Ceam, Campinoti: "Rifiutato le offerte dei fondi. Ora la nuova sede"

Un fatturato importante, tanti aneddoti, un futuro luminoso e una nuova sede tanto sospirata. Ceam, azienda di Empoli con sede al Pozzale, guarda al 2026 con fiducia. Simone Campinoti, presidente Ceam Group, afferma di aver resistito alle tentazioni di chi voleva prendere l'azienda e di voler andare avanti nella sua Empoli. Di seguito un bilancio tracciato proprio da Campinoti.

Si è appena chiuso un altro anno il 2026 intenso ma eccezionale in cui sono accadute tante cose importanti, pur con mille sfide (altri le chiamerebbero problemi) trasformate come sempre in grandi opportunità, diventate progetti a loro volta e questo ci da grande fiducia per il futuro, e anche se siamo più concentrati a guardare avanti e poco avvezzi a guardarci dietro.

Nel 2026 sono nati nuovi progetti e sono stati registrati anche nuovi brevetti ed altri sono in gestazione, sono stati pensati altri prodotti proiettati al futuro, ed è stato l’anno della svolta AI, dopo anni di gestazione e studio, finalmente abbiamo iniziato a dare concretezza alla ricerca nelle reali applicazioni della nostra sempre più potente piattaforma software ®CWS, rendendo questo discusso argomento, nel nostro caso un potente ed invisibile ausilio al lavoro quotidiano.

Proprio grazie alle nostre idee innovative anche sul piano commerciale abbiamo visto arrivare ulteriori nuovi ed importantissimi clienti internazionali che da ogni parte del mondo anche dalle aree le più remote, si rivolgono a noi, e siamo veramente orgogliosi di poter dire che i nostri prodotti tecnologici arrivano anche in Cina, uno penserebbe il contrario, ed invece dalla campagna dal Pozzale alla Cina… chi l’avrebbe detto…

Ormai da quel garage dove facevamo qualche termocoppia per le ceramiche e vetrerie di zona, di strada ne è stata fatta davvero tanta e oggi pur mantenendo i settori storici del vetro e della ceramica con i maggiori gruppi del mondo, operiamo in tutti i settori, dalle piastrelle al food fino al pharma ai servizi per la salute, all’automotive, all’aerospazio e ci stupiamo ogni giorni di scoprire che le nostre idee e i nostri prodotti, sia sensori che il software vengono usato con successo anche in settori e applicazioni che nemmeno possiamo raccontare per gli NDA che purtroppo abbiamo dovuto sottoscrivere.

Il 2025 è stato anche l’anno in cui è stata strutturata finalmente la holding CEAM Group, sotto la quale ci sono tutte le aziende del gruppo vecchie e nuove e anche quelle che verranno proprio in questo 2026, con una crescita non solo di fatturato a due cifre nonostante il contesto generale non certo favorevole, ma siamo cresciuti anche in termini numerici di persone e non solo di alto profilo come ingegneri e profili specializzati, ma anche di profili più normali come magazzinieri, commerciali, ed anche elettricisti (sempre ricercati) per la nostra azienda impiantistica (www.mmtecno.it) e la crescita continua, anzi facciamo fatica a strutturarci quanto il mercato ci richiederebbe e questa cosa è incredibile in un territorio che purtroppo sta vivendo un momento molto brutto, con notizie di crisi e chiusure (oggi circa 480 procedure in corso).

Infine nel finale del 2025 con ben 9 anni di ritardo, non certo dovuto a noi ma ad una burocrazia assurda, sono partiti i lavori che ci daranno finalmente anche al Pozzale una sede funzionale e bellissima degna anche del livello degli interlocutori che vengono a trovarci e che si chiedono perché insistiamo a rimanere con la sede centrale qui, in un luogo poco funzionale per un business internazionale visto che è male servito da tutto, con una FiPiLi che è una tragedia da 30 anni, treni che non se ne parla e anche sugli aeroporti meglio soprassedere e con i servizi più costosi d’Italia e meno efficienti, oppure internet che dopo anni di tribolazione siamo alla sufficienza minima da qualche anno ma sostenendo costi proibitivi.

Ma siamo purtroppo legati da motivi affettivi e storici, altrimenti non una ma mille ragioni ci avrebbe fatto scappare altrove, ma per adesso resistiamo, ma da un punto di vista industriale è una scelta incomprensibile. Per concludere anche nel 2025 sono arrivate nuove proposte da parte di fondi e pur essendone onorati abbiamo gentilmente rifiutato anche di parlarne, l’azienda è e rimane al 100% in mano alla nostra famiglia, con la terza generazione, i nostri giovani sul pezzo con successo.

Quindi anche quest’anno ripeto quello che ho già scritto lo scorso anno: Mio Padre Francesco (il fondatore oltre 70 anni fa) sarebbe orgoglioso di vedere che siamo andati ben oltre i suoi già lungimiranti sogni!

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