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A Radio Lady la sindaca Francesca Giannì fa il punto su scuola, investimenti e sanità a Castelfiorentino

Dalla riapertura dell'istituto Enriques dopo 12 giorni di chiusura al recupero dell'ex Shelbox e del mulino di San Matteo, fino agli interventi sulla Casa di Comunità e all'apertura dell'ospedale di comunità


Nuovo appuntamento su Radio Lady con la sindaca di Castelfiorentino, Francesca Giannì. In questa seconda puntata, la prima cittadina ha fatto il punto sulla riapertura delle attività scolastiche all'Enriques, dopo gli atti vandalici che hanno costretto alla chiusura dell'istituto per 12 giorni. Si è parlato anche di investimenti sul territorio, come il recupero del mulino di San Matteo e l'avvio dei lavori di demolizione dell'ex sito industriale Shelbox, per creare un nuovo polo produttivo e commerciale. Infine, spazio anche ai progetti socio-sanitari, e i lavori di efficientamento energetico sull'ospedale di comunità.

L'intervista su Radio Lady

La riapertura dell'Enriques

Ed è proprio dalla riapertura dell'Enriques che Giannì ha cominciato la puntata. La riapertura dell'istituto è cominciata con una manifestazione, "una sorta di corteo", racconta Giannì, "un corteo pacifico che ha raccolto circa 600 ragazzi che sono partiti all'Enriques, sono arrivati fino al Piazzale, dove hanno fatto una sorta di sit-in e sono tornati a scuola".

La sindaca ha voluto sottolineare come "è stato un piacere vedere i ragazzi che hanno rivendicato il loro diritto allo studio. Dopo 12 giorni di chiusura, un qualcosa di assolutamente inedito, successivo a un'occupazione che non è mai partita perché, nei fatti, non c'è mai stata - chiarisce Giannì -. Nei fatti un gruppo di ragazzi hanno deciso di fare degli atti vandalici, forse più di atti vandalici vista la scala poi dei danni che hanno provocato e hanno in qualche modo strappato un diritto agli altri. Quello è stato lo strappo più grosso, il diritto negato e quel diritto negato è stato rivendicato dai ragazzi".

Il corteo è servito, spiega la sindaca, a mostrare che i ragazzi dell'Enriques sono pacifici e che finalmente possono tornare in classe con le lezioni.

"Quello che è successo però non può essere dimenticato - commenta la sindaca -. È stata una ferita che ha colpito la cittadinanza per le immagini che sono circolate sui social. È violenza pura. Ed è per questo che voglio ringraziare tutto il corpo docente, il personale ATA, la dirigente scolastica, ma soprattutto le forze dell'ordine", che, come spiega Giannì, hanno mantenuto un approccio costruttivo e propositivo durante l'emergenza e ora proseguiranno con il percorso d'indagine per fare luce sull'identità dei responsabili.

Gli investimenti privati sul territorio

L'intervista si è poi spostata sugli investimenti privati sul territorio di Castelfiorentino. Tra questi, l'apertura del nuovo mulino di San Matteo, in località Cambiano, a settembre, e l'avvio dei lavori di demolizione del sito industriale dell'ex Shelbox. "In entrambi i casi, i capitali privati arrivano a Castelfiorentino e lo fanno da un lato portando un valore aggiunto immediato", spiega Giannì.

Nel primo caso, "c'è stato il recupero di un mulino dismesso sul territorio di Castelfiorentino che fa sì che nel sito COP Cerealia si crei una filiera produttiva dei grani del Proceva, dei produttori cerealicoli da Valdelsa, che in questo momento stanno, più di tanti altri la crisi energetica e il carocarburanti. Il Proceva fornirà grani al mulino di San Matteo a Castelfiorentino che poi trasforma il prodotto finito in Cerealia, con i prodotti della panificazione per la grande distribuzione organizzata a chilometro zero".

L'investimento consente di recuperare un'area industriale che altrimenti rischierebbe di diventare un'area di degrado, portando posti di lavoro e "chiudendo un cerchio, in un settore, quello agricolo, che in realtà nel nostro territorio ha ancora tanto da dire".

Nel secondo caso si è parlato del recupero dell'ex Shelbox, "un simbolo, una ferita gigantesca, della nostra città", commenta la sindaca. "Era un sito dismesso e fonte di degrado". L'investimento è il frutto di un lungo percorso, partito durante il periodo del Covid e culminato con l'acquisizione del sito da parte di un raggruppamento di imprese. Ad agosto l'amministrazione ha firmato la convenzione urbanistica e sono partiti i permessi per costruire.

Nell'area dell'ex Shelbox "sorgerà un grande polo industriale: ci sarà una parte produttiva legata al settore della meccanica che porterà un centinaio di posti di lavoro a Castelfiorentino. Ma ci sarà anche una parte di grande distribuzione organizzata sul settore del commercio. Poi ci saranno altri strutture che saranno messe in vendita chiaramente sia sul lato commerciale e artigianale", ha detto Giannì.

Lo scopo sarà quello di creare un sito "che non sia né votato totalmente verso il settore industriale 'puro', perché siamo vicino al paese, né sul commerciale 'puro', ma una bella integrazione che recupera un'area dismessa, farà del bene con le opere di urbanizzazione, porterà delle nuove realtà, e nuovi posti di lavoro".

Casa di Comunità e progetti socio-sanitari

Si è parlato anche del cantiere della casa di comunità di Castelfiorentino, in via Pavese, che, come spiega la sindaca, "fa parte dei grandi investimenti che stiamo facendo sul settore socio-sanitario".

Nella scorsa puntata, ricorda Giannì, "abbiamo parlato dell'ospedale delle comunità che nel frattempo ha aperto le proprie porte. L'utenza cresce, quindi vuol dire che il meccanismo sta funzionando e i primi riscontri positivi dai nostri cittadini arrivano. La differenza la fa il poter fare le cure intermedie a Castelfiorentino e non lontani dalla propria dalla propria casa".

La sindaca ha poi anticipato che, sull'ospedale di comunità, l'amministrazione sta strutturando delle progettazioni di welfare culturale insieme ad ASL, "per caratterizzare anche la presenza dell'ospedale di comunità e poter dire che anche a Castelfiorentino persino chi è ricoverato, riesce a fare percorsi educativi, culturali e a recuperare, quel gap anche di salute fisica, mentale, spirituale che ti serve all'uscita dal percorso sanitario".

Anche la casa di comunità aveva bisogno di investimenti. È attivo in questo momento un cantiere da 720mila euro per l'efficientamento energetico e per rimettere a nuovo gli infissi, le caldaie e il sistema di condizionamento termico.

"Così la struttura nuova ci permette di di rendere più vivibile la struttura, per avere la struttura più vivibile -ha detto Giannì -. Vuol dire quegli spazi tornano a essere appetibili dopo decenni. Abbiamo intercettato un finanziamento e abbiamo vinto queste risorse. È un cantiere che sta andando molto bene e che già nei primi mesi del prossimo anno arriverà a conclusione, quindi la fine del lavoro è prevista per febbraio e questo ci permetterà di avere una bella una bella struttura", aggiunge Giannì.

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