
La Commissione regionale Sviluppo economico e rurale, in visita nel Cuoio: dalla crisi del settore moda agli ammortizzatori sociali, fino alla formazione, alla sostenibilità e alle energie rinnovabili
Il punto sulle problematiche e sulle prospettive di rilancio del distretto conciario al centro della visita istituzionale della Commissione regionale Sviluppo economico e rurale, guidata dalla presidente Brenda Barnini. Accolta presso il polo tecnologico Poteco di Santa Croce sull'Arno dai consiglieri regionali del territorio e dai sindaci del Valdarno Inferiore, la delegazione regionale ha affrontato le grandi questioni sul tappeto: dalla crisi del settore moda agli ammortizzatori sociali, fino alla formazione, alla sostenibilità e al nodo strategico delle energie rinnovabili.
Fitto il parterre delle rappresentanze istituzionali presenti all'incontro. Oltre alla presidente Barnini, hanno partecipato per la Commissione regionale e per il territorio i consiglieri regionali Luca Minucci (FdI), Matteo Trapani (Pd) e Marco Stella (FI), insieme ai vicepresidenti del Consiglio regionale Diego Petrucci (FdI) e Antonio Mazzeo (Pd) e ai consiglieri Serena Bulleri (FdI), Massimiliano Ghimenti (Alleanza Verdi e Sinistra) e Federico Eligi (Casa Riformista). A comporre il tavolo del distretto erano presenti i sindaci e i rappresentati dei sei Comuni del comprensorio, San Miniato con Simone Giglioli, Santa Croce sull'Arno con Roberto Giannoni, Castelfranco di Sotto con Fabio Mini, Montopoli in Val d'Arno con Linda Vanni, Fucecchio con Emma Donnini e Santa Maria a Monte con Manuela Del Grande, unitamente ai delegati delle associazioni datoriali (Assoconciatori, Consorzio Conciatori, Assa, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confapi, Confindustria), dei sindacati (Cgil e Cisl) e del Consorzio Manifatture Toscane per il settore calzaturiero.
A dare l'avvio ai lavori è stato il sindaco di San Miniato e presidente del Tavolo del distretto, Simone Giglioli, che ha tracciato un quadro del comparto, ricordano il valore del Tavolo nato oltre trent'anni fa per mettere a confronto l'intera filiera. Giglioli ha affrontato la complessa questione del rapporto con i grandi brand della moda e ha lanciato una richiesta sulla gestione della crisi: "Il Tavolo di crisi regionale si è riunito diverse volte, ma non si riunisce più da prima delle lezioni regionali: purtroppo non si convoca da tanto tempo e non è che la crisi sia finita. Una richiesta dei nostri conciatori, sia dei sindaci che delle associazioni datoriali e sindacali, è quella di avere un vero e proprio tavolo di concertazione con le firme e con i brand a livello locale". Riferendosi poi alla tenuta sociale del comparto e al pericolo di disperdere competenze fondamentali, ha rimarcato: "Gestire queste crisi vuol dire rischiare ance di perdere dipendenti formati, in un settore in cui la formazione diventa fondamentale. Il paradosso è che oggi aziende che lavorano non riescono a trovare manodopera specializzata da inserire".
Nel corso dell'incontro è intervenuta la presidente Brenda Barnini, sottolineando il peso determinante della moda per l'intera economia toscana e la necessità di sostenere la competitività delle imprese attraverso una visione d'insieme: "Quando parliamo di moda in Toscana dobbiamo essere consapevoli che tutt'oggi stiamo parlando del principale settore manifatturiero di questa regione, che occupa più di 110mila addetti e vale quasi il 40% dell'occupazione manifatturiera. La necessità riattivare quel tavolo regionale della crisi è un'esigenza impellente". Richiamando le sfide decisive dei prossimi mesi per scongiurare il rischio di un declino strutturale, Barnini ha poi aggiunto: "In assenza di un binomio tra innovazione, ricerca e sostenibilità non esiste più competitività di questo settore. Se non ci sforziamo tutti assieme di utilizzare le occasioni che abbiamo di fronte, a partire dalla programmazione delle risorse europee e dalla legge sulle aree idonee per le rinnovabili, rischiamo di non cogliere le opportunità di ripresa".
Un appello a difendere il potenziale industriale del distretto è arrivato dal sindaco di Santa Croce sull'Arno, Roberto Giannoni, che si è soffermato sui rischi legati a un'eccessiva occupazione di suolo industriale da parte degli impianti fotovoltaici: "Siamo tartassati da impianti fotovoltaici che vanno a occupare zone che erano destinate allo sviluppo industriale, ma i pannelli non creeranno occupazione in futuro. La pelle è un materiale di pregio e le concerie rimarranno nel mondo in poche zone; vorrei che la nostra rimanesse una terra capace di attrarre nuovi investimenti e insediamenti produttivi".
A prendere parola è stato poi Riccardo Bandini, presidente dell'Associazione dei conciatori di Santa Croce, che ha espresso diverse criticità per le aziende, chiedendo cosa possa fare la regione per alleviare l'aumento dei costi energetici e per essere un'attrattiva dei giovani.
Dai sindacati, invece, è stato lanciato l'allarme per una "crisi che rischia di cambiare la struttura economica e sociale del territorio".
Silvia Cosci, per la Cisl, e Barbara Carli, per la Cna, hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di rimettere al centro il tema della mancanza di lavoro, individuandolo come una delle principali criticità del settore: "Bisogna discutere meno, essere più produttivi e lavorare in sinergia", hanno detto.
Dal mondo dei terzisti è emersa, inoltre, l'esigenza di promuovere una campagna di valorizzazione del prodotto locale, del Made in Tuscany, rafforzando il know-how delle aziende che producono sul territorio.
Al termine della seduta i lavori della delegazione sono proseguiti con un sopralluogo all'impianto di depurazione Cuoio-Depur di San Miniato, eccellenza del sistema di recupero e sostenibilità ambientale del comprensorio.
Teresa Vitrano
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