
Abbiamo registrato alte adesioni agli scioperi proclamati dalle RSU nelle aziende metalmeccaniche in Toscana, in particolare modo nell’area Fiorentina. Nella prossima settimana sono previsti scioperi anche provinciali, verranno svolti attivi dei delegati ed assemblee nei luoghi di lavoro, (nel rispetto delle norme anti Covid 19) per spiegare la gravità della posizione intransigente di Federmeccanica, ed in preparazione dello sciopero di almeno 4 ore già indetto per il 5 novembre.
Sono anni che Confiudustria tenta di rendere insussistente la funzione storica fondamentale del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Il contratto nazionale deve essere autorità salariale, invece vi è la tendenza a sostituire il salario con il welfare.
La moderazione salariale, oltre a deprimere le retribuzioni ed i consumi, ha depresso anche gli investimenti di qualità, i processi innovativi e la crescita della ricchezza nazionale. In un contesto così complesso dove stanno cambiando i connotati dell’industria mondiale, dove vi sono molti ripensamenti sui modi di produrre e di organizzare il lavoro, i metalmeccanici stanno difendendo l’industria e quindi gli interessi generali. Ci battiamo tutti i giorni per la difesa dell’occupazione, la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
In Toscana il rinnovo del contratto riguarda 123.808 lavoratori metalmeccanici e già prima della pandemia la situazione dei lavoratori era difficile sul piano economico e occupazionale. Non vi è stata nessuna apertura di negoziato nemmeno sullo Smart working, tema sempre più all’ordine del giorno in molte imprese a causa dell’emergenza sanitaria e che interessa migliaia di lavoratori.
L’economia è ferma perché i salari sono fermi. Vanno riconosciti adeguati aumenti salariali dal livello nazionale, così come richiesti nella piattaforma unitaria dalle Organizzazioni Sindacali. Senza salario non c’è contratto. Lotteremo democraticamente e con determinazione per ottenere i nostri diritti, così come nella migliore tradizione storica dei metalmeccanici.
Fonte: Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana
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