Mattarella a Firenze per le celebrazioni del 4 novembre e per il 60esimo dell'alluvione

Il presidente della Repubblica ha partecipato alla Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Consegnata la medaglia d'oro al valore militare alla memoria del paracadutista David Tobini. Nel pomeriggio la commemorazione dei 60 anni dell'alluvione


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato questa mattina a Firenze per partecipare alle celebrazioni della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. La cerimonia si è svolta al Piazzale Michelangelo, alla presenza delle principali autorità civili e militari. Nel pomeriggio il capo dello Stato sarà nuovamente protagonista in città, in occasione delle commemorazioni per il 60esimo anniversario dell'alluvione. Per l'occasione si sono svolte alcune iniziative commemorative in città.

Ad accompagnare il presidente della Repubblica erano presenti il ministro della Difesa Guido Crosetto, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, i capi di Stato Maggiore delle Forze Armate, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la sindaca di Firenze Sara Funaro, e le autorità civili, militari e religiose.

"Bentornato in Toscana, Presidente Mattarella! - scrive sui social Eugenio Giani -. È un grande onore accoglierla oggi a Firenze, in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Una giornata importante per rendere omaggio a chi ogni giorno serve il nostro Paese e per ricordare i valori di unità, libertà e democrazia che ci tengono insieme. Grazie Presidente!".

"Firenze dà il benvenuto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del 60° anniversario dell’alluvione e della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate - ha scritto invece Sara Funaro sui social -. Una giornata di memoria e di riconoscenza, nel segno dell’unità e dell’identità del nostro Paese".

Prima di prendere posto in tribuna, Mattarella ha passato in rassegna i reparti militari schierati sul Piazzale Michelangelo.

Nel corso della cerimonia, il capo dello Stato ha consegnato alla madre di David Tobini la medaglia d'oro al valore militare conferita alla memoria del figlio, caporale paracadutista della Brigata Folgore, morto in uno scontro a fuoco in Afghanistan nel luglio 2011.

La celebrazione si è conclusa con 21 colpi di cannone a salve e il sorvolo delle Frecce Tricolori.

Al termine, Mattarella si è recato all'Istituto Geografico Militare di Firenze, accompagnato dal ministro Crosetto e dal presidente Giani. Successivamente ha raggiunto la Prefettura. Nel pomeriggio si è recato a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, per la cerimonia commemorativa dei 60 anni dell'alluvione di Firenze.

Il ministro Crosetto si è invece recato al Comando Militare in piazza San Marco.

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(foto da Fb Sara Funaro)

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(foto da Fb Eugenio Giani)

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(foto da Fb Eugenio Giani)

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(foto da Fb Eugenio Giani)

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(foto da Fb Eugenio Giani)

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(foto da Fb Eugenio Giani)

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(foto da Fb Eugenio Giani)

Mattarella a Palazzo Vecchio per i 60 anni dell'alluvione di Firenze

Nel pomeriggio il presidente della Repubblica ha raggiunto Palazzo Vecchio per partecipare alla cerimonia commemorativa dei 60 anni dall'alluvione di Firenze, in programma nel Salone dei Cinquecento, gremito per l'occasione. Ad accoglierlo in piazza della Signoria sono stati la sindaca Sara Funaro e il presidente della Regione Eugenio Giani. All'esterno del palazzo, nella piazza transennata, erano presenti numerosi cittadini e turisti. Mattarella è stato accolto da un lungo applauso e si è fermato a salutare le persone presenti, ricambiando il loro affetto.

In sala erano riuniti gli Angeli del Fango, sindaci e rappresentanti delle istituzioni. Prima dell'inizio della cerimonia, la sindaca Funaro ha consegnato a Mattarella un cofanetto contenente quattro volumi de La splendida storia di Firenze di Piero Bargellini, sindaco della città ai tempi dell'alluvione e nonno della prima cittadina.

Il programma delle commemorazioni ha previsto anche la testimonianza di un Angelo del Fango arrivato dagli Stati Uniti, la lettura di alcune lettere inviate a Bargellini nei giorni successivi alla tragedia da parte di bambini delle scuole primarie fiorentine e la presenza di 81 alunni, ciascuno con una bandierina di uno degli 81 Paesi che contribuirono con i loro aiuti a sostenere Firenze dopo l'alluvione. In programma anche gli interventi istituzionali di Funaro e Giani e una riflessione del giornalista Aldo Cazzullo.

