I cenci sono il dolce di Carnevale preferito dai toscani: lo studio Coldiretti

Il dolce di Carnevale preferito dai toscani? I cenci. Tutti d’accordo, o quasi, su quale sia il dolce della tradizione che non può mancare sulle tavole durante il periodo carnevalesco. Le striscioline di pasta fritta, chiamate cosi per la singolare forma che richiama quella di uno straccio stropicciato, sono di gran lunga la leccornia che più di altre è associata dai toscani a maschere, coriandoli e carri allegorici. Con il 65% delle preferenze superano di gran lunga le frittelle di riso (28%) seguite a distanza dalle frittelle di mele (4%). Distantissime tutti gli altri dolci tipici regionali, alcuni famosissimi, come la schiacciata fiorentina, il berlingozzo, il ciambellone già ben noto ai tempi dei Medici o gli zuccherini. In Toscana è così: posto che vai, dolce che trovi. A rivelarlo è un sondaggio online di Coldiretti Toscana in vista delle iniziative di Carnevale in programma questo fine settimana nei mercati di Campagna Amica come quello di Porta San Frediano a Firenze.

Ciò che accomuna i toscani, in questo periodo, è la passione per i dolci fai da te: quasi 1 famiglia su 2 (48%) li preparerà in casa, per risparmiare qualcosa ma anche per garantirsi ingredienti freschi e di qualità, fattori che influiscono notevolmente sul risultato finale, a partire da uova e miele.

Complessivamente Coldiretti stima quest’anno una spesa di circa 230 milioni di euro per i dolci tipici a livello nazionale. I prezzi medi per l'acquisto in panetterie, pasticcerie e supermercati si aggirano attorno ai 20-25 euro al chilo, ma le varietà più ricercate e artigianali possono arrivare a costare fino a 50-60 euro al chilo.

Le prime frappe risalgano all'antica Roma, dove erano conosciute come "frictilia". Questi dolci venivano realizzati con farina e uova, stesi, tagliati e fritti nello strutto caldo, consumati durante le festività, specialmente in inverno. La festa affonda le sue radici nella tradizione contadina, segnando il passaggio dall'inverno alla primavera e l'inizio della semina, un momento da celebrare con abbondanza.

Fonte: Coldiretti - ufficio stampa

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