Forteto, Comune di Vicchio condannato a risarcire una vittima con oltre 600mila euro

Sentenza del Tribunale di Genova per i mancati controlli dei servizi sociali. L’ente annuncia appello: "Impugnata sentenza di primo grado"


Il Comune di Vicchio dovrà versare 628mila euro, oltre interessi e spese legali, a una delle giovani vittime del Il Forteto. Lo ha stabilito il Tribunale di Genova, riconoscendo responsabilità legate ai mancati controlli dei servizi sociali comunali.

Protagonista della vicenda è uno dei principali accusatori di Rodolfo Fiesoli nel processo che si è concluso nel 2019 con condanne definitive per maltrattamenti e abusi su minori. L’uomo, negli anni Novanta, era stato collocato al Forteto insieme ai due fratelli quando era ancora bambino, subendo successivamente violenze durante l’adolescenza.

I giudici hanno riconosciuto danni non patrimoniali anche in relazione alle omissioni dei servizi sociali, all’epoca incaricati dal Tribunale per i minorenni di Firenze "di attivare interventi di sostegno, indirizzo e controllo nell'interesse dei genitori e dei minori", con un preciso obbligo di vigilanza. Secondo la sentenza, i fratelli furono separati e affidati a "mamme affidatarie" individuate arbitrariamente dalla comunità, senza il consenso del Tribunale dei minori che ne aveva disposto l’unità. Una circostanza definita dai giudici una "prima inescusabile negligenza". Rilevate inoltre negligenza e indifferenza rispetto allo stile di vita all’interno della cooperativa.

La vittima aveva già ottenuto 104mila euro dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in sede di accordo e circa 267mila euro dalla cooperativa al termine del processo penale.

In una nota, il Comune di Vicchio ha fatto sapere che "tramite gli uffici competenti è stato conferito mandato ai legali per l'assistenza e la difesa" e che "è stato ritenuto di impugnare la sentenza e verrà fatto appello tramite i legali. Com'è noto, i fatti risalgono a molti anni addietro e non riguardano questa Amministrazione". L’ente precisa inoltre "che tali azioni sono assunte a tutela dell'ente e dei cittadini. Riguardo al tema economico, si tratta di una sentenza di primo grado, che è stata impugnata con ricorso in appello".

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