
A sessant'anni dalla tragedia che provocò quattro morti e oltre cinque miliardi di danni, il Centro Culturale Cambio ospita una selezione di immagini mai esposte prima. Il 4 novembre sarà presentato anche il documentario in pellicola restaurato
Sessant'anni dopo l'alluvione del 4 novembre 1966, Castelfiorentino torna a ricordare una delle pagine più drammatiche della propria storia attraverso fotografie inedite e il recupero di un documentario realizzato all'epoca da Jaurès Baldeschi. Il progetto commemorativo prevede l'esposizione di 60 fotografie mai mostrate prima, conservate per decenni e oggi recuperate, insieme alla presentazione della versione restaurata del filmato in pellicola.
La tragedia del 1966 colpì duramente Castelfiorentino, indicato come il comune più danneggiato della Valdelsa. La furia delle acque devastò abitazioni, negozi, laboratori artigianali e attività industriali, provocando quattro vittime e danni stimati in oltre cinque miliardi di lire.
Le immagini esposte al Centro Culturale Cambio sono state realizzate da Baldeschi, che ha ricostruito le circostanze in cui nacque il suo lavoro. Due mesi prima dell'alluvione aveva acquistato alcune pellicole fotografiche e cinematografiche in un negozio di fotografia. La mattina del 4 novembre iniziò a filmare l'acqua che invadeva il paese; il giorno successivo, con il progressivo ritiro delle acque e l'emergere dei danni, proseguì il lavoro utilizzando anche la macchina fotografica.
"La mattina del 4 novembre cominciai a filmare l'acqua che invadeva il paese. Il giorno dopo quando le acque iniziarono a ritirarsi, evidenziando il dramma che avevano provocato, utilizzai anche la macchina fotografica fino all'esaurimento delle pellicole", ha raccontato Baldeschi. I negativi di 14 rullini rimasero poi dimenticati in un cassetto per diversi decenni, fino al successivo recupero. Fu Antonio D'Ambrosio a realizzare i provini a contatto, consentendo di individuare le fotografie inedite. Il progetto, sostenuto da Banca Cambiano ed Ente Cambiano, ha permesso anche il restauro del documentario originale.
Le iniziative per il sessantesimo anniversario sono promosse dal Circolo del Cinema Angelo Azzurro e da Jaurès Baldeschi, con il sostegno di Banca di Cambiano 1884 Spa ed Ente Cambiano Spa. Collaborano il Comune di Castelfiorentino, la Fondazione Teatro del Popolo, il Centro Culturale Cambio e il Gruppo Fotografico Giglio Rosso, insieme ad altri enti del territorio.
La sindaca Francesca Giannì e l'assessore alla Cultura Franco Spina hanno sottolineato il valore storico e documentario del materiale recuperato, definendolo una testimonianza capace di restituire alla comunità la memoria di quanto accaduto. Il filmato, nelle loro parole, è un film "puro", di sperimentazione radicale che trova "nell'estetica dell'imprevisto e nell'immagine imperfetta, il suo cardine".
Anche il presidente dell'Ente Cambiano Spa, Paolo Regini, ha evidenziato l'importanza dell'iniziativa per la conservazione della memoria collettiva: "Queste immagini ci restituiscono non soltanto la memoria di un evento che ha segnato profondamente Castelfiorentino, ma anche il volto di una comunità, dei suoi luoghi e delle persone che li hanno vissuti". Recuperare e rendere accessibili queste testimonianze, ha aggiunto, significa "impedire che una parte della nostra storia vada perduta" e consegnarla alle generazioni future.
La presentazione del programma è in calendario mercoledì 4 novembre alle 16, nella Sala Parlavecchia. Seguirà l'inaugurazione della mostra al Centro Culturale Cambio. Alle 18, al Ridotto del Teatro del Popolo, sarà proiettato il documentario restaurato. L'esposizione resterà visitabile fino al 18 novembre 2026.
Fonte: Ufficio Stampa
Notizie correlate
Tutte le notizie di Castelfiorentino
<< Indietro






