Marginetta di Montefalcone, commemorazioni del ricordo dei soldati brasiliani

Si rinnova l'omaggio del territorio nell'81esimo della Liberazione


A Montefalcone nel comune di Castelfranco di Sotto, nel 1944 i soldati brasiliani passarono e si addestrarono prima di andare sul fronte della Linea Gotica. A Montefacone, i giovani militari della 'Força Expedicionária Brasileira', la Feb, come venne ribattezzata con un acronimo l'Armata brasiliana di circa 25mila soldati, stettero per mesi e lasciarono vari segni tangibili della loro presenza, familiarizzando con la popolazione locale.

A unire italiani e brasiliani fu sicuramente tra le varie cose la fede cristiana e in particolare nel culto mariano. Il segno che rimane ancora oggi di questa fraternità nella religione è la 'Marginetta' della Madonna, murata dai soldati sul modello di quella Lurdes e che da 82 anni è custodita con riguardo e rispetto per mantenere vivo quel ponte culturale che si stabilì tra i militari arrivati dall'altro emisfero e l'Italia. Ogni anno in primavera infatti alti ufficiali brasiliani, addetti militari e in passato anche qualche ex combattente, si ritrovano qui a Montefacone, con le autorità civili del territorio, tra cui i sindaci di Castelfranco di sotto, di Santa Croce sull'Arno e Fucecchio e con i Carabinieri forestali della Riserva Naturale Biogenetica Montefalcone, guidati dal comandate Giuseppe Tomaseli, diventati i custodi della 'Marginetta' ma anche depositari di un'amicizia e di un rispetto tra popoli lontani geograficamente, ma vicini per molti aspetti. Non solo, la Marginetta, simbolicamente è diventata anche il cenotafio di tutti i militari brasiliani, circa 400, caduti in Italia nel secondo conflitto mondiale.

"È con grande onore e profonda commozione - ha detto il sindaco Fabio Mini durate la cerimonia - che oggi ci ritroviamo alla Marginetta di Montefalcone, per ricordare e celebrare la presenza del Corpo di Spedizione Brasiliano, giovani che vennero da oltreoceano a combattere e morire per sostenere le idee di libertà e giustizia. Renderemo grazie non solo alla memoria - ha specificato Mini - dei caduti brasiliani, ma celebriamo un patto di fratellanza che ha attraversato l'oceano, superato la lingua e che è stato scritto nella storia del nostro Paese. La Marginetta non è solo un monumento religioso. È un segno tangibile di devozione, di fede e di speranza. Ed è proprio per questo che sono convinto che dopo 82 anni sia giusto rendere onore a tutti i caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. È arrivato il momento di dare corso – ha concluso il primo cittadino di Castelfranco di Sotto - a quel processo di pacificazione storica e superamento delle contrapposizioni ideologiche, senza mai dimenticare gli errori del passato. Un processo che ancora fatica ad essere condiviso da tutti, ma per il quale dobbiamo tutti impegnarci".

Nel rivolgersi ai ragazzi, Giannoni ha collegato la memoria storica al recente e tragico episodio di Massa, dove Giacomo Bongiorni ha perso la vita in un’aggressione, citandolo come esempio attuale d’impegno civico e difesa dei valori comuni. "Spesso dimentichiamo che i soldati, i 400 caduti, chi è morto qui durante l'addestramento,  non avevano mai lasciato le loro case prima di arrivare tra questi boschi di Montefalcone. Pensare a loro ci spinge a riflettere sul peso della parola 'pace' - ha detto Giannoni Erano lontani migliaia di chilometri da casa, eppure hanno combattuto per una democrazia che oggi noi abbiamo il dovere di proteggere ogni giorno. La loro eredità non è solo nel marmo della Marginetta, ma nel profondo spirito di fratellanza che unisce oggi le nostre comunità. Santa Croce e i comuni del comprensorio continuano a vedere in questo luogo non una fine, ma un ponte culturale e di amicizia che attraversa l'Oceano Atlantico, ricordandoci che la libertà è un bene senza confini”.

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