
Il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo ha partecipato lunedì 2 febbraio a Bruxelles alla riunione della commissione Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura (SEDEC) del Comitato europeo delle Regioni.
Durante la riunione della SEDEC, in cui si è parlato del programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034 e della protezione dei giovani e dei minori nella sfera digitale, il vicepresidente Mazzeo ha incontrato il Commissario europeo per l'equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, il maltese Glenn Micallef.
“A Micallef - ha spiegato Mazzeo - ho fatto una proposta semplice e concreta: venga in Toscana. Venga a conoscere il progetto e l’esperienza di Giovanisì. È un programma di cui siamo orgogliosi e che ha migliorato la vita di tanti ragazzi e di tante famiglie. Abbiamo discusso anche di Erasmus+. Io lo dico così: l’Erasmus non è solo un periodo all’estero. È il modo in cui si formano le cittadine e i cittadini europei. Potenziarlo significa dare ai giovani non solo un’esperienza, ma una prospettiva. La nostra proposta è aumentare del 15% le risorse del programma”.
“Poi - ha proseguito Mazzeo - c’è un fronte che non possiamo più trattare come se fosse ‘innovazione’ e basta: la vita digitale dei bambini e dei ragazzi. Se l’Unione europea vuole essere all’altezza del tempo, la tutela dei minori online deve diventare una priorità strutturale. Non con scorciatoie e divieti automatici, ma con responsabilità vera: piattaforme chiamate a progettare ambienti sicuri, regole efficaci, controlli, educazione. E con Stati, Regioni e Comuni dentro questa battaglia, perché la protezione non è una formula: è un lavoro quotidiano sul territorio”.
Nel corso della riunione si è discusso anche di "Horizon Europe", il decimo programma quadro di ricerca e innovazione. “Questo è un tema strategico per le università toscane, - ha concluso il rappresentante toscano al Comitato europeo delle Regioni - l’Europa deve smettere di inseguire e tornare a guidare. Il decimo Programma Quadro deve mettere massa critica su alcune missioni strategiche, collegare ricerca, università e imprese e portare innovazione a scala industriale. Perché la competizione globale si vince con investimenti stabili, regole che accelerano e capacità di trasformare idee in lavoro. Se vogliamo dare futuro ai giovani, è qui che si misura la politica”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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