FdI Certaldo: "Palazzo Stiozzi Ridolfi, abbandonare idea della vendita e consumo di suolo"

I consiglieri comunali Masini e Borghini: "Il problema non è la carenza di spazi, ma l'abbandono e la mancata manutenzione di quelli che già ci sono"


"Si sgomberano otto alloggi popolari nel cuore storico per fare cassa e consumare nuovo suolo. Perché non sfruttare i fondi del Governo per il recupero dell'esistente?", così in una nota i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Certaldo, parlando di "un paradosso politico e amministrativo" che "scuote Certaldo Alto".

In particolare i consiglieri Lucia Masini e Riccardo Borghini "contestano la decisione dell'amministrazione comunale di procedere allo sgombero e alla successiva vendita di Palazzo Stiozzi Ridolfi, un immobile di pregio storico che ospita attualmente otto alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp). La linea della giunta è nota: alienare il palazzo per reinvestire il ricavato nella costruzione di un nuovo fabbricato popolare altrove. Ma i conti non tornano affatto. "Ma loro non erano quelli del "NO al consumo di suolo?"– dicono i consiglieri di FdI. "Vendere un palazzo storico come Palazzo Stiozzi Ridolfi, un simbolo al pari di Palazzo Pretorio, significa svuotare il cuore di Certaldo Alto di una funzione sociale fondamentale, per poi magari cementificare altrove".

Le ragioni dei consiglieri di opposizione, prosegue la nota, "affondano le radici in una questione di coerenza amministrativa e di gestione del patrimonio esistente. Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, infatti, il problema non è la carenza di spazi in assoluto, ma l’abbandono e la mancata manutenzione di quelli che già ci sono. Un tema già sollevato con forza nell'ultimo consiglio comunale di lunedì 26 ottobre, ma che — denunciano gli esponenti di minoranza — si è scontrato con un muro di gomma. I consiglieri richiamano i dati di Publicasa: già qualche anno fa, analizzando i bilanci, emergevano oltre quaranta alloggi popolari lasciati vuoti e inutilizzabili perché bisognosi di manutenzione o ristrutturazione. Un patrimonio pubblico colpevolmente ibernato, mentre le liste d’attesa per una casa crescono. Oggi, tuttavia, lo scenario nazionale offre un'alternativa concreta che l'amministrazione comunale potrebbe cogliere, abbandonando la strada della vendita".

"Il Governo si è attivato in modo concreto per rispondere all'emergenza abitativa — sottolineano da Fratelli d’Italia Certaldo — puntando con decisione sul recupero e sulla rigenerazione degli alloggi ammalorati già esistenti, grazie anche alla nomina di un Commissario apposito e all’imminente arrivo di bandi dedicati".

Da qui l'appello finale, "che suona come un invito politico ma anche come un'opportunità di buon senso: Confidiamo che, direttamente o indirettamente, anche il nostro Comune abbandoni l'idea della vendita e del consumo di suolo. Sarebbe più opportuno sfruttare le opportunità messe in campo dal Governo: che piaccia o meno, oggi esiste una strada concreta per rimettere a nuovo il patrimonio esistente senza svendere la storia di Certaldo".

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