
La guardia di finanza nei giorni scorsi ha effettuato un sequestro preventivo, per la confisca obbligatoria, dei beni e delle disponibilità riconducibili a due delle società coinvolte nella frode 'carosello', una con sede a Prato e una a Milano, nonché dei beni dei rispettivi amministratori di fatto, per un importo equivalente al profitto dei reati accertati nei loro confronti, quantificato in circa 3,9 milioni di euro.
I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Prato hanno eseguito un'ordinanza emessa dal gip presso il tribunale di Prato. Nello scorso mese di novembre le fiamme gialle, nell'ambito dell'operazione di polizia giudiziaria denominata 'Gagaro', hanno sgominato un'associazione a delinquere - operante a Prato, Livorno, Pistoia e in altre località - dedita da circa sei anni a reiterate 'frodi carosello'. 17 persone che avevano posto in essere un imponente giro di fatture per operazioni inesistenti nel settore del commercio di materie plastiche, per un importo complessivo superiore ai 200 milioni di euro, sono state sottoposte a misura cautelare .
Evasa iva per circa 40 milioni di euro e omessi versamenti di imposta per oltre 20 milioni di euro. Le successive indagini, coordinate dalla procura di Prato ed eseguite anche attraverso la disamina della documentazione sequestrata, hanno consentito di cristallizzare ulteriori elementi probatori.
Il sequestro ha riguardato i saldi attivi giacenti sui conti correnti bancari e tutte le disponibilità finanziarie riconducibili alle due aziende e ai loro amministratori oltre che alcuni immobili, tra i quali spicca una villa signorile riconducibile all'amministratore della società pratese.
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