
Si ingrandisce la sede centrale in Val d’Orme. Il presidente Campinoti: "Così saremo ancora più protagonisti sul mercato"
Ceam pensa in grande. Ceam diventa grande. Dopo un tira e molla durato sette anni, l’azienda empolese potrà cominciare i lavori per ingrandire la sede in via Val d'Orme. I nuovi spazi ospiteranno laboratori e zone di calibrazione per la strumentazione prodotta, che renderanno Ceam ancora più competitiva in un mercato sempre più dinamico e poco caritatevole con le realtà incapaci di adattarsi e seguire le correnti. Con l'ampliamento arrivano anche molte nuove assunzioni di giovani e meno giovani, periti, ingegneri elettronici e informatici, che potrebbero anche venire da fuori territorio, essendosi CEAM dotata anche di una casa adibita a foresteria aziendale.
“Le aziende tecnologiche fortemente orientate all’innovazione non possono rimanere ancorate allo stesso prodotto per troppo tempo” spiega Simone Campinoti, presidente del gruppo Ceam. “Gli spazi in cui lavoriamo già da tempo risultavano stretti per il volume di produzione che veniva richiesto all’azienda, nonostante avessimo già trasferito alcuni settori produttivi a Baccaiano (frazione di Montespertoli) e nella sede piemontese di Piossasco. Tuttavia, non era più possibile continuare senza ingrandirci”.
“I nostri competitor sono le multinazionali, aziende molto più grandi di noi. La nostra forza è interpretare le esigenze di quelle nicchie trascurate dalle ‘big company’ e fornire prodotti e servizi di qualità. Una sfida che stiamo vincendo, come testimonia la costante crescita della nostra azienda”.
L’ingrandimento della sede centrale avrà risvolti sia nell’assetto produttivo che nel posizionamento sul mercato. Se la parte della manifattura del gruppo verrà spostata nelle sedi esterne, Empoli rimarrà il salotto buono: qui si concentreranno gli sviluppi tecnologici che non richiedono grandi spazi, ossia i settori elettronico e informatico, con grande attenzione all’implementazione dell’intelligenza artificiale.
- Rendering della sede di Ceam dopo i lavori di ampliamento
- Rendering della sede di Ceam dopo i lavori di ampliamento
Le potenzialità offerte da Val d’Orme 2.0, poi, avranno effetto anche sulle relazioni con grandi realtà internazionali. In rampa di lancio una joint venture con un partner storico cinese di Ceam: l’azienda empolese fornirà software e firmware mentre l’azienda asiatica supporterà con la parte meccanica.
“Si tratta di una sinergia che ci renderà molto competitivi a livello mondiale – conferma Campinoti –. Con questa joint venture diventeremo un’azienda di leadership nella produzione dei sensori di misura per il settore delle acque. Da soli avremmo impiegato 50 anni per raggiungere una simile efficienza”.
Una maggiore capacità produttiva significherà anche significherà anche riprendere in mano progetti che erano stati forzatamente messi in stand by.
“Il gruppo è sempre stato attendo alle energie rinnovabili e adesso potremo ultimare un impianto fotovoltaico da 50 Kilowatt con sistemi di accumulo da 30 Kilowatt, realizzato dalla MMT, capace di garantire il 150% del fabbisogno energetico di Ceam. L’impianto sarà gestito dal software CWS, altro prodotto già funzionante a marchio Ceam. Insomma, saremo indipendenti e sostenibili, nonché pronti a costituire in un prossimo futuro una efficiente comunità energetica sul nostro territorio.
- Rendering della sede di Ceam dopo i lavori di ampliamento
- Rendering della sede di Ceam dopo i lavori di ampliamento
- Il sistema CWS che gestirà la struttura
Il secondo progetto che potrà essere riavviato è SOS Assistenza, un’app rivolta alle persone anziane o non autosufficienti, o ancora per intervenire in piccole riparazioni nelle case di chi ha bnisogno e nei condomini, sostituendo quella rete di aiuto che una volta veniva fatta da amici e parenti. Il progetto è da implementare insieme a MMT, società impiantistica appartenente al gruppo Ceam in forte crescita. “Vogliamo creare un sistema che, tramite il monitoraggio dell’ambiente in cui vive la persona non autosufficiente, possa verificare il suo state di salute psicofisica. Attraverso le informazioni raccolte, l’intelligenza artificiale potrà rilevare non solo le condizioni fisiche, ma anche se la persona si senta sola e, magari, attivare un collegamento diretto con un proprio caro o un professionista esperto. Potrebbe creare una rete tecnologica di sostegno, attualmente assente nel nostro territorio e, visto l’invecchiamento della popolazione, quanto mai necessaria”.
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