
Polemica per la cooperativa Forteto, ormai chiusa per vicende giudiziarie, ancora citata sul sito dell'Unione dei Comuni. FdI chiede rimozione e scuse, l'ente: "informazione vecchia e già rimossa"
Nelle ultime ore è scoppiata una polemica per una 'gaffe' sul sito dell'Unione dei Comuni del Mugello, dove la cooperativa Forteto veniva ancora indicata tra le eccellenze locali nella produzione del pecorino toscano, nonostante sia coinvolta in gravi vicende giudiziarie e non abbia cambiato nome da più di due anni.
La segnalazione ha suscitato reazioni politiche immediate. Il deputato e presidente della Commissione d'inchiesta parlamentare sul Forteto, Francesco Michelotti (FdI), ha definito il fatto "avvilente per un territorio già segnato dagli abusi accertati nelle sentenze relative alla comunità del Forteto, anche in contesti lavorativi e produttivi".
Michelotti ha sottolineato come la presenza della cooperativa sul portale istituzionale sia "inaccettabile" soprattutto dopo la messa in liquidazione giudiziale della struttura, oggi gestita da un liquidatore nominato dal tribunale di Firenze, e i precedenti cambi di denominazione. "La Commissione d’inchiesta parlamentare chiede l’immediata rimozione del nome ‘Il Forteto’ dal sito", ha aggiunto, annunciando anche audizioni a Roma con i responsabili dell'Unione dei Comuni del Mugello per accertare responsabilità politiche e istituzionali.
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale di FdI, Matteo Zoppini, che ha sottolineato: "Se a due anni dal cambio del nome e a uno dalla messa in liquidazione il Forteto è ancora in vetrina su un sito istituzionale, c’è un problema serio. Sciatteria o riflesso inconscio? In entrambi i casi è ingiustificabile. Dopo le sentenze, l’ente avrebbe dovuto rimuovere una cooperativa la cui storia rappresenta una macchia per il territorio, non un vanto".
Sul tema hanno preso parola anche Fratelli d’Italia Borgo San Lorenzo - Scarperia e San Piero a Sieve che hanno definito la vicenda "grave e inaccettabile, un'offesa alla memoria delle vittime e una dimostrazione dell’incapacità politica e morale di chi amministra la zona da decenni". Il circolo locale aggiunge: "È intollerabile che una struttura al centro di uno dei più gravi scandali giudiziari italiani, con condanne definitive per abusi su minori, venga presentata come fiore all’occhiello del Mugello. È una ferita riaperta per le vittime e le loro famiglie".
FdI ricorda inoltre come la sinistra, che ha governato la zona per decenni, abbia difeso e celebrato il Forteto anche quando erano già note denunce e prime sentenze, promuovendo visite istituzionali, pubblicazioni e attestati di stima. "La stessa sinistra che oggi tace e cerca di cancellare il passato è quella che ieri elogiava il Forteto", sottolineano, chiedendo infine la rimozione di ogni contenuto celebrativo e un atto formale di scuse da parte dell’Unione dei Comuni del Mugello.
Dalla parte dell'ente, l'Unione Montana dei Comuni del Mugello ha dichiarato: "Non è accettabile una strumentalizzazione di questo tipo. Si è alzata una polemica su un'informazione vecchia, superata, che evidentemente non doveva esserci più ed è stata già tolta. La cooperativa che portava il nome Forteto non esiste più da tempo. E non esiste più quel formaggio che a suo tempo era riconosciuto dai mercati internazionali come un prodotto di qualità. Non esiste più nemmeno quella cooperativa che ha tentato, ripartendo completamente da zero, senza legami col passato, di mantenere un'attività produttiva e livelli occupazionali. Quella del Forteto è una vicenda atroce, dolorosa per le vittime in primis e tutti coloro che l'hanno vissuta. Lo è anche per il territorio, una ferita che resta. Le istituzioni si sono fin da subito schierate con le vittime nelle sedi giudiziarie e con progetti di sostegno e solidarietà".
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