A margine della cerimonia, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha ricordato il significato che l'alluvione e la solidarietà internazionale che si mobilitò in quei giorni. Secondo Giani, quella tragedia, pur nella sua drammaticità, "risvegliò partecipazione emotiva e solidarietà, facendoci cogliere quanto Firenze sia patrimonio universale dell'umanità".

Giani ha inoltre definito Mattarella "ormai un cittadino onorario di Firenze", ricordando anche la recente presenza del presidente in città per il Festival delle Regioni.

Mattarella: "La solidarietà dei giovani una lezione da non dimenticare"

Nel suo intervento, il presidente della Repubblica ha ripercorso il significato storico e civile della mobilitazione che seguì l'alluvione del 4 novembre 1966, ricordando in particolare il ruolo dei tantissimi giovani arrivati a Firenze da diverse parti d'Italia e del mondo per aiutare la popolazione e salvare il patrimonio artistico e culturale della città.

Mattarella ha ricordato il lavoro degli Angeli del Fango, affiancati fin dalle prime ore dalle Forze Armate: ragazzi che spalavano il fango, liberavano le strade, recuperavano i libri della Biblioteca nazionale e mettevano in sicurezza le opere d'arte degli Uffizi, della Basilica di Santa Croce, del Battistero, del Museo Archeologico e del Bargello.

Un impegno che andava ben oltre il semplice soccorso materiale. Quei giovani, pur provenendo da luoghi diversi, condividevano le fatiche, si conoscevano e scoprivano legami che superavano le distanze geografiche. "Un insegnamento, una lezione che non dobbiamo dimenticare -, ha affermato il capo dello Stato -. A sessant'anni dall'alluvione di Firenze vogliamo pensare che quella lezione sia tuttora viva", ha dichiarato Mattarella, sottolineando come il ricordo di quei giorni non debba "suscitare nostalgia", ma sia da stimolo "per tenerci vigili, per ricordare la comune responsabilità del futuro".

Funaro: "Sessant'anni fa Firenze ebbe bisogno del mondo, oggi essere Firenze per il mondo"

La sindaca Sara Funaro ha ricordato la solidarietà internazionale che seguì l'alluvione del 1966, con i giovani arrivati dall'Italia e dall'estero e gli 81 Paesi che contribuirono ai soccorsi. "Sessant'anni fa Firenze ebbe bisogno del mondo. Oggi essere 'Firenze per il mondo' significa continuare a mettere al suo servizio la cultura, la conoscenza e la capacità di avvicinare i popoli", ha dichiarato. Funaro ha infine richiamato l'importanza di difendere i diritti, promuovere l'accoglienza e il rispetto delle differenze, dando concretezza al valore della pace.

Eugenio Giani: "L'alluvione contribuì a far crescere nel Paese la consapevolezza dell'importanza della protezione civile"

"È una grande gioia e un onore accogliere ancora una volta a Firenze il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale voglio esprimere tutta la gratitudine e l'affetto della nostra città e della Toscana - ha detto Eugenio Giani -. La sua presenza oggi, nel sessantesimo anniversario dell'alluvione, ha un significato profondo e testimonia ancora una volta la sua vicinanza a Firenze e alla nostra comunità".

"L'Arno è la nostra storia - ha proseguito Giani - è il fiume attorno al quale Firenze è nata e cresciuta. Un fiume che ha dato vita e ricchezza alla città, ma che nei secoli ha mostrato anche la sua forza distruttrice. Sessant'anni fa Firenze visse una delle pagine più drammatiche della sua storia, ma da quella tragedia nacque anche una straordinaria mobilitazione di solidarietà, con gli angeli del fango e migliaia di persone arrivate da tutto il mondo per aiutare la città e salvare il suo patrimonio artistico e culturale".

Il presidente ha quindi richiamato la necessità di rafforzare la sicurezza del territorio. "Quella tragedia contribuì anche a far crescere nel nostro Paese una nuova consapevolezza dell'importanza della protezione civile. Oggi, di fronte ai cambiamenti climatici e a eventi meteorologici sempre più estremi, il nostro dovere è investire nella prevenzione, nella sicurezza dei territori e nella difesa del suolo. È un impegno che la Regione Toscana porta avanti con determinazione".

"Ricordare l'alluvione - ha concluso Giani - significa dunque non soltanto rendere omaggio alle vittime e a quanti si mobilitarono per Firenze, ma rinnovare una responsabilità verso il futuro. La presenza del presidente Mattarella rende questa giornata ancora più significativa e ci incoraggia a tradurre la memoria in azioni concrete, per proteggere le nostre comunità e un patrimonio culturale che appartiene al mondo intero".

