
PD e M5S denunciano il rischio di politicizzazione della cultura, mentre FdI difende le nomine e sottolinea il merito dei designati
Si accende il dibattito politico sulle recenti nomine nei cda dei musei fiorentini. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha designato alcuni esponenti di Fratelli d'Italia tra i nuovi membri dei consigli di amministrazione della Galleria dell'Accademia, del Bargello e delle Ville fiorentine, tra cui Alessia Galdo e Chiara Mazzei, che non erano stati eletti alle ultime amministrative locali. Il PD annuncia un'interrogazione parlamentare.
"La gestione dei musei statali deve essere improntata a criteri di competenza, autonomia e comprovata esperienza nel settore culturale -, scrivono in una nota i deputati Dem fiorentini Simona Bonafè e Federico Gianassi -. Negli ultimi mesi assistiamo a una preoccupante tendenza alla politicizzazione degli organi deputati alla cultura. Ti candidi in Fratelli d'Italia e non ti eleggono? Nessun problema, Giuli c’è. Il rischio evidente è quello di trasformare luoghi di cultura, studio e conservazione in spazi di occupazione politica, compromettendone l'autonomia e la credibilità. Servono indipendenza e rispetto delle istituzioni culturali".
In risposta, Francesco Torselli, membro del Parlamento europeo di ECR-FdI, e Alessandro Draghi, vicepresidente del Consiglio comunale di Firenze, sottolineano: "Alessia Galdo è un giovane notaio con una professionalità di tutto rispetto e Chiara Mazzei uno stimato architetto: due professioniste di alto profilo che hanno scelto, nella loro vita privata, di candidarsi con Fratelli d'Italia alle elezioni. Facciamo presente agli esponenti del Partito Democratico che si sono scandalizzati per questo aspetto che in Italia non è reato candidarsi con la destra e che si può essere scelti per un CdA pubblico anche se non si ha la tessera del Partito Democratico. Capiamo che questo possa sembrare strano alla sinistra, ma così è, se ne facciano una ragione, si chiama democrazia. Ad Alessia Galdo e a Chiara Mazzei - concludono - vanno altresì i nostri complimenti e un sincero in bocca al lupo per questa sfida che, siamo certi, sapranno onorare nel migliore dei modi".
Sul tema è intervenuta anche la senatrice Vincenza Aloisio (M5S ): "La decisione di Giuli è preoccupante. La cultura non deve essere una porta scorrevole di scarti politici ma un consesso serio, scevro da ogni sospetto e soprattutto crocevia di uomini e donne dotati delle migliori competenze nel nostro Paese. Non possiamo accettare che si privilegino logiche di appartenenza politica a scapito del merito, della competenza e della comprovata esperienza nel campo dei beni culturali, elementi fondamentali per garantire qualità, tutela e valorizzazione del patrimonio nazionale. Diverse nomine licenziate dal ministro Giuli, invece, alimentano seri dubbi sull'indipendenza di gestione e sulla percezione pubblica di una leadership sempre più legata a tornaconti partitiche che a criteri di merito. Invito il ministro a fornire quanto prima chiarimenti ufficiali sui criteri seguiti".
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