
Due giorni per le sedute del Consiglio europeo delle Regioni: “Su startup Ue non sia un vincolo ma favorisca l'innovazione'
Maggiori risorse e fondi dedicati per la politica di coesione. È quanto chiedono le Regioni e le città al prossimo bilancio dell’Unione europea. Sono stati due giorni intensi a Bruxelles, quelli del vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, tra le sedute del Consiglio europeo delle Regioni, nel quale è vicepresidente della delegazione italiana, interventi e incontri.
Ieri, si è tenuta la seduta-chiave, la plenaria del Comitato europeo delle Regioni nella quale è stato approvato il parere sul prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. Tra le richieste principali figurano anche il mantenimento degli investimenti a lungo termine e il mantenimento della coesione come principio fondamentale.
Dopo aver condiviso le proprie preoccupazioni sul prossimo bilancio a lungo termine dell'Unione europea 2028-34 con il Commissario europeo per il Bilancio, Piotr Serafin, i leader locali e regionali hanno adottato all'unanimità un parere che chiede di rafforzare il ruolo delle Regioni e delle Città. Il Consiglio delle Regioni ha chiesto con forza che il principio di “non arrecare danno alla coesione” sia applicato a tutte le politiche dell'UE, comprese quelle volte a rafforzare la competitività europea, che dipende in larga misura dalla capacità delle Regioni di gestire risorse e politiche in base alle proprie sfide ed esigenze. I leader locali e regionali hanno inoltre sostenuto l’obiettivo di rendere più flessibile l’uso delle risorse. Il Comitato si propone di mantenere linee di bilancio separate per la politica di coesione e la politica agricola.
“Oggi c'è voglia di centralizzare”, dichiara Mazzeo, che esprime “forti preoccupazioni sulla struttura del nuovo MFF (il Quadro finanziario pluriennale, ndr), ma apprezzo l’apertura del commissario Serafin sull’utilizzo dei fondi europei per mettere in sicurezza il territorio. Le Regioni hanno sempre meno forza, sempre meno voce, sempre meno possibilità di incidere con le proprie politiche. Senza coesione si rinnega l’Europa – aggiunge il vicepresidente del Consiglio reigonale –: il Quadro finanziario pluriennale post-2027 o riduce davvero le disuguaglianze sociali e territoriali, oppure rinnega l’idea stessa di Europa. Per questo, la politica di coesione non può essere indebolita né assorbita in strumenti centralizzati: servono risorse stabili, una programmazione di lungo periodo e una vera governance multilivello, con Regioni e Comuni pienamente coinvolti nelle scelte. Lo stesso vale per la Politica agricola comune: la PAC va rafforzata, con più fondi, e non può essere unita alla coesione, perché agricoltura e coesione hanno missioni diverse e rispondono a esigenze differenti. La nuova programmazione – conclude Mazzeo – non deve indebolire la coesione. Difendere la coesione significa difendere l’Europa”.
Questa mattina, Antonio Mazzeo ha preso parte alla sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni per il parere sulla strategia Ue per le startup. “Per le startup l'Ue non deve
essere un vincolo – dice –. Bisogna togliere vincoli, semplificare, altrimenti l’Europa è vista come troppo lontana e non in grado di dare risposte. Gli ecosistemi dell’innovazione vanno costruiti tra Università, centri di ricerca, mondo delle imprese, anche mondo giovanile. Dobbiamo trovare fondi che siano messi a disposizione dell'innovazione e siano di più semplice utilizzo. Abbiamo la necessità di parlare a chi oggi scommette sul futuro e dirgli ‘andate avanti, provateci, siamo al vostro fianco. Senza il ruolo delle Regioni e dei Comuni, non possono esistere strategie di innovazione: l’innovazione non si fa a Bruxelles, si fa nei territori. A Pisa per esempio – spiega Mazzeo –, abbiamo la prima legge regionale sull'innovazione, che è esattamente in linea con quelle che sono le decisioni Ue e il parere approvato oggi in plenaria”.
Il Comitato europeo delle Regioni ha infine consegnato il Premio Paweł Adamowicz – riconoscimento dedicato al coraggio civile e alla difesa dei valori democratici – al sindaco di Istanbul, Ekrem İmamoğlu: “È un segnale forte a difesa della democrazia e dell’autonomia delle istituzioni locali – spiega Mazzeo –. Al sindaco facente funzione di Istanbul, Nuri Aslan, che ha ritirato il premio, gli ho chiesto di trasmettere a İmamoğlu un messaggio chiaro: dalla Toscana arrivano solidarietà e pieno sostegno. L’Europa deve stare al fianco della democrazia e della libertà”.
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro






