
L'assessore alle politiche sociali di Santa Croce sull'Arno Sonia Boldrini, dopo le critiche mosse dalla minoranza, ha deciso non di rispondere in termini provocatori, ma di precisare ulteriormente il lavoro di collaborazione che ha impostato con la Società della salute.
“Come assessore della giunta comunale - spiega Boldrini - ho sempre mantenuto un rapporto di fiducia con la Società della Salute. Tale fiducia non è mai venuta meno, ma da parte mia sussiste il dovere di mostrare in maniera concreta e trasparente ai cittadini come vengono impiegati i fondi gestiti tramite la Sds. Le nostre richieste di chiarimento sui bilanci dell'ente socio sanitaria non sono mai state un atto di opposizione al sistema, bensì un atto di trasparenza doverosa. La trasparenza che vogliamo garantire ai nostri cittadini è un dovere.
Per quanto riguarda il mio impegno personale, non sono mai mancata alle riunioni importanti, se non per ragioni di salute o per improrogabili urgenze comunali. Ho sempre ascoltato sempre le persone e ci ho sempre messo la faccia in prima persona per risolvere qualsiasi problematica sociale o abitativa”.
“Riguardo al percorso – precisa l'assessore Boldrini - che ha permesso a due persone in difficoltà di accedere a una soluzione abitativa, tengo a precisare un elemento fondamentale: è stato possibile grazie alla messa a disposizione di un immobile di proprietà comunale. Questa scelta non è casuale, ma riflette una precisa visione politica e amministrativa. Tale soluzione peraltro era adatta a persone singole e non ad altre situazioni legate all'emergenza abitativa.
Se avessimo seguito la strada dell'emergenza tramite la Sds, queste persone si sarebbero trovate in strutture alberghiere o altro, con costi elevati a carico di tutti i municipi partecipanti.
L'esperienza ci insegna, inoltre, che le persone inserite in percorsi puramente emergenziali rischiano di adeguarsi a quella condizione.
Quando tutto viene pagato e gestito dalla collettività, non sempre si riesce a stimolare la voglia di costruirsi un futuro migliore. Il rischio concreto è che queste persone perdano la percezione di avere prospettive proprie, rimanendo intrappolate in una dipendenza che non le aiuta davvero a uscire dalla difficoltà.
Sono però consapevole che non sempre è possibile ricorrere agli immobili comunali: alcuni necessitano di lavori di ristrutturazione prima di poter essere abitati. Ed è proprio qui che la logica del risparmio diventa virtuosa: le risorse che riusciamo a non disperdere in soluzioni alberghiere costose o altro tramite la Sds, possono essere reinvestite nel recupero e nella ristrutturazione del patrimonio immobiliare comunale. In questo modo non solo miglioriamo le nostre case, ma aumentiamo nel tempo la capacità di dare risposte concrete e ravvicinate ai cittadini più bisognosi.
Va detto con chiarezza che gli alloggi emergenziali comunali sono limitati e quando non abbiamo disponibilità è opportuno rivolgersi alla Sds.
In questi casi, tuttavia, rimane fondamentale mantenere un monitoraggio costante e una gestione in sinergia, per garantire anche in quei percorsi un accompagnamento sociale reale e non lasciare la persona senza prospettive.
I problemi sociali – conclude l'assessore Boldrini - non si risolvono solo con una camera d'albergo pagata dalla collettività. Si possono risolvere anche con una casa vera, un percorso condiviso e la responsabilizzazione della persona, nel rispetto della sua dignità. Questo è il modello in cui crediamo e che continueremo a portare avanti e a promuovere insieme alla Sds e a tutti gli attori del territorio”.
Fonte: Comune di Santa Croce sull'Arno
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