Esplosione Calenzano, Empoli in Azione: "Poco è stato fatto per l’assistenza ai famigliari"

Luca Ferrara di Empoli in Azione

Il tragico incidente avvenuto alla raffineria Eni di Calenzano, dove hanno perso la vita Gerardo Pepe, Franco Cirielli, Carmelo Corso, Vincenzo Martinelli e Davide Baronti ha nuovamente messo in luce le criticità nella gestione nell’assistenza ai famigliari delle vittime coinvolti nell’incidente. Secondo alcune dichiarazioni rilasciate da mogli o fratelli delle vittime, oltre ad un paio di ore di psicologo messe a disposizione dal Comune di Calenzano, poco è stato fatto per l’assistenza ai famigliari. Purtroppo, in questi casi non serve solo lo psicologo, ma serve una strategia nel breve, medio e lungo termine che aiuti i famigliari o le persone care a superare il trauma e le difficoltà materiali. Un incidente mortale vuol dire oltre al dolore, ricostruire una vita, comunicare il lutto ai propri figli, dover avvisare genitori anziani, organizzare un funerale spesso all’estero.

Ma vuol dire anche affrontare problemi giudiziari, legali, mutui da pagare, operazioni che spente le luci del clamore dell’incidente, spesso famiglie o affetti si trovano soli a dover gestire. Nel mondo aeronautico da anni esistono delle procedure che obbligano le compagnie aeree e gli enti aeroportuali a fornire in caso di incidente aereo, assistenza ai familiari delle vittime.

Questo significa che tutta la struttura deve essere preparata a come comunicare il lutto ai famigliari, a provvedere ad un alloggio dignitoso, ma soprattutto a fornirgli informazioni e assistenza nel breve, medio e lungo termine. Come Empoli in Azione chiediamo al Sindaco Alessio Mantelassi, che proprio dalla nostra città parta un progetto che implementi anche nel mondo non aeronautico queste pratiche, volte a tutelare i famigliari delle troppe vittime sul lavoro. Chiediamo quindi al Sindaco di poter organizzare nella nostra città un seminario sulla family assistance aeroportuale, aperta al mondo sindacale, delle associazioni, dell’imprenditoria per poter implementare queste buone pratiche nel mondo del lavoro. Quello che non possiamo tollerare è l’immobilità.

Luca Ferrara
Segretario Empoli in Azione



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