
Funaro: "Firenze partecipa concretamente a un lavoro che porta competenze, formazione e opportunità a comunità che ne hanno bisogno". Il sindaco e il vescovo di Doba: "Grazie per l’impegno nel restituire alle persone più vulnerabili la loro dignità umana"
La Città di Firenze ha aderito e sostiene attivamente il progetto di cooperazione sanitaria per il Centro Disabili “Lo Njia Tar” ( Mettersi in Piedi ), cofinanziato dalla Regione Toscana e supportato dal Centro di Salute Globale, che vede l’ASL Toscana Centro come capofila e partner Comune, Misericordia e Calcit di Barberino Tavarnelle, Coop.Arca , Lyons Club Montelibertas e Centro Missionario Diocesano di Firenze . Sono rientrati da pochi giorni da Doba Stefano Fusi, referente per la cooperazione internazionale dell’ASL Toscana Centro, Irene Bing, terapista, e Giuseppina Guliacci, neuropsichiatra infantile, insieme a Sandra Calosi della Misericordia e Michele Morandi del Calcit di Barberino Tavarnelle. La Delegazione ha visitato il Centro disabili di Doba, unica struttura dell’area dedicata alla presa in carico di persone con disabilità motorie di origine neurologica, traumatica o congenita, uno dei pilastri su cui si basa il progetto. Durante la missione, sono state consegnate al sindaco di Doba Misdongarti Nodjinan e al Vescovo di Doba, monsignor Martin Waingue Bani, due lettere della sindaca Sara Funaro in cui si ribadisce l’impegno del Comune di Firenze, insieme a tutti i partner nella solidarietà e cooperazione con la città e la diocesi di Doba. “Desidero ringraziare il Comune di Firenze – ha fatto sapere in un messaggio il vescovo - che ha aderito al progetto di cooperazione internazionale a sostegno del centro per persone con disabilità Lo Ndjia Tar di Doba, unendosi con altri partner della Regione Toscana che già collaborano con il Belacd-Caritas di Doba. La ringrazio per il suo impegno al nostro fianco per restituire alle persone più vulnerabili la loro dignità umana”. “Con immensa gioia ho saputo dell’impegno del Comune di Firenze – ha aggiunto concludendo il sindaco Misdongarti Nodjina – che si è unito a questo progetto di cooperazione internazionale messo in campo nella città di Doba: spero di poterla incontrare molto presto”.
Durante la missione sono state visitate anche altre importanti realtà sanitarie del territorio, tra cui l’Ospedale San Giuseppe di Bebdja e il dispensario di Bodo, punto di riferimento sanitario per un’ampia area priva di strutture di base. La missione ha inoltre permesso di visitare le banche dei cereali nei villaggi di Bodo e Beboto.
“Qui è iniziato il mio percorso nella cooperazione con l’Africa - ha dichiarato Stefano Fusi, referente per la cooperazione internazionale della Asl Toscana Centro -. Tornare a Doba suscita sempre una grande emozione: è straordinario vedere come i progetti continuino nei settori dell’istruzione, della salute e dello sviluppo locale. Le condizioni di vita restano difficili, soprattutto nelle aree rurali, dove la povertà è ancora molto diffusa. È necessario un impegno forte e concreto da parte delle istituzioni internazionali per promuovere crescita e diritti fondamentali”.
“Con questa missione il progetto in Ciad è entrato nel vivo e questo rappresenta per noi un motivo di grande soddisfazione – ha detto la sindaca Sara Funaro –. Firenze non si limita a sostenere questi percorsi sulla carta, ma partecipa concretamente a un lavoro che porta competenze, formazione e opportunità a comunità che ne hanno bisogno. Grazie alla collaborazione con tutti i partner coinvolti prende forma un intervento che mette al centro i bambini con disabilità e le loro famiglie. È questo il senso più autentico della cooperazione internazionale: costruire relazioni durature e condividere conoscenze per generare autonomia e diritti”.
“Per me è stata la prima volta in Ciad - ha aggiunto Sandra Calosi, in rappresentanza della Misericordia -. Se da una parte le difficoltà rischiano di generare un senso di impotenza, dall’altra l’incontro con chi dedica la propria vita a queste comunità dimostra quanto sia possibile costruire percorsi di collaborazione concreti e continuativi”.
“Il Centro disabili di Doba è una realtà viva e preziosa - hanno spiegato Giuseppina Guliacci, neuropsichiatra, e Irene Bing, terapista –. Accoglie bambini, adulti e famiglie in un contesto di grande povertà, ma con importanti potenzialità di crescita. Le principali criticità riguardano la carenza di personale specializzato e la disponibilità di ausili e ortesi. Durante la missione abbiamo condiviso approcci e strumenti per la riabilitazione in età evolutiva, ponendo le basi per sviluppi futuri del progetto”.
“Questo viaggio è stato un’esperienza di grande valore umano – ha concluso Michele Morandi del Calcit –. Ti costringe a riflettere sulle disuguaglianze e su quanto ciò che per noi è essenziale possa apparire superfluo altrove. Torno con la convinzione ancora più forte della necessità di costruire una collaborazione stabile e continuativa con la diocesi di Doba”.
Il prossimo passo sarà quello di organizzare un incontro pubblico per raccontare nel dettaglio il progetto di cooperazione internazionale che vede il Comune di Firenze di nuovo in campo, otto anni dopo l’ultima volta, sia per quanto riguarda il Centro disabili, ma anche per immaginare il futuro, senza trascurare gli investimenti nelle banche dei cereali nei villaggi di Bodo e Beboto.
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa
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