
La mozione presentata dal gruppo consiliare sarà discussa il 31 marzo. "Riconoscimento per il suo coraggio e per il suo impegno in difesa del diritto internazionale"
Il gruppo consiliare "In Comune per Vinci" ha presentato una mozione a firma del consigliere Giuseppe Pandolfi che "impegna sindaco e giunta" a "conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati, quale riconoscimento per il suo coraggio e per il suo impegno in difesa del diritto internazionale e della dignità del popolo palestinese" e a "promuovere iniziative culturali, di informazione e di sensibilizzazione per diffondere una maggiore conoscenza della realtà del popolo palestinese, delle violazioni del diritto internazionale, dei diritti umani, e delle responsabilità della comunità internazionale".
A comunicarlo è il gruppo consigliere "In Comune per Vinci" di cui, di seguito, riportiamo il comunicato stampa.
"Il giorno martedì 31 marzo alle ore 21,15 si riunisce il Consiglio Comunale di Vinci, che discuterà sulla nostra proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese: sarà coerente la maggioranza?
Nel primo consiglio comunale dopo la scossa data dai giovani alla politica, con l'ampia partecipazione al referendum, pensiamo si debba dare una risposta positiva a quel NO, motivato non solo dal rifiuto di una pasticciata modifica dell’assetto costituzionale, ma principalmente frutto delle lotte giovanili di questi mesi nelle piazze per la pace e il disarmo, contro l'arroganza di Trump e in solidarietà al popolo palestinese (ultima tappa le grandi manifestazioni No Kings di sabato 28 marzo). Il Comune di Vinci, con la mozione approvata il 31 luglio 2025 ha già manifestato la propria sensibilità e attenzione verso la causa palestinese e la condanna verso il genocidio in corso, interrompendo ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del Governo israeliano e con Enti e Istituzioni direttamente riconducibili allo stato israeliano ed invitando la cittadinanza a valutare forme di boicottaggio.
Coerentemente con questo indirizzo il comune dovrebbe esprimere vicinanza e solidarietà a chi subisce ingiuste accuse e sanzioni per il proprio impegno civile e per la difesa del diritto internazionale, come succede a Francesca Albanese: Relatrice Speciale delle Nazioni Unite dal 2022 sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati ha denunciato con rigore le violazioni sistematiche dei diritti fondamentali, nonostante i numerosi attacchi personali subiti che sono culminati il 5 luglio 2025 nelle sanzioni nei suoi confronti annunciate dal Segretario di Stato statunitense Marco Rubio con la motivazione di aver «fomentato l’antisemitismo, espresso sostegno al terrorismo e disprezzo per gli Stati Uniti e Israele». Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito Francesca Albanese nella lista delle Specially Designated Nationals, disponendo il congelamento di eventuali beni negli Stati Uniti, vietando transazioni da parte di cittadini e società americane e imponendole il divieto di ingresso nel Paese, con conseguenze personali e familiari (sua figlia ha cittadinanza statunitense) oltre che economiche (non può avere un conto bancario in quanto la banca che glielo aprisse sarebbe sanzionata).
Francesca Albanese è metodicamente oggetto di insinuazioni e aggressioni verbali che talvolta si basano su manipolazioni spregiudicate delle sue affermazioni, come è successo recentemente per l’accusa di aver detto che Israele «è il nemico comune dell’umanità», laddove il suo discorso era rivolto ai paesi che hanno armato Israele, oltre ai media e agli algoritmi dei social network che hanno amplificato la retorica genocidaria. Il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot ha rilanciato questi attacchi su scala internazionale, annunciando l’intenzione della Francia di adire il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite per ottenere le sue dimissioni imitato dagli omologhi italiano, tedesco e ceco. Solo la mobilitazione sdegnata di moltissimi intellettuali ha condotto ad una marcia indietro del governo francese.
Conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, oltre che giusto riconoscimento per il suo coraggio e per il suo impegno in difesa del diritto internazionale e della dignità del popolo palestinese, è a nostro avviso anche il modo per contrastare le sistematiche campagne di denigrazione delle quali è vittima e per essere al suo fianco a fronte delle incredibili pressioni alle quali è sottoposta".
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