
Nel giorno dell'approvazione del bilancio consuntivo 2025 del Comune di San Miniato, arrivano le critiche dei Riformisti per San Miniato, che contestano duramente l'impostazione e gli esiti del bilancio consuntivo. "Anche quest'anno, puntuale come uno storico rituale, il 30 aprile porta con sé il rendiconto dell'Amministrazione Comunale di San Miniato. Un appuntamento che dovrebbe rappresentare chiarezza, responsabilità e visione. E che invece si traduce, ancora una volta, in una rappresentazione che oscilla tra l'improvvisazione e l'illusione", dichiarano i civici.
Nel comunicato, i Riformisti sostengono che il documento non sia soltanto "un documento contabile", ma "la fotografia di un'amministrazione che appare priva di direzione, incapace di trasformare le previsioni in risultati concreti". Pur riconoscendo un incremento delle entrate derivante dal recupero dell'evasione, la lista critica l'impostazione complessiva, ritenendo che l'approccio adottato "appaia più vicino all'accanimento che a una equilibrata politica fiscale".
Nel mirino anche la gestione delle opere pubbliche e degli investimenti: a fronte di una previsione superiore ai 28 milioni di euro, vengono evidenziati poco più di 3 milioni di pagamenti effettivi. "Questa è la prova evidente che il piano triennale delle opere pubbliche non è stato uno strumento di programmazione, ma soltanto un esercizio di fantasia e propaganda - scrivono i civici -. Un elenco privo di coperture reali, utile soltanto a creare aspettative che poi puntualmente si dissolvono alla prova dei fatti".
"Il risultato di amministrazione supera i 15 milioni di euro e, sommato all'avanzo non applicato, conduce a oltre 28 milioni", aggiungono. Una cifra certamente rilevante, che tuttavia - secondo i Riformisti - risulta in "larga parte immobilizzata tra accantonamenti e vincoli", con margini di manovra effettivi estremamente ridotti: "È vero: una parte di questi è imposta dalla legge - precisano - ma un'altra parte resta bloccata su opere che da anni attendono di vedere la luce".
Tra i casi emblematici viene citata la palestra di Fontevivo, indicata come simbolo di una gestione che "preferisce l'annuncio alla realizzazione", emblema di una programmazione che fatica a tradursi in cantieri e opere concluse.
Non meno significativa, secondo la lista civica, la questione della scuola di Ponte a Elsa, per la quale risulterebbe un accantonamento di oltre 3,4 milioni di euro. "Si certifica così ciò che da tempo sosteniamo: quell'opera, ammesso che venga realizzata, non sarà sostenuta da fondi PNRR, ma graverà interamente sulle risorse comunali", sottolineano.
Secondo i civici, si delinea così un quadro complessivo che viene giudicato critico: da un lato, "risorse che potrebbero essere acquisite, ma che per incapacità vengono restituite", dall'altro "occasione che potrebbero essere colte vengono lasciate cadere".
"È accaduto per il campo sportivo Pagni, è accaduto per il nido Pinocchio, e accadrà, temiamo, anche per la scuola di Ponte a Elsa", scrivono.
A fronte di ciò, viene richiamata anche la consistenza della liquidità dell'ente: il fondo di cassa supera infatti i 22 milioni di euro. "Risorse ferme, inutilizzate, sottratte allo sviluppo della comunità - denunciano i civici -. Vorremmo ricordare alla Giunta che l'avanzo di amministrazione non equivale a stanziare risorse, ma rappresenta la misura di ciò che non si è stati capaci a realizzare".
Per i Riformisti per San Miniato, dunque, il dato contabile non sarebbe sufficiente a descrivere la reale condizione dell'amministrazione. "Non è necessario addentrarsi in complicati tecnicismi - affermano - per comprendere la sostanza di questo rendiconto: è la fotografia di un'amministrazione che ha smarrito il senso della programmazione, che subisce la gestione anziché governarla".
