
Ha 36 anni, una formazione allo IED di Milano e una visione chiara: accompagnare l’artigianato dell’abbigliamento fuori dalla fase più difficile degli ultimi anni, rafforzandone autonomia e identità. È Sabrina Di Tora, la nuova presidente di CNA Federmoda abbigliamento e tessile per la Città Metropolitana di Firenze.
Designer di accessori nel settore moda e consulente nella filiera produttiva con base a Empoli, Di Tora porta con sé oltre quindici anni di esperienza tra progettazione stilistica e produzione. Un percorso che oggi si traduce in un mandato con obiettivi precisi: sostenere le imprese in una trasformazione non solo produttiva, ma anche culturale e organizzativa.
“Accolgo con responsabilità il ruolo di Presidente CNA per il comparto tessile e abbigliamento. Credo profondamente nel valore della filiera moda toscana, unica al mondo per competenze e concentrazione territoriale. Il mio impegno sarà quello di renderla più visibile, connessa e competitiva, attraverso innovazione digitale, strumenti condivisi e nuove opportunità di sviluppo per le imprese artigiane” commenta Di Tora.
“La digitalizzazione della filiera rappresenta anche una leva strategica sul piano comunicativo: non solo ottimizzazione dei processi, ma costruzione di un racconto contemporaneo e accessibile del saper fare artigiano. L’obiettivo è ampliare la capacità del distretto di dialogare con mercati e interlocutori internazionali, valorizzando competenze e identità locali attraverso nuovi linguaggi e piattaforme digitali, per raggiungere più efficacemente nuovi pubblici e opportunità di crescita” precisa Di Tora.
Il contesto da cui parte la nuova presidente è complesso. I dati Movimprese 2025 indicano 5.015 imprese attive nel sistema moda metropolitano, in calo del 5,6% in un anno. Di queste, 3.084 sono realtà artigiane, cuore del comparto ma anche le più esposte alla contrazione del mercato del lusso. Ancora più marcata la flessione nel comparto dell’abbigliamento, ambito specifico del mandato di Di Tora, che registra un -7,8%, con 1.623 imprese attive. L’artigianato dell’abbigliamento, pur in sofferenza, mostra però una maggiore tenuta, limitando il calo al 6,3%.
Nel polo empolese si concentra circa il 30% delle imprese del comparto moda attive nella Città Metropolitana di Firenze, pari a 1.504 unità: 70 nel tessile, 803 nell’abbigliamento (oltre il 49% del totale metropolitano dell’abbigliamento) e 631 nella pelletteria. La flessione complessiva del settore nell’ultimo anno ha raggiunto il 7,7%. L’artigianato dell’abbigliamento, però, ha contenuto il calo al 4%, oltre due punti percentuali in meno rispetto al dato metropolitano.
In questo scenario si colloca la linea strategica di CNA, che punta anche a ridurre la dipendenza esclusiva dai grandi marchi internazionali. Il tema non è abbandonare il conto terzi, ma riequilibrare il modello. Oggi troppe imprese dipendono da pochi committenti. Vanno aiutate a sviluppare anche una propria identità di prodotto, con linee o marchi propri: è questa la leva che può renderle più solide e meno esposte alle oscillazioni del mercato.
Una trasformazione che richiede un salto di competenze. «La qualità manifatturiera è il nostro punto di forza, ma da sola non basta più. Serve investire in formazione su branding, comunicazione e posizionamento. Senza questi strumenti, il rischio è restare invisibili anche quando si lavora a livelli altissimi», prosegue la presidente.
Parallelamente, Sabrina Di Tora ha avviato un ciclo di visite nelle aziende del territorio, con l’obiettivo di costruire un confronto diretto e continuo con gli imprenditori.
Una strategia complessiva che punta a rafforzare l’identità del settore, accompagnarne l’evoluzione e valorizzare un saper fare che rappresenta uno degli asset più strategici del territorio fiorentino.
Fonte: Cna - Ufficio stampa
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