
Le prime udienze fissate a luglio. Ridimensionate le accuse mentre a processo andranno 14 imputati e 4 aziende
Cinque anni dopo ridimensionate le accuse e stabiliti due processi per l'inchiesta Keu della procura distrettuale antimafia di Firenze, emersa nel 2021 sullo smaltimento degli scarti tossici delle concerie, dispersi illecitamente in vari luoghi in Toscana tra cui cantieri edili.
Al termine dell'udienza preliminare, tra accuse prosciolte e rinvii a giudizio, è stato stabilito che l'inchiesta si svolgerà in due processi che inizieranno nei tribunali di Pisa e di Arezzo in estate. Caduti i reati di associazioni per delinquere e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, mentre il processo si terrà per 14 imputati a vario titolo di corruzione elettorale, illecita gestione e illecito smaltimento e sversamento dei rifiuti e per quattro aziende per la responsabilità amministrativa delle imprese, Associazione Conciatori, Consorzio Depuratore Santa Croce, Consorzio Aquarno, Le Rose srl.
In una nota congiunta Associazione Conciatori, Consorzio Depuratore Santa Croce, Consorzio Aquarno hanno fatto sapere che in base a quanto deliberato dal Gip Mancuso "non può essere attribuita al Consorzio Aquarno nessuna responsabilità per la contaminazione da keu e quindi nessuna bonifica dovrà essere sostenuta dal Consorzio Aquarno, dal Consorzio Depuratore di Santa Croce sull’Arno e dall’Associazione Conciatori" oltre al non luogo a procedere "per la contestazione dell’associazione a delinquere" che era stata avanzata dalla Procura. "Stabilito il rinvio a giudizio solo per singoli episodi di presunto inquinamento, per i quali nella fase dibattimentale vi sarà modo di dimostrare l’infondatezza, e quindi la piena regolarità della condotta delle società e delle persone coinvolte".
Prosciolta perché "il fatto non sussiste" l'ex sindaca di Santa Croce sull'Arno Giulia Deidda (Pd), dalle accuse di associazione per delinquere e corruzione per aver fatto da tramite tra imprenditori e politica. Anche Ledo Gori, capo di gabinetto del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, accusato di corruzione è stato prosciolto perché "il fatto non sussiste". Assolti anche i vertici delle aziende orafe Chimet e Tca.
Il Gip ha rinviato a giudizio l'ex consigliere regionale Pd Andrea Pieroni, già presidente della Provincia di Pisa, con l'accusa di corruzione elettorale: per ottenere il voto dei vertici dell'associazione conciatori alle Regionali 2020, secondo l'accusa, si sarebbe impegnato a far approvare dal Consiglio regionale l'emendamento per sottrarre Aquarno dall'obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione integrata ambientale. Il processo si terrà in tribunale di Pisa, con prima udienza fissata per il 2 luglio prossimo. Imputati gli imprenditori Alessandro Francioni, Aldo Gliozzi, l'ingegnere Nicola Andreanini, l'avvocato Alberto Benedetti. Con l'accusa di illecita gestione dei rifiuti, illecito sversamento nei canali Usciana e Controusciana immissari in Arno, sono imputati nello stesso processo Antonio Lasi, Lorenzo Mancini, Silvia Rigatti e Francesco Lerose, la moglie e il figlio, e la stessa società. Il giudice Mancuso ha trasferito un altro filone dell'inchiesta in un processo per competenza territoriale ad Arezzo, che vede imputato l'imprenditore Francesco Lerose, la moglie Annamaria Faragò e il figlio Manuel Lerose, oltre alla stessa società Lerose con sede a Levane di Bucine (Arezzo) con l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti. Questo processo si aprirà il prossimo 9 luglio.
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