
Alla fine al referendum ha vinto il No. Si sono chiusi alle ore 15 di oggi, lunedì 21 marzo, i seggi per il Referendum sulla Giustizia (il referendum popolare confermativo della legge costituzionale "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare").
Come si può notare anche dalla diretta di gonews.it, il fronte del No ha vinto in tutta Italia. Il risultato è stato confermato in Toscana. Gli scrutini non sono ancora definitivi ma anche gli stessi politici hanno dichiarato la vittoria del No.
A livello nazionale l'affluenza del referendum è stata del 59%. I voti per il No sono stati circa il 55%, quelli per il Sì invece circa il 45%.
A livello regionale in Toscana l'affluenza è stata del 66,27%. I voti per il No sono stati circa il 58%, quelli per il Sì invece circa il 42%.
Referendum, gli scrutini provincia per provincia
Grande successo per il NO anche in Toscana, che ottiene oltre un milione di voti, pari a oltre il 58%. Gli elettori sono stati circa 2,8 milioni. Il dato curioso è che solo in sei province il SI ha superato il 45% delle preferenze.
È Grosseto la provincia dove il SI ha raggiunto la percentuale più alta, con il 49,17%, seguita da Lucca (48,49%), Arezzo (46,74%), Pistoia (46,52%), Prato (46,14%) e Massa-Carrara (46,03%).
Il NO si impone nelle altre province, con la percentuale maggiore a Firenze (65%), seguita da Livorno (62,18%), Siena (59,29%) e Pisa (58,20%). Seguono Arezzo (53,26%), Massa-Carrara (53,97%), Pistoia (53,48%), Prato (53,86%) e Lucca (51,51%).
In cosa consisteva il referendum del 22 e 23 marzo
Il quesito referendario diceva: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?". Due erano le opzioni di voto, Sì e No: Sì se si voleva l'entrata in vigore della riforma, No in caso contrario. La riforma riguardava sette articoli della Costituzione - gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 - e introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Alta Corte disciplinare.
Trattandosi di un referendum costituzionale, non era richiesto il raggiungimento del quorum di partecipazione.
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