Scoperto un sito neolitico al Bagno dei Frati di Sorano: è tra i più antichi d'Italia

Soddisfazione dell'Assessore Cristina Manetti: "La Toscana terra di tesori archeologici"


A Sorano, nel grossetano, è stata fatta un'importante scoperta archeologica che ha riportato alla luce alle terme di Bagno dei Frati uno dei più antichi siti del Neolitico in Italia.

La scoperta è avvenuta grazie alla volontà congiunta del dott. Luciano Calvani, presidente del consiglio di amministrazione della società Antiche Terme Acqua di Sorano, e dell'archeologo Stefano Giuntoli. Entrambi erano rimasti affascinati da alcune strutture e cavità nella roccia, nella zona soprastante il Bagno dei Frati, una vasca termale storica del XV secolo.

Dal loro confronto è nata l'idea di avviare gli scavi. Il progetto è stato finanziato dalla società Antiche Terme Acqua di Sorano, che ha assunto la titolarità della concessione ministeriale approvata dal Ministero della Cultura. La direzione scientifica è stata affidata a Stefano Giuntoli, con la vicedirezione di Domenica Palmieri e Francesco Zabban, la collaborazione del geologo Fabio Lorenzi e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Siena, Grosseto e Arezzo.

La prima campagna di scavo, iniziata nel luglio 2024, ha portato alla luce una grande cavità di circa 320 metri quadrati, finora mai studiata, realizzata in blocchi di travertino e tufo e riempita con piccole pietre. Le analisi al radiocarbonio su frammenti di carbone rinvenuti a contatto con la struttura hanno datato il sito tra il 4495 e il 4335 a.C., confermando la frequentazione dell’area già in epoca neolitica. Successivamente sono stati ritrovati manufatti in ceramica e strumenti litici, a testimonianza di un utilizzo dell'area probabilmente sia per scopi salutari sia cultuali, circa 6.500 anni fa.

Lo scavo prosegue con il sostegno della Soprintendenza e delle autorità ministeriali. Il sito è già considerato di straordinaria rilevanza per lo studio del Neolitico in Italia, con ulteriori scoperte ancora in corso.

La scoperta è stata commentata anche in Regione, che ne sottolinea la rilevanza scientifica. "Il Bagno dei Frati è un sito di straordinaria importanza scientifica - ha dichiarato l'assessore regionale alla cultura Cristina Manetti - perché offre nuovi e fondamentali elementi per la conoscenza delle frequentazioni umane in età neolitica e del rapporto tra le comunità antiche e le risorse naturali, in particolare le acque termali".

Secondo Manetti, il ritrovamento rafforza il ruolo della Toscana come regione capace di restituire testimonianze che attraversano tutte le epoche storiche. "La nostra è una terra che continua a sorprendere – ha aggiunto – e ogni scoperta arricchisce un patrimonio culturale unico, che va tutelato e valorizzato con responsabilità e visione".

L’assessore ha infine espresso soddisfazione per il lavoro svolto da archeologi, Soprintendenza ed enti locali, sottolineando come i risultati delle ricerche possano aprire nuove prospettive di studio e rappresentare un’opportunità di crescita culturale per il territorio.

Manetti ha quindi ringraziato ricercatori, Soprintendenza ed enti locali, evidenziando l'impegno condiviso nella tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e l'importanza della collaborazione istituzionale per la crescita culturale del territorio.

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