
Di fronte alle problematiche e criticità del sistema della giustizia, il governo Meloni utilizza uno dei strumenti classici della retorica populista:la ricerca dei capri espiatori -prima erano i comunisti(di berlusconiana memoria e le toghe rosse) poi i migranti e ora i ritornano sui
giudici - per addebitare così le responsabilità di una politica rovinosa ad un potere dello Stato per più versi sgradito("liberano gli stupratori e migranti...così non ci fanno lavorare")questo è il refrain di tutti i comizi della MELONI, in realtà VOGLIONO CAMBIARE LA COSTITUZIONE!
Con la scusa della “separazione delle carriere” il governo Meloni intende stravolgere la Costituzione per avere sempre più pieni poteri e governare come nel modello di riferimento dispotico-guerrafondaio di Orban e di Trump . Questa modifica costituzionale si è ispirata al “Piano di rinascita democratica” del golpista Licio Gelli, capo della P2, condannato come finanziatore della strage di Bologna del 1980, e questo evidenzia, se ce ne fosse bisogno, le radici nere di questo governo!
La democrazia scaturita dalla vittoria sul nazi-fascismo, i cui principi sono inscritti nella Costituzione antifascista, si basa sulla separazione e l’equilibrio dei poteri Legislativo, Esecutivo e Giudiziario: la riforma altera questo equilibrio spaccando il Consiglio superiore della Magistratura, istituendo due CSM e l’Alta Corte Disciplinare, composti mediante sorteggio dei componenti con il chiaro intento di intimidire i magistrati e di aumentare i provvedimenti disciplinari. In particolare, la quota dei giudici di nomina parlamentare sarà estratta a sorte, ma su elenchi ristretti votati dalla maggioranza parlamentare, secondo la legge elettorale maggioritaria attualmente in vigore, quindi non rappresentativa in senso proporzionale. Con il divide et impera finisce l’unicità del potere di autogoverno della Magistratura sancito dai costituenti, memori della dittatura e della Magistratura asservita al fascismo. SE VINCE IL SÌ Se vincesse il SÌ si accentuerebbe il controllo politico sui magistrati, sia giudici che pubblici ministeri, subordinando la Magistratura al Governo. Come ha più volte anticipato il ministro Nordio, seguiranno altri passaggi, da realizzate con leggi ordinarie, quali per esempio una regolamentazione peggiorativa dell’azione penale del pubblico ministero. OPPONIAMOCI A QUESTO PROGETTO IL 22 E IL 23 MARZO VOTANDO NO E il 28 MARZO TUTTI A ROMA AL CORTEO CONTRO LE GUERRE E CONTRO IL GOVERNO MELONI BUS DA EMPOLI PER PRENOTAZIONI SCRIVI A INFO@CSAINTIFADA.ORG O SCRIVI AL 3396367931
Csa Intifada/comunità in resistenza
Notizie correlate
Tutte le notizie di Empoli
<< Indietro





