Offese a Don Cristiani dopo festa per Ramadan nel Cuoio: "Non si può essere cristiani e intolleranti"

Cristiani contro "denigratori social seriali" che credono che "i nostri guai vengano dai migranti": "Maggior parte è positivamente integrata"


Il fondatore del Movimento Shalom di San Miniato, Don Andrea Cristiani, commenta con una riflessione la fine del ramadan e l'evento che si è tenuto per la preghiera collettiva al palazzetto di Santa Croce sull'Arno, al centro di una serie di critiche e offese da parte di "denigratori social seriali" che credono che "i nostri guai vengano dai migranti".

Cristiani punta quindi il dito contro le "oltraggiose offese rivolte al Vescovo di Arezzo, Andrea Migliavacca, e al sottoscritto (più abituato di lui e meno noto) per aver convintamente risposto all’invito della comunità islamica".

Poi si rivolge ai "fratelli musulmani" che "con una grossa presenza" fanno parte ormai del territorio del Cuoio, "molti dei quali ormai alla seconda o addirittura terza generazione, giunti per occupare posti di lavoro lasciati vuoti per mancanza di manodopera locale nei più svariati settori; la stragrande maggioranza di essi è positivamente integrata". 

"Si può essere cristiani e intolleranti? Forse nella setta di Trump, ma nella comunità degli amici di Gesù assolutamente NO!", conclude Don Andrea.

La nota di Don Andrea

Venerdì 20 marzo, quando la luna appare come una falce — la mezzaluna, appunto — i nostri fratelli e sorelle musulmani hanno concluso il loro mese di digiuno, preghiera e riflessione. Gli osservanti corrispondono quasi al numero totale dei musulmani nel mondo: circa due miliardi di persone, ovvero il 25% della popolazione mondiale. Dopo la religione cattolica, l’Islam è la seconda religione in Italia, con 2.700.000 fedeli tra cittadini italiani e residenti.

È sorprendente la capacità di trasmissione della fede alle nuove generazioni, per la maggior parte non contaminate dall'ateismo e dal secolarismo dilagante che stanno letteralmente influenzando molti nostri giovani e svuotando le chiese.

Insieme a me, invitato come Direttore dell'Ufficio Migrantes della Diocesi di San Miniato, vi erano i sindaci di Santa Croce, Fucecchio, San Miniato, Montopoli, un'assessora di Castelfranco, e l'assessora regionale della Toscana Alessandra Nardini. Si tratta di comuni con una grossa presenza di musulmani, molti dei quali ormai alla seconda o addirittura terza generazione, giunti per occupare posti di lavoro lasciati vuoti per mancanza di manodopera locale nei più svariati settori: dal commercio all'edilizia, fino all'indotto conciario. La stragrande maggioranza di essi è positivamente integrata.

La propaganda pilotata da certa politica vuole far credere che i nostri guai non vengano da lontano, ma che la causa risieda proprio nei migranti. Sostengono che disoccupazione e delinquenza scomparirebbero nel momento in cui la nazione bloccasse i flussi e rimpatriasse gli "indesiderati ospiti". Allora — secondo loro — violenza, furti, stupri, droga e spacciatori svanirebbero; Mafia, Camorra, Sacra Corona Unita, ’Ndrangheta e ogni organizzazione criminale nazionale d’incanto scomparirebbero, lasciando il posto a un nuovo Eden composto solo da vecchietti italiani, considerando l'età media di 49-50 anni e le pochissime nascite.

Le oltraggiose offese rivolte al Vescovo di Arezzo, Andrea Migliavacca, e al sottoscritto (più abituato di lui e meno noto) per aver convintamente risposto all’invito della comunità islamica, hanno dimostrato ignoranza, disumanità e vilipendio, se non addirittura razzismo e una vergognosa intolleranza.

Nella mia vita ho visitato tanti paesi musulmani e ho sempre trovato accoglienza e grande rispetto; mi è stata data la parola in importanti moschee. Allo stesso modo, questi fratelli hanno partecipato senza alcun problema ai riti cristiani. Nella nostra università in Burkina Faso vi sono ragazze e ragazzi musulmani che seguono il coro e che, quando celebro la Messa, vi partecipano con grande attenzione.

Si può essere cristiani e intolleranti? Forse nella setta di Trump, ma nella comunità degli amici di Gesù assolutamente NO!

Fra le tante offese che hanno colpito Gesù, una calza a pennello: "Sei un Samaritano", detto proprio per le sue frequentazioni con sorelle e fratelli di altra religione. Egli non ha mai escluso nessuno. Un invito ai denigratori social seriali: "Leggete il Vangelo". Credo che se "Il Fuorilegge" tornasse sulla terra, batterebbe tutti quanto a insulti, offese e oltraggi ricevuti.

 

Mazzeo: "Offese vergognose e inaccettabili. Difendere rispetto e libertà religiosa"

“Le offese rivolte a Don Andrea Cristiani per aver partecipato alla festa di fine Ramadan a Santa Croce sull’Arno sono vergognose e inaccettabili”. Così Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.

“A Don Andrea va la mia piena solidarietà. Ha fatto una cosa semplice e giusta: stare accanto alle persone e favorire il rispetto reciproco tra comunità. Quando un gesto di dialogo diventa motivo di attacco – continua Mazzeo – significa che si sta superando un limite. Non è una questione religiosa, ma di chi soffia sul fuoco della polarizzazione, incendiando il clima nel Paese e nel nostro territorio. Per questo serve responsabilità, anche nel linguaggio pubblico. Le istituzioni devono tenere ferma una linea chiara: difendere il rispetto reciproco e la libertà religiosa, senza ambiguità, come prevede la nostra Costituzione. Grazie a Don Andrea per quello che fa ogni giorno sul territorio”.

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