi siamo tutti più poveri – ha detto il sindaco Matteo Cecchelli -: ci lascia un’eredità importante e pesante, fatta di vita vissuta in tempi cupi, di regime e di guerra, ma anche d’impegno instancabile a divulgare e testimoniare sia la tragedia di quell’epoca che la felicità per la libertà ritrovata, sia pure ad un prezzo salatissimo. Lo faceva convinta della necessità d’impegnarsi in prima persona perché quei tempi di autoritarismo, violenza e guerra non tornassero più. Adesso è compito nostro, di tutti coloro che credono nella Costituzione antifascista, nella democrazia e nella pace, raccoglierne l’eredità e prolungarne l’impegno coltivando quei valori così profondamente radicati nella nostra comunità e che sono alla base anche dell’Italia repubblicana”.
Franca Roventini, lascia la figlia Antonietta. Per chi volesse salutarla, fino a martedì la salma sarà esposta alle cappelle del commiato della Pubblica Assistenza di Pisa, in via Bargagna. I funerali si svolgeranno martedì a Molina di Quosa. L’orario, al momento, non è stato ancora definito.
Fonte: Comune di San Giuliano Terme
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