
"La Lega ricorda il 60⁰anniversario dell'Alluvione di Firenze (4 novembre 1966 - 4 novembre 2026), per non dimenticare l'immane tragedia che toccò i fiorentini e tanti toscani nel più profondo del loro animo e della loro umanità, ben esplicitate, dalle parole del Padre francescano Ferdinando Batazzi: 'Ogni uomo è tutto l'uomo: il dolore dell'uno è il dolore dell'altro', parole che ben rappresentano lo spirito della gente di Firenze in quei dolorosi momenti".
Cosi si esprime Marco Cordone, Vicesegretario Provinciale di Firenze della Lega, allora studente delle scuole elementari, che prosegue: "Quel tragico 4 novembre del 1966 Radio Londra diede la notizia:'Il mondo sta per perdere Firenze', parole che si diffusero in tutto il Pianeta. 35 furono le vittime di cui 17 in Città e 18 in Provincia. Ricordiamo tra tutte, Carlo Maggiorelli, l'eroico operaio comunale dell'acquedotto dell'Anconella, morto per non aver abbandonato la sorveglianza dell'impianto nei pressi del fiume Arno.
L'Alluvione di Firenze fu anche un grande momento di vera solidarietà perché da tutta Italia e da tutto il mondo, arrivarono i cosiddetti 'Angeli del fango' che contribuirono a salvare la cosiddetta Atene sull'Arno. È importante ricordare anche il ruolo dei giornalisti di allora come l'ottimo cronista Franco Nencini che su LA NAZIONE di domenica 6 novembre 1966 scrisse un articolo intitolato 'Ore 7,26 di venerdì 4', una precisa e articolata cronaca sui fatti accaduti. Tanta gente da tutto il mondo si mobilito' per salvare Firenze, la capitale internazionale dell'Arte e come dimenticare il Crocifisso del Cimabue, martoriato dall'acqua e dal fango del fiume Arno, una delle immagini simbolo di quei tragici giorni".
Marco Cordone (vicesegretario Provinciale di Firenze di Lega Italia Federeale)
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