Maurizio Landini racconta mezzo secolo di Italia in 'Un'altra storia'. Landini e Giani: "La solidarietà cambia le cose"

Il calcio, il piazzale della parrocchia, la musica, la sezione del PCI frequentata assieme al babbo e ricordi delle prime vacanze e di finali di Coppa dei Campioni. Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, si racconta e racconta le vicende di mezzo secolo di vita italiana nel suo libro “Un’altra storia”, edito da Piemme e presentato oggi a Firenze a palazzo Strozzi Sacrati dallo stesso Landini assieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e alla direttrice editoriale di Controradio Chiara Brilli.

Con Landini la CGIL – afferma il presidente Giani - è diventata qualcosa di più, è diventata da una associazione che nasce nel mondo del lavoro a una realtà di importanza generale per la nostra comunità, capace di intervenire sui temi della pace, sui temi della correttezza, del rigore morale e sulle grandi battaglie etiche capaci di mettere insieme persone di partiti diversi. La CGIL sa fare questo: trasformarsi in istituzione che interviene sui temi del lavoro: lo sfruttamento, il lavoro precario, la sicurezza nel settore dell’edilizia, il caporalato in agricoltura, purtroppo presente anche in Toscana. Il libro di Maurizio Landini è importante anche per riportare all’attualità un percorso di dignità e tutela dei lavoratori che viene da lontano ed oggi dobbiamo riuscire ad applicare a nuove forme di prestazione d’opera, come quella dei rider, comandati a distanza dalle piattaforme delle grandi multinazionali".

“La storia che ho scritto nel libro – spiega Landini - è semplice e riguarda chi per vivere ha bisogno di lavorare. È lì che cresce dentro un'esperienza in cui la tua famiglia e le persone che conosci ti insegnano che, insieme ad altri, puoi cambiare la tua condizione, puoi affrontare la situazione. La partecipazione è l'elemento fondamentale ed ho avuto la fortuna di conoscere tantissime persone che mi hanno insegnato l'importanza dell'azione collettiva”.

C’è anche la scuola nelle prime pagine di “Un’altra storia”: poche righe che parlano in modo asciutto di un’esperienza liceale finita troppo presto “perché in famiglia c’era bisogno”. Il valore della conoscenza e del sapere devono far spazio alle prime esperienze lavorative ed a quel percorso che porterà Landini a diventare segretario generale della CGIL, la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, la più antica organizzazione sindacale italiana che oggi conta oltre 5 milioni di iscritti.

Nelle ultime pagine – aggiunge Giani - rigorosamente cronologiche rispetto alla sua vita ed al suo impegno politico, sindacale e umano, c'è un filo rosso che lega la mia e la sua esperienza: la centralità del rapporto con le persone e la volontà e la capacità di ascoltarle. Da questo libro emerge un Maurizio Landini profondamente ricco da un punto di vista umano. I capitoli di “Un’altra storia” ricordano molto la frase di un grande toscano, don Lorenzo Milani, che diceva “quando hai di fronte dei problemi, se li affronti da solo è egoismo, se li affronti insieme è politica”.

Landini, scrivendo di sé ma certamente non per sé, racconta una storia collettiva di vicende e argomenti che hanno segnato la vita sociale e politica italiana e la memoria di intere famiglie, persone, donne e uomini che trovano nel suo libro il ricordo di momenti importanti, scelte fatte o subite, svolte nel percorso di vite influenzate da eventi che vanno oltre la dimensione individuale: il referendum sulla scala mobile, la riforma Dini del sistema pensionistico, l’attentato a Marco Biagi, Berlusconi e il berlusconismo, i cambiamenti del mercato del lavoro, la digitalizzazione, il lavoro precario, i cambiamenti nella FIAT dell’era Marchionne che, nelle parole del segretario generale della CGIL, “furono Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, illustre giurista italiano, a comprendere prima di altri nella loro portata. Nell'operazione iniziata a Torino non c'era solo un problema sindacale ma si apriva un problema di libertà nel lavoro. Quando alle persone si toglie soggettività e il diritto di potersi realizzare nel lavoro, significa mettere in discussione la loro dignità ed i valori ed i principi della Costituzione”.

E poi i giorni dell’oggi, della guerra, dove, continua Landini, “quello che sta avvenendo è il caos più totale, in una dinamica dove prevale chi ha più forza. I nostri padri, i nostri nonni, le nostre madri, le nostre nonne che hanno fatto la resistenza sono state costrette a fare la guerra e loro stessi hanno scritto nella Costituzione che noi dobbiamo ripudiare la guerra. Ma proprio perché erano stati costretti a farla, si rendevano conto come fosse fondamentale impedire il ritorno ad una situazione simile. Oggi ci siamo dentro”.

E le pagine scorrono parlando di Jobs Act, dei giorni del Covid, Papa Francesco e la guerra in Ucraina, in un ordinato ed enorme magazzino di umanità, avvenimenti, rumori, suoni e anni così importanti dove ognuno può facilmente ritrovare, metter ordine e dare un senso più ampio alla “sua” storia personale. Che è sempre “Un’altra storia”.

Fonte: Regione Toscana

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