
La mozione passa con 15 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astensione: lo statuto della multiutility sarà modificato per garantire la gestione pubblica. Dubbi dall'opposizioni su una 'Multiutility in-house'
È stata approvata durante il consiglio comunale di ieri, 20 marzo, la mozione che "prende atto del risultato referendario, proseguendo il lavoro sulla multiutility toscana Plures".
Con 15 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astensione, viene quindi confermato il progetto della multiutility Toscana Plures, ma anche l'impegno a modificare lo statuto della società per "escludere in modo esplicito e vincolante la quotazione in borsa" e tutelare "la gestione pubblica dei servizi [...] comprendendo anche la possibilità di istituire una società in-house"; un progetto che passa espressamente dalla "ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato già avviato nel 2021" attraverso il riacquisto delle quote del socio privato.
PD e AVS: "evento storico" per l'acqua pubblica
Esultano PD e AVS che esprimono soddisfazione riguardo all'esito delle votazioni. L'obiettivo, come spiegano tramite una nota congiunta, è quello di arrivare a una multiutility pubblica che garantisca ai cittadini "servizi efficienti e tariffe più basse possibili", nonché "la gestione del servizio idrico pubblica al 100%, con gestione in-house senza la necessità di gara, escludendo la via del mix pubblico-privato"
"L'approvazione della mozione di ieri sera è un evento storico per il consiglio comunale empolese - sostiene il capogruppo di AVS Marco Dicuio -. Ieri è stato il giorno in cui anche da Empoli è proseguito formalmente il percorso, previsto dal nostro mandato elettorale, per attuare il referendum del 2011 sull'acqua pubblica".
"Siamo soddisfatti della discussione avvenuta in Consiglio comunale che ha consentito di raggiungere una larga maggioranza su molti punti della mozione - ha aggiunto il consigliere del PD, Gianni Bagnoli -. Empoli deve essere all'avanguardia nei servizi pubblici come è sempre stata . Serve una società regionale pubblica in grado di fare investimenti. Per avere l'acqua pubblica servono scelte coraggiose, a cominciare dalla ripubblicizzazione delle quote private di Acque Spa riacquisendo quel 45% che oggi è privato, proseguendo con l'impegno del mandato amministrativo del sindaco Mantellassi e allineandosi in modo coerente con quelli che sono gli altri territori che fanno parte di Plures, molti dei quali governati dal Partito Democratico e quindi procedere verso l'affidamento in house del servizio idrico".
Le opposizioni e il paradosso della Multiutility in-house
Se è vero che le opposizioni denunciarono da subito l'eccessiva 'timidezza' del Comune sul referendum, non appare strano come il 'prendere atto' del referendum previsto dalla mozione appaia loro un paradosso; l'Amministrazione, rimasta volutamente nell'ombra durante la campagna referendaria, aveva solo successivamente chiarito in una conferenza stampa del sindaco che era di fatto contraria al quesito referendario, a causa di quello che considerava il vero sottotesto: la contrarietà alla Multiutility (qui le parole del sindaco all'indomani del voto). Fatto ribadito anche oggi: "Noi la pensiamo diversamente rispetto a chi si è espresso contro Plures - ha detto Bagnoli -. Siamo d'accordo, invece, con quei cittadini che come noi vogliono l'acqua pubblica. Meno male che non è stato un referendum sull'acqua pubblica, altrimenti oltre il 70% dei cittadini empolese sarebbe stato contrario all'acqua pubblica".
Parole che non sono piaciute a Sabrina Ciolli (BE), che ricorda come "questa amministrazione non ha pubblicizzato in nessun modo questo referendum. L'amministrazione avrebbe dovuto pubblicizzarlo e non ostacolare la possibilità di voto - facendo riferimento al numero esiguo di sedi di voto, e spesso poco accessibili -. Quando si parla del referendum, ci vorrebbe più di rispetto per chi l'ha organizzato e per chi non l'ha aiutato affinché l'organizzazione fosse perfetta".
Leonardo Masi ribadisce esplicitamente la contrarietà di Buongiorno Empoli alla multiutility Plures, temendo che "le quote del socio privato Acea possano essere acquistate dalla multiutility invece che tornare ai Comuni soci". Per Masi, il vero obiettivo dovrebbe essere una gestione 'in-house' dei servizi pubblici essenziali, "evitando le procedure di gara ed evitando di generare profitto dalle utenze pagate dalla cittadinanza". Per Masi è "molto difficile che una futura società in house per la gestione del servizio idrico possa convivere all’interno di una struttura a carattere privatistico come quella di Plures. Per questo ci preoccupa che le quote del socio privato Acea, ancora presenti in Acque S.p.A., possano essere acquistate dalla multiutility invece che tornare ai Comuni soci".
L'unico voto di astensione proviene dal Movimento 5 Stelle. Jacopo Maccari spiega: "Esprimiamo pieno apprezzamento per il passaggio che è stato fatto in Regione per la completa ripubblicazione dei servizi essenziali, della quale anche il Movimento 5 Stelle è stata una forza propulsiva importante per ottenere questo risultato. La mozione discussa ieri, per buona parte condivisibile, presupponeva tuttavia che il nuovo assetto pubblico della Multiutility sia inteso come un punto di arrivo pressoché definitivo (come è inteso anche nel titolo della mozione stessa) mentre, a mio avviso, dovrebbe rappresentare un passaggio, si necessario e importante, ma per il raggiungimento definitivo dell'assetto in house. Inoltre - aggiunge Maccari - la mozione conteneva considerazioni sul referendum che non condivido, poiché lo considero uno strumento di democrazia fondamentale e per il quale molti cittadini si sono attivati per concretizzare la loro posizione lecita e condivisibile. Il mio voto totale di astensione quindi è il risultato di valutazioni positive e negative sui contenuti dell'atto completo".
Infine, il capogruppo del Centrodestra per Empoli, Andrea Poggianti, osserva: "Non noto alcuno sconvolgimento, essendo una mozione di presa d’atto del referendum del 9 novembre. La mia posizione resta la stessa: la Multiutility deve restare sotto controllo pubblico, prendendo esempio dalle società in-house venete, che dimostrano come si possano garantire qualità e trasparenza senza privatizzare".
'L'acquolina in Borsa': per FI-EdF un'opportunità mancata
Se la maggior parte del consiglio comunale parte da almeno una base comune, il No alla Borsa, c'è chi continua a pensare che si tratti a tutti gli effetti di un'occasione mancata.
Claudia Ghezzi, consigliera di Empoli del Fare e esponente di Forza Italia, è infatti contraria alla ripubblicizzazione completa, perché a favore della quotazione in Borsa, ritenuta un'opportunità per migliorare il servizio, non pesare sui conti pubblici e ridurre le bollette: "Il voto contrario di ieri è determinato dal fatto che il nostro obiettivo è arrivare a contenere le tariffe e la strada che hanno scelto, a nostro avviso, non è in grado di farlo. Noi siamo per la quotazione in borsa, non certamente per una gestione completamente pubblica dei servizi pubblici locali".
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