Primo Maggio: decine le iniziative Cgil, Cisl e Uil in Toscana per un "lavoro dignitoso"

E’ il lavoro dignitoso il tema scelto da Cgil, Cisl e Uil per il Primo Maggio 2026. In Toscana, come sempre, saranno decine le iniziative


E’ il lavoro dignitoso il tema scelto da Cgil, Cisl e Uil per il Primo Maggio 2026La manifestazione nazionale si svolgerà a Marghera, in Veneto. In Toscana, come sempre, saranno decine le iniziative, nel rispetto dei valori della festa e delle tradizioni locali, con cortei, comizi, commemorazioni, ma anche iniziative musicali e ritrovi festosi, che avranno luogo in tutte le province della nostra regione.

In una fase in cui il lavoro precario, sottopagato e insicuro rischia di radicarsi nel tessuto sociale, in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e nuove forme di schiavismo, e mentre l’intelligenza artificiale non è ancora governata da regole condivise e contrattate, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro.

Nuovi diritti e nuove tutele, valore della contrattazione, dignità delle persone, della qualità dell’occupazione, ruolo democratico delle relazioni industriali e della rappresentanza: sono queste le priorità da cui ripartire, insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione.

Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello forte per rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito, contrattualizzato come leva essenziale di giustizia sociale e per governare in modo equo i cambiamenti in atto, generando coesione e crescita.

Il segretario generale della CGIL Toscana Rossano Rossi sarà al corteo di Empoli (ore 9 concentramento del corteo con partenza da via Roma, comizio conclusivo della segretaria CGIL nazionale Maria Grazia Gabrielli).

La segretaria generale CISL Toscana, Silvia Russo sarà a Marghera, mentre Katiuscia Biliotti, componente della Segreteria regionale Cisl Toscana, sarà all’iniziativa di Pisa: concentramento 9,30 piazza Vittorio Emanuele e comizio conclusivo in piazza Garibaldi, con le conclusioni di Fulvio Fammoni (Cgil nazionale).

Il segretario generale UIL Toscana, Paolo Fantappiè sarà a Sesto Fiorentino (FI), dove interverrà nel comizio conclusivo della manifestazione che prende il via alle ore 10 da piazza Ginori.

LE DICHIARAZIONI:

“Il Primo Maggio – dice Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana - torniamo a mettere al centro il lavoro dignitoso, oggi sempre più fragile e precario. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno cambiando il lavoro in profondità: non possiamo fermarle, ma possiamo e dobbiamo governarle. Senza regole rischiano di cancellare diritti e occupazione, con scelte giuste possono creare lavoro buono e nuova dignità. Per questo serve più lotta, più contrattazione, più tutele, più diritti. Perché oggi avere un lavoro non basta più: deve permettere di vivere, non solo di sopravvivere. Il Primo Maggio è mobilitazione, è voce, è impegno per un futuro più giusto.”

“Il messaggio del Primo Maggio – dice Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana - è tanto semplice quanto impegnativo: non c’è vero sviluppo senza lavoro dignitoso e non c’è lavoro dignitoso senza diritti, legalità, contrattazione e politiche pubbliche all’altezza delle sfide. Il lavoro dignitoso infatti non è solo una condizione individuale. È una infrastruttura collettiva dello sviluppo, perché consente alle imprese sane di competere, ai territori di crescere, alla società di restare coesa. Il futuro, anche della Toscana, si gioca in questo campo. Nella capacità di costruire uno sviluppo che non separi crescita e giustizia sociale, ma le tenga insieme. È questa la sfida. Ed è da qui che bisogna ripartire.”

“Il Primo Maggio di quest’anno – dice Paolo Fantappiè, segretario generale Uil Toscana – ci pone di fronte ad una scelta chiara: o si rimette al centro il lavoro dignitoso, oppure si accetta un modello fatto di precarietà, bassi salari e disuguaglianze. Noi scegliamo la prima strada: più contrattazione, più rappresentanza, più diritti, contro ogni forma di lavoro povero e sfruttamento. Il lavoro deve tornare ad essere leva di sviluppo e giustizia sociale, ad essere al centro della vita economica e sociale del Paese. Servono salari più alti, più sicurezza, politiche industriali vere ed una dura lotta al dumping contrattuale. Senza lavoro dignitoso non c’è coesione, non c’è crescita, non c’è democrazia.”

 

Ufficio Stampa Cgil Toscana e Firenze

Ufficio Stampa Cisl Toscana e Firenze

Ufficio Stampa Uil Toscana e Firenze

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