
Omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa, udienza di convalida per i due arrestati. Uno nega le accuse. Cordoglio del Consiglio regionale
Si è svolta nel carcere di Massa l’udienza di convalida dei fermi per l’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso nei giorni scorsi davanti al figlio di 11 anni durante un’aggressione in piazza Palma.
Davanti al giudice per le indagini preliminari sono comparsi il 23 anni ed il 19enne, entrambi di origine romena e residenti tra Montignoso e Marina di Massa. I due sono accusati di omicidio volontario, insieme a tre minorenni la cui posizione è al vaglio della procura minorile.
Il racconto dei due indagati
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, uno degli indagati ha respinto ogni accusa. Così il suo legale: "Il mio assistito contesta ogni addebito e ha detto di non aver sfiorato Giacomo Bongiorni" aggiungendo che sarebbe "estraneo alla parte dei fatti che vedono l'esito finale".
Secondo la ricostruzione difensiva, l’episodio sarebbe maturato in un contesto di tensione tra gruppi di giovani, degenerato dopo un rimprovero legato al lancio di bottiglie.
Uno dei due avrebbe riferito al Gip che "dopo che i ragazzi hanno raccolto i vetri di una bottiglia" c'è stata una discussione tra i due gruppi, ma "la cosa sembrava finita là", poi sarebbe stato Bongiorni ad aver "assestato una testata a uno" mentre il cognato "si è fatto sotto". Il ragazzo che ha avuto la testata avrebbe "reagito e colpito con pugni" Bongiorni, mentre uno degli indagati e un altro avrebbero tentato di affrontare il cognato.
Il calcio in testa
E.A.C., 19 anni, fermato in carcere per omicidio volontario, ha tirato un calcio "alla testa" di Bongiorni "mentre era già a terra ma per rabbia", "non con effetto mortale", "non è un calcio dato per far male, né per uccidere, né per ferire", è un calcio "modesto, dato mentre E.A.C. si allontana con gli altri". Questo è ciò che sostiene il difensore Enzo Frediani, in base a quanto affermato dal 19enne nell'interrogatorio col gip.
"Il mio assistito non è coinvolto in un concorso materiale dell'omicidio, non ha dato contributo a causare la morte" di Bongiorni, Carutasu, secondo quanto riporta Frediani, nella rissa aveva ingaggiato, insieme a un altro indagato, una colluttazione col cognato di Bongiorni. Poi, prosegue Frediani, "quando si è volto intorno a sè, ha visto che l'amico minore era in difficoltà, perchè aveva la testa verso il basso, è andato per aiutarlo ma in quel momento l'amico è riuscito a ribaltare l'altro soggetto", cioè Bongiorni, "e farlo finire a terra. A quel punto Carutasu gli ha dato un calcio a terra al capo, che Carutasu ha definito un gesto per rabbia". "Una cosa bruttissima - ha sottolineato il difensore - ma probabilmente non ha valenza a livello di efficienza causale" per la determinazione della morte.
Custodia cautelare per i due maggiorenni
Stabilita dal gip di Massa la custodia cautelare, per pericolo di reiterazione del reato, nei confronti del 23enne e del 19enne, tra i cinque indagati per omicidio volontario aggravato dai futili motivi nella morte di Giacomo Bongiorni. Secondo quanto emerso la giudice non ha convalidato i due fermi perché non ha riconosciuto che ci sia la condizione del pericolo di fuga. Domani presso il tribunale minorile di Genova si terrà l'udienza di convalida per il terzo dei fermati, il 17enne, che risponderà all'interrogatorio di garanzia. L'udienza si terrà a porte chiuse ma è prevista la presenza dei genitori, che potranno assistervi, circostanza sempre incoraggiata dalla giustizia minorile.
Il cordoglio del Consiglio regionale
I drammatici fatti accaduti a Massa nei giorni scorsi, con la morte a seguito di un pestaggio del quarantasettenne Giacomo Bongiorni, sono stati ricordati questa mattina in Consiglio regionale.
Marco Guidi (FdI) ha preso la parola ricordando il tragico evento. “Ieri sera – ha detto – si è svolta una fiaccolata a cui hanno partecipato cittadini di tutta la provincia. Si tratta di un dramma che ha segnato profondamente la città, ma la città ha risposto stringendosi alla famiglia, al figlio di undici anni che stringeva la mano del padre quando ha perso conoscenza. Un padre che non si è voltato dall’altra parte quando ha visto che venivano messi in atto comportamenti non consoni, e questo gli è costato la vita. Oggi è il momento della riflessione, sarà la magistratura a stabilire le responsabilità”.
La presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi ha affermato che il ricordo e le parole di Guidi “sono condivise da tutto il Consiglio regionale”, così come tutti gli interventi svolti successivamente “hanno dato il metro della serietà e della gravità della situazione”.
Il presidente della Giunta regionale Eugenio Giani ha spiegato che “già ieri ho disposto la presenza del Gonfalone della Regione al funerale. È una vicenda che ha lasciato tutti noi sconvolti e amareggiati, se non sono intervenuto fin qui è perché non volevo che le mie parole apparissero come una strumentalizzazione politica sul tema della sicurezza”. “Si tratta di un evento gravissimo che ci ha segnati – ha proseguito - e che ci crea l’urgenza di fare qualcosa di molto concreto per la famiglia e per chi è stato colpito. Vogliamo dare una testimonianza unanime di grande solidarietà alle vittime di questa vicenda, e penseremo ad assumere interventi che allontanino l’idea di una Toscana violenta, dove possono accadere cose del genere”. Giani ha preannunciato la sua presenza al funerale, che ha richiesto in forma solenne.
Gianni Lorenzetti (Pd) si è detto particolarmente sconvolto “da questo fatto, dal fatto che a Massa stanotte si è ucciso un ragazzo di 22 anni nello stesso posto dove si era già ucciso il fratello, dal fatto che nel 2013 in piazza Mercurio a Massa sono morti accoltellati due ragazzi. Si tratta di un tema estremamente grave e serio. Ci raccogliamo attorno alla famiglia di Giacomo Bongiorni, poi dovremo affrontare il tema dei problemi dei giovani e prendere decisioni a riguardo”.
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