
L'arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti in visita a Gerusalemme insieme ad altri 18 pellegrini della Confraternita di San Jacopo di Compostella
"La città è sostanzialmente chiusa. I luoghi santi sono quasi tutti chiusi, i musei pure. Restano aperti soltanto i negozi essenziali. Abbiamo trasformato il pellegrinaggio in un tempo di incontri".
L’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, in questi giorni a Gerusalemme con un gruppo di 18 pellegrini della Confraternita di San Jacopo di Compostella, racconta il suo viaggio (il rientro è previsto domani) in un’intervista a Toscana Oggi, nel numero in uscita in questi giorni.
"Stiamo visitando – racconta - persone e comunità: religiosi, religiose, membri della comunità cristiana locale e non solo. Domenica scorsa siamo andati a piedi fino a Betlemme. Abbiamo attraversato il checkpoint senza problemi, visitato le basiliche e cenato in città. Anche lì ci hanno accolto con grande calore: ci dicevano che non vedevano pellegrini da mesi".
Riguardo al conflitto in corso, sottolinea monsignor Giulietti, "La situazione è molto polarizzata. C’è una parte di persone che desidera la pace ed è disposta a fare sacrifici per ottenerla. Ma ce n’è anche un’altra che invoca lo scontro. Questo vale sia nel mondo ebraico sia in quello islamico. Alcuni ci hanno detto che tornando qui dopo anni hanno trovato il clima molto più teso rispetto a dieci anni fa".
Il gruppo dei pellegrini non si è mai sentito in pericolo: "La situazione dal punto di vista della sicurezza non è quella che spesso si immagina da fuori. Il problema principale non è la sicurezza immediata, ma il fatto che la città sia sostanzialmente chiusa. La guerra in Medio Oriente rischia di far fuggire i cristiani: In Medio Oriente - afferma Giulietti - ogni guerra ha finito per indebolire la presenza cristiana. È successo in Siria, in Iraq, in Libia. Quando la situazione si radicalizza le minoranze sono le prime a soffrire e spesso scelgono di emigrare. Anche alcuni sacerdoti locali ci hanno detto che ormai non insistono più perché la gente resti: se qualcuno ha la possibilità di partire, capiscono che lo faccia".
Fonte: Ufficio Stampa
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