Primo maggio nell'Empolese Valdelsa, sindacati in piazza per "lavoro dignitoso e diritto di sciopero"

Da sinistra: Roberto Burberi, Adele Pelacani, Gianluca Lacoppola, Sergio Luschi, Alessandra Scodellini

I sindacati rivendicano diritto di sciopero, lotta a sistema appalti e lavoro precario, annunciano sciopero contro riforma istituti tecnici. Sul territorio focus su moda, sanità e Terrafino


Dignità, diritti e futuro dei lavoratori. Questi i temi al centro delle iniziative di questo Primo Maggio organizzate da Cisl, Uil e Cgil nel territorio dell'Empolese Valdelsa. Il tema centrale scelto per quest'anno è il 'lavoro dignitoso'.

A presentare il programma delle iniziative nel corso di una conferenza stampa alla Camera del Lavoro di Empoli erano presenti Gianluca Lacoppola (Cgil), Sergio Luschi (Cgil), Marco Rizzo (Cgil), Alessandra Scodellini (Fiom), Adele Pelacani (Filcams) e Roberto Burberi (Spi Cgil). Nell'occasione, i sindacati hanno fatto il punto sul quadro occupazionale nel territorio dell'Empolese Valdelsa.

Saranno sei i cortei organizzati in occasione del Primo Maggio, a Fucecchio, Castelfiorentino, Certaldo, Gambassi Terme, Montaione e Empoli.

"Abbiamo esigenza di portare il tema del lavoro dignitoso anche nel nostro territorio - ha detto Lacoppola -. Il nostro non è un territorio avulso dalle questioni internazionali, ed è sempre più difficile fare il sindacato e difendere i diritti dei lavoratori. è sempre più difficile scioperare - ha aggiunto -, e il governo dà una lettura sempre più restrittiva della legge 146, che regola il diritto allo sciopero. Così si toglie lo strumento più forte che ha il sindacato. Questo sarà uno dei temi che porteremo all'attenzione durante il Primo Maggio".

I temi del Primo Maggio

Sono numerose le questioni principali che i sindacati hanno individuato sul territorio, tra le principali il sistema degli appalti e la tenuta dei distretti industriali.

"Abbiamo fatto un lavoro importante per la questione degli appalti - ha detto Lacoppola - ma c'è ancora molto da fare per costruire capitolati che inseriscano al loro interno migliori condizioni di chi lavora, consapevoli che il sistema degli appalti sta arrivando a un momento di rottura, perché nati per abbassare i diritti dei lavoratori. Dobbiamo fare in modo che il servizio pubblico torni a erogare finanziamenti all'altezza per tutelare il servizio e il lavoratore. Chiediamo capitolati all'altezza e controllo degli appalti in corso d'opera".

Sul tema della tenuta dei distretti industriali, focus sull'area del Terrafino e sulla necessità "non più rimandabile", dice Lacoppola, di riqualificare l'area perché "la dignità del lavoro passa anche per distretti lavoratori più adeguati". Lacoppola attribuisce la crisi industriale a una "mancanza di prospettiva di politica industriale nazionale da parte del Governo, che punta solo al profitto immediato".

L'attenzione si è poi spostata sul tema delle trasformazioni del mondo del lavoro, sottolineando come si stia muovendo, secondo Scodellini (Fiom), "verso modelli fatti da lavori poveri e stagionali con poche prospettive, con il rischio di perdere competenze e futuro lavorativo, soprattutto dei giovani".

In particolare sui giovani e il loro futuro professionale, è stato preannunciato uno sciopero contro la riforma degli istituti tecnici, che - secondo i sindacati - rischia di ridurre gli spazi di formazione a favore di una preparazione più orientata alla mansione. "Il lavoro dignitoso è composto da persone formate, non addestrate a una mansione - sottolinea Lacoppola - in un mondo in cui l'intelligenza artificiale rischia di sostituire sempre più attività".

Scodellini ha poi parlato della tenuta del settore metallurgico del nostro territorio, che per molti anni "è stato la colonna portante dell'economia di questo territorio. Ma oggi anche nell'Empolese Valdelsa non è più così. Questo territorio - aggiunge - è attraversato da una crisi che riguarda più settori e più aziende, ma ha il potenziale per rialzarsi. Servono scelte chiare e investimenti su lavoro e qualità. Difendere il lavoro significa difendere questo territorio".

Un altro fronte riguarda il comparto della moda, per cui è intervenuto Sergio Luschi (Filtem) che ha evidenziato una difficoltà ormai strutturale: "Abbiamo una realtà distorta rispetto a quella che viene raccontata. Nel nostro settore riceviamo quotidianamente richieste di cassa integrazione e ammortizzatori sociali. Significa che ogni mese centinaia di lavoratori sono coinvolti in situazioni di fragilità occupazionale". "Nel comparto moda - ha aggiunto - la crisi va avanti da oltre due anni. Si sta accorciando la filiera e le aziende più piccole sono quelle più in difficoltà, spesso senza più strumenti di sostegno adeguati. Servono politiche industriali più strutturate e lungimiranti, come avviene in altri Paesi europei".

Criticità anche nel settore terziario della grande distribuzione, su cui è intervenuta Adele Pelacani (Filcams), che ha richiamato le criticità legate agli appalti e alle condizioni di lavoro: "Oggi anche settori che un tempo non erano considerati lavoro povero sono diventati tali". Pelacani ha poi parlato della la logistica appaltata della grande distribuzione: "Per abbassare i costi di produzione hanno aumentato le trasferte anche su grandi distanze, con rimborsi irrisori e flessibilità selvaggia. Non ci sono volontà politiche per gestire aperture, appalti, trasferte selvagge".

Infine, il tema delle pensioni e del welfare, affrontato da Roberto Burberi (Spi Cgil), che ha sottolineato come i pensionati, al pari dei lavoratori, stiano diventando sempre più poveri, perdendo potere d'acquisto. "Il traguardo dei lavoratori dovrebbe essere la pensione, ma oggi sembra quasi un privilegio. Molti pensionati vivono con meno di mille euro al mese e ogni anno si perde potere d'acquisto". Centrale anche la crisi della sanità, in particolare le liste d'attesa e l'accesso a servizi come le RSA, che finiscono spesso per gravare economicamente sulle famiglie. "Serve una risposta strutturale - conclude - perché le difficoltà riguardano anche la sanità pubblica e le RSA, con costi sempre più alti e liste d'attesa insostenibili. Non si può lasciare alle famiglie la gestione di questi problemi".

Gli appuntamenti nell'Empolese Valdelsa

Fucecchio - ore 9, Piazza XX Settembre, conclusioni a cura di Fabio Berni (Segretario CGIL Toscana)

Castelfiorentino - ore 9, Piazza Gramsci, conclusioni a cura di Saverio Belmonte (Segretario FLC CGIL Firenze)

Certaldo - ore 9.30, Piazza Boccaccio, conclusioni a cura di Donatella Galgani (Segretaria FILCAMS-CGIL Firenze)

Gambassi Terme - ore 9:30, Piazza Roma, conclusioni a cura di Raffaele Colacione (FILT CGIL Area Metropolitana Firenze-Prato-Pistoia)

Montaione - ore 8.30, Piazza Gramsci, conclusioni a cura di Orietta Orrù (FLC CGIL Firenze)

Empoli - ore 9 concentramento del corteo con partenza da via Roma, comizio conclusivo della segretaria CGIL nazionale Maria Grazia Gabrielli

Niccolò Banchi

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