
L'assessora regionale Cristina Manetti interviene sulla notizia del blocco in patria del regista iraniano Ali Asgari, atteso il 18 a Firenze per la proiezione del suo film Divine Comedy al cinema Astra
"È grave che a un regista come Ali Asgari venga impedito di lasciare il proprio Paese e di partecipare liberamente alla presentazione della sua opera. Quanto sta accadendo è l’ennesimo effetto della durissima repressione in atto in Iran".
Così l’assessora regionale Cristina Manetti interviene sulla notizia del blocco in patria del regista iraniano dissidente Ali Asgari, atteso domenica 18 gennaio a Firenze per la proiezione del suo film Divine Comedy al cinema Astra.
"Noi siamo, senza ambiguità, dalla parte dei diritti e della libertà – prosegue Manetti – e continueremo a mobilitarci, fino a quando servirà, per sostenere chi viene colpito per il solo fatto di esprimersi liberamente".
"Ogni forma di comunicazione va protetta – aggiunge l’assessora – e il cinema è sicuramente una delle più potenti. Colpire un artista, impedirgli di viaggiare e di incontrare il pubblico significa colpire la libertà di espressione e il diritto fondamentale alla cultura".
"Esprimo piena solidarietà ad Ali Asgari e al popolo iraniano, che da tempo sta pagando un prezzo altissimo per le proteste e per la richiesta di diritti, libertà e dignità. La comunità internazionale non può restare in silenzio di fronte a tutto questo".
L'assessora ha ricordato che da stamani è di nuovo esposto lo striscione per la protesta iraniana, con i volti delle vittime e dei condannati a morte dal regime. Non solo: lo striscione della libertà accompagnerà la Toscana in tutte le principali fiere del libro in giro per l’Italia.
"La Toscana - ha concluso Manetti - rinnova l’impegno a fianco delle donne, degli uomini e dei giovani iraniani nella loro battaglia per i diritti e la libertà".
Fonte: Regione Toscana
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