
Il manifesto è comparso oggi a Sesto Fiorentino: l'ex presidente della Fondazione Meyer accusato di "agente sionista" e "criminale di guerra", con parole come "Wanted" che evocano una caccia all'uomo
Un manifesto antisionista contro Marco Carrai, console onorario di Israele, è comparso oggi a Sesto Fiorentino. La notizia è stata diffusa dal consigliere regionale Marco Stella, che denuncia l'accaduto ed esprime piena solidarietà all'imprenditore toscano, recentemente dimessosi dalla presidenza della Fondazione Meyer dopo anni di proteste per il suo coinvolgimento con Israele.
I manifesti mostrano la foto di Carrai con la scritta "Wanted" e lo accusano di essere un "criminale di guerra" e un "agente sionista complice del genocidio". Secondo Stella, si tratta di manifesti "deliranti e farneticanti", che indicano un "clima violento di caccia all'uomo, che potrebbe far scattare azioni pericolose".
"Totale e incondizionata solidarietà a Marco Carrai, oggetto dell'ennesima campagna ostile e messa alla gogna da parte dell'estrema sinistra, per il suo ruolo di console onorario di Israele - ha detto il consigliere regionale di Fratelli d'Italia-. È evidente che la propaganda Pro-Palestina viene usata come scusa per far riemergere il violento antisemitismo di sempre. Ci auguriamo che i responsabili di queste campagne d'odio vengano individuati e perseguiti. Ci auguriamo che i responsabili di queste campagne d'odio vengano individuati e perseguiti. Non si fa politica così, con la violenza, le minacce e le intimidazioni. A Marco Carrai va la nostra assoluta e incondizionata solidarietà".
A condannare l’episodio anche il consigliere comunale di Sesto Fiorentino, Daniele Brunori (Lega), che su Facebook ha scritto: "Nel Giorno della Memoria, a Sesto è comparso un manifesto di odio e antisemitismo contro Marco Carrai. Un fatto grave, che pesa ancora di più per la data in cui è avvenuto. Non è una bravata e non è un episodio isolato. È il frutto di un clima che a Sesto si è progressivamente deteriorato, fatto di ostilità ideologica verso Israele e, troppo spesso, di ambiguità verso l’antisemitismo. Dai boicottaggi dei farmaci israeliani, alle campagne contro un giocatore israeliano della Fiorentina, si è costruito un terreno culturale pericoloso, che oggi mostra le sue conseguenze. Chi soffia sul fuoco dell’odio, prima o poi, raccoglie questo tipo di gesti. E quando accade nel Giorno della Memoria, il segnale è ancora più inquietante. A Marco Carrai va la mia piena solidarietà. Mi aspetto che tutte le forze politiche di Sesto, senza distinguo e senza ambiguità, condannino con fermezza questo atto. L’antisemitismo non è un’opinione. È una vergogna. E va fermato, sempre".
"L'affissione del manifesto contro Marco Carrai è un atto politico gravissimo, nella sostanza, nella forma e ancor più per la tempistica - ha commentato il Consigliere regionale di FdI Jacopo Cellai -. Lo è per le infamanti accuse mosse contro il console onorario di Israele in Toscana: toni e contenuti deliranti, offensivi e minacciosi che non possono essere tollerati. Lo è perché si configura come una sorta di manifesto di proscrizione. Come se non bastasse affisso nel Giorno della Memoria. Una ricorrenza solenne e di enorme valore che non può essere sporcata dalle farneticazioni della sinistra estrema. Confido che la condanna di questo gesto e la solidarietà a Marco Carrai giunga da tutti i partiti. Ogni silenzio sarebbe una sorta di silenziosa adesione".
"Siamo di fronte a un episodio grave che ci lascia indignati e che condanniamo duramente, ogni giorno e ancora di più oggi, in occasione del Giorno della Memoria in cui riaffermiamo ogni anno 'mai più' contro odio, razzismo, antisemitismo e discriminazione - A dirlo la sindaca di Firenze, Sara Funaro -. Nel Giorno della Memoria questo fatto rappresenta una provocazione tanto più grave perché si intende infangare chi ricorda la Shoah, il punto più basso della storia dell'umanità diventata disumana. Sono vicina a Marco Carrai e alla sua famiglia. Auspichiamo che si faccia luce su quando accaduto. La memoria del passato deve servire a costruire un presente e un futuro di convivenza, dialogo e rispetto".
"Le scritte apparse a Sesto contro Marco Carrai rappresentano un atto grave e violento dal quale prendiamo le distanze in un tempo e in un clima già saturo di troppe intolleranze - commenta anche il capogruppo del Pd in Città Metropolitana di Firenze Nicola Armentano -. Tutta la nostra solidarietà a Marco Carrai, vittima di parole sconsiderate in un giorno fondamentale per la memoria e per il futuro di tutti noi. Un giorno che più di ogni altro giorno ci deve insegnare a difendere i diritti e la dignità delle persone e promuovere rispetto e uguaglianza".
Sulla vicenda sono intervenuti anche esponenti nazionali. Emanuele Fiano, ex parlamentare PD ed esponente di Sinistra per Israele, ha commentato sui social: "Incredibile il livello di odio e di violenza che si sta raggiungendo in Italia. Solidarietà a Marco Carrai reo di essere console di Israele. Ma qualcuno a destra come a sinistra dice qualcosa contro questi criminali che attaccano (oggi a Sesto Fiorentino, due giorni fa a Bergamo, qua che settimana fa a Venezia) chi difende il diritto di Israele ad esistere e non le azioni dei governo di Israele? O dobbiamo permettere a questi nipotini delle Brigate Rosse di continuare a minacciare di morte tanti di noi. Il sionismo NON È l’approvazione di ogni atto di chi governa Israele è la *difesa del diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico*, esattamente come va difeso il diritto di ogni popolo, per esempio a partire da quello palestinese. Il che non vuol dire che si appoggia l’occupazione dei Territori Palestinesi, oppure che si appoggia la violenza dei coloni in Cisgiordania, o le decine di migliaia di civili uccisi a Gaza. È iniziata una caccia all’uomo, e io la sento sulla mia pelle, che mi fa paura e che va respinta da chi crede nella democrazia e vuole la pace sempre".
Sull'episodio è intervenuta anche la sindaca di Sesto Claudia Pecchioli che ha condannato i manifesti e rigettato al tempo stesso le allusioni fatte "da un senatore" che "Sesto avrebbe celebrato il Giorno della memoria con i manifesti contro Marco Carrai" ritenendo tale accusa "grave e offensiva nei confronti della nostra città".
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