"Un bilancio rigido, incapace di trasformare le risorse in opere o le promesse in realtà - concludono -. Il punto non è soltanto contabile, ma riguarda la credibilità, la capacità e, in ultima analisi, l’idoneità di questa Giunta nella guida del Comune di San Miniato".
La nota integrale
"Anche quest’anno, puntuale come uno storico rituale, il 30 Aprile porta con sé il rendiconto dell’Amministrazione Comunale di San Miniato. Un appuntamento che dovrebbe rappresentare chiarezza, responsabilità e visione. E che invece si traduce, ancora una volta, in una rappresentazione che oscilla tra l’improvvisazione e l’illusione.
Il rendiconto 2025, approvato dalla Giunta e sottoposto oggi al Consiglio Comunale, non è soltanto un documento contabile: è la fotografia di un’amministrazione che appare priva di direzione, incapace di trasformare le previsioni in risultati concreti.
Si registra, è vero, un incremento delle entrate derivante dal recupero dell’evasione. Un fatto dovuto. Ma ciò che colpisce è l’approccio, che appare più vicino all’accanimento che a una equilibrata politica fiscale.
Il dato più grave, tuttavia, riguarda la spesa destinata agli investimenti. A fronte di una previsione assestata superiore ai 28 milioni di euro, si giunge a pagamenti effettivi per poco più di 3 milioni. Questa è la prova evidente che il piano triennale delle opere pubbliche non è stato uno strumento di programmazione, ma soltanto un esercizio di fantasia e propaganda. Un elenco privo di coperture reali, utile soltanto a creare aspettative che poi puntualmente si dissolvono alla prova dei fatti.
Il risultato di amministrazione supera i 15 milioni di euro e, sommato all’avanzo non applicato, conduce a oltre 28 milioni. Una cifra rilevante, che tuttavia viene in larga parte immobilizzata tra accantonamenti e vincoli. È vero: una parte di questi è imposta dalla legge. Ma un’altra parte resta bloccata su opere che da anni attendono di vedere la luce. È il caso emblematico della palestra di Fontevivo, simbolo di una gestione che preferisce l’annuncio alla realizzazione.
E come se non bastasse, emerge con chiarezza un altro elemento: l’accantonamento di oltre 3,4 milioni per la scuola di Ponte a Elsa. Si certifica così ciò che da tempo sosteniamo: quell’opera, ammesso che venga realizzata, non sarà sostenuta da fondi PNRR, ma graverà interamente sulle risorse comunali.
Si delinea, dunque, un modello amministrativo che non solo fatica a progettare, ma rinuncia persino alle opportunità di finanza esterna. Risorse che potrebbero essere acquisite, ma che per incapacità vengono restituite. Occasioni che potrebbero essere colte vengono lasciate cadere. È accaduto per il campo sportivo Pagni, è accaduto per il nido Pinocchio, e accadrà, temiamo, anche per la scuola di Ponte a Elsa.
Tutto questo mentre il fondo di cassa supera i 22 milioni di euro: risorse ferme, inutilizzate, sottratte allo sviluppo della comunità. L'avanzo di amministrazione, vorremmo ricordarlo alla Giunta, non equivale a "stanziare risorse", ma rappresenta semmai la misura di ciò che non si stati capaci di realizzare.
Non è necessario addentrarsi in complicati tecnicismi per comprendere la sostanza amministrativa e politica di questo rendiconto: è la fotografia di un’amministrazione che ha smarrito il senso della programmazione, che subisce la gestione anziché governarla, che lascia alla macchina burocratico-amministrativa il compito di redigere il bilancio senza un indirizzo politico chiaro e riconoscibile.
Un bilancio rigido, incapace di trasformare le risorse in opere o, se preferite, le tante promesse in realtà.
E allora il punto non è soltanto contabile. Il punto, come andiamo dicendo da anni, è soprattutto politico. E riguarda la credibilità, la capacità e, in ultima analisi, l’idoneità di questa Giunta nella guida del Comune di San Miniato".
Riformisti per San Miniato
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