
"Dopo il rinvio dell’assemblea di Plures, deciso mercoledì con il voto contrario dei nostri rappresentanti in Consiglio di amministrazione, e dopo le ipotesi circolate sul nuovo amministratore delegato, chiediamo trasparenza. Abbiamo sostenuto da subito lo stop alla quotazione in borsa, perché i servizi pubblici non devono soggiacere agli interessi di gruppi privati e finanziari, e vogliamo che le scelte strategiche tornino nelle mani degli amministratori pubblici". Così alcuni sindaci del Fiorentino e della Val Bisenzio, che in una nota chiedono trasparenza sulle nomine e un mandato condiviso per il nuovo Cda.
"Secondo la stampa, il compito del nuovo vertice sarebbe allargare il perimetro della società, obiettivo che è in linea teorica condivisibile ma che deve essere oggetto di un confronto tra soci per evitare che queste operazioni compromettano la natura pubblica della società. Per questo riteniamo che queste scelte strategiche non possono essere apprese dai giornali e che il ruolo dei soci non possa essere limitato a una ratifica di scelte maturate tra i Comuni di Firenze e Prato.
La crescita attraverso l’allargamento del perimetro territoriale e la difesa dai grandi player extraregionali non può diventare una finalità in sé, né un modo per reintrodurre dalla finestra la logica di mercato che abbiamo fermato alla porta. Vogliamo condividere le scelte e il mandato con cui il nuovo cda viene nominato, prima della nomina e non dopo.
Per questo chiediamo che criteri di selezione, candidati e percorso verso la nomina siano condivisi con tutti i soci prima dell’assemblea, e che il mandato del nuovo cda sia definito insieme, con indirizzi chiari e verificabili. Ogni operazione di aggregazione dovrà essere accompagnata da un piano industriale, da una stima dell’impatto finanziario e da garanzie sul controllo pubblico, e discussa nell’Assemblea dei Sindaci. Investimenti e indebitamento che ne derivano non devono ricadere sulle tariffe di Tari e Taric: prima di chiedere di più ai cittadini, la società deve dimostrare di aver recuperato ogni inefficienza, a partire da costi di struttura, consulenze, livelli dirigenziali e oneri finanziari, con piena trasparenza su come si forma la tariffa.
Il voto con cui è stato approvato il revamping del termovalorizzatore di Montale va considerato un’apertura ad affrontare il tema della mancanza di impianti, non l’avvio di una stagione di nuove costruzioni. L’obiettivo non può essere solo realizzare impianti, ma definire il percorso che porta al “rifiuto zero”: ridurre i rifiuti prodotti, aumentare riuso e raccolta differenziata e dimensionare ogni eventuale capacità sul fabbisogno residuo, sulla base di scenari verificabili e non dei volumi attuali.
Una società pubblica deve aiutare le scelte dei sindaci, non condizionarle o sconfessarle. Servono quindi la fine dei contenziosi con i Comuni soci e con l’Autorità di Ambito e una governance che dia voce alle diverse realtà del territorio.
Una volontà politica condivisa significa condivisa tra tutti i soci, non tra i principali azionisti. Le sindache e i sindaci dei nostri territori tornino protagonisti nelle scelte fondamentali sui servizi pubblici locali. Protagonisti, non spettatori".
Firmato, ad oggi, dai sindaci dei seguenti Comuni
- Giuseppe Carovani – Calenzano
- Leonardo Romagnoli – Borgo San Lorenzo
- Luca Benesperi – Agliana
- Edoardo Prestanti – Carmignano
- Francesco Tagliaferri – Vicchio
- Daniele Venturi – Rufina
- Tommaso Cuoretti – Londa
- Massimiliano Amato – Dicomano
- Guglielmo Bongiorno – Cantagallo
- Francesca Vivarelli – Vaiano
- Andrea Tagliaferri – Campi Bisenzio
- Riccardo Palandri – Poggio a Caiano
- Damiano Sforzi - Sesto Fiorentino
- Emanuele Piani - San Godenzo
Fonte: Unione Comuni Val di Bisenzio - Ufficio stampa
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