Cristina Manetti: "Firenze ricorda una delle pagine più dolorose della sua storia"

Sul valore della memoria e della solidarietà è intervenuta anche l'assessora regionale alla cultura Cristina Manetti. "A sessant'anni dall'alluvione, Firenze ricorda una delle pagine più dolorose della sua storia, ma anche una straordinaria mobilitazione collettiva. Gli angeli del fango, arrivati da ogni parte del mondo per salvare libri, opere d'arte e testimonianze della nostra storia, ci hanno lasciato un'eredità preziosa. Ci hanno insegnato che la cultura è un patrimonio di tutti e che difenderla significa prendersi cura della nostra identità e della nostra memoria. È un messaggio che dobbiamo continuare a trasmettere alle nuove generazioni, perché quello spirito di solidarietà e partecipazione rimanga vivo e sappia parlare anche al presente".

Antonio Mazzeo: "La memoria diventi sicurezza. Continuare a investire nelle opere che proteggono la Toscana"

Il vicepresidente del Consiglio regionale è intervenuto in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione e della cerimonia in programma questo pomeriggio a Palazzo Vecchio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La presenza di Mattarella a Firenze riconosce una ferita e una rinascita che appartengono al Paese. Da Firenze a Pisa e Pontedera, la prevenzione è una responsabilità comune".

"Il modo più serio per onorare chi perse la vita nell’alluvione del 1966 è fare tutto ciò che possiamo per proteggere quelle di oggi. A sessant’anni da quella tragedia, la memoria ci consegna una responsabilità precisa: dare continuità agli investimenti nella prevenzione e nella mitigazione del rischio idrogeologico".

"La presenza del Capo dello Stato riconosce il valore nazionale di questa memoria. Ricordiamo le vittime, le famiglie che persero tutto, il lavoro dei soccorritori e quella straordinaria generazione di “angeli del fango” che arrivò da ogni parte del mondo. Firenze divenne il simbolo di una tragedia che attraversò la Toscana. Anche Pisa e Pontedera ne portano la memoria: nelle case, nelle attività, nei racconti di chi vide l’acqua travolgere la propria quotidianità. È una storia che unisce i nostri territori e ci ricorda quanto la loro sicurezza sia legata".

"In questi decenni gli investimenti pubblici hanno costruito difese importanti: dallo Scolmatore a Pontedera alle casse di espansione realizzate lungo il bacino dell’Arno, a monte e a valle di Firenze, come quella di Roffia. Un sistema di opere che aiuta a gestire le piene e contribuisce alla sicurezza dei territori fino a Pisa. È su questa strada che dobbiamo continuare: completare gli interventi, assicurare manutenzione, rafforzare monitoraggio e protezione civile, garantire ai Comuni risorse e capacità di progettazione".

"La prevenzione richiede continuità, anche quando smette di piovere e l’emergenza esce dalle cronache - conclude Mazzeo -. Ogni opera realizzata significa maggiore sicurezza per una famiglia, una scuola, un’impresa. È questo l’impegno che dobbiamo alle generazioni che hanno vissuto il 1966 e a quelle che verranno".

Alessandro Giuli: "La solidarietà del 1966 è un modello da seguire"

Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli è intervenuto a margine della cerimonia commemorativa a Palazzo Vecchio, sottolineando il valore della mobilitazione che, nel 1966, coinvolse cittadini, volontari e comunità internazionali per salvare il patrimonio culturale di Firenze.

"È una giornata che ci ricorda quanto sia importante la tutela del nostro patrimonio culturale e quanto sia importante seguire il modello di Firenze nel 1966, con quella grande rete di comunità cittadina, nazionale e mondiale che si è messa al servizio dei beni culturali e della comunità fiorentina", ha dichiarato il ministro.

Giuli ha quindi evidenziato l'attualità dell'esperienza degli Angeli del Fango e della solidarietà internazionale: "È una grande lezione estremamente contemporanea. Come ha detto il presidente della Repubblica, è un messaggio di grande attualità: la cura per il territorio, la cura per il patrimonio culturale, la cura per le relazioni comunitarie. Questo è, in sintesi, il modello di Firenze che ancora oggi riteniamo attuale, alla luce di una tragedia che ha trasformato Firenze nella capitale della solidarietà mondiale".

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