
A Pontassieve il capogruppo di Alternativa Comune Alessandro Cresci chiede chiarimenti alla Giunta sulla giornata di prevenzione senologica del 5 maggio in Piazza Vittorio Emanuele II
La giornata dedicata alla prevenzione senologica tenutasi lo scorso 5 maggio in Piazza Vittorio Emanuele II finisce al centro di un’interrogazione comunale. Il capogruppo di Alternativa Comune, Alessandro Cresci, chiede chiarimenti urgenti all’Amministrazione in merito al "Progetto Hope", l’iniziativa che ha visto la presenza di una clinica mobile per visite ed esami diagnostici gratuiti.
Dubbi su autorizzazioni e sicurezza
L’atto nasce da una forte preoccupazione legata alla regolarità delle prestazioni erogate. "Siamo venuti a conoscenza di un’interrogazione parlamentare che riguarda proprio questo tipo di giornate e la società organizzatrice," dichiara Alessandro Cresci. "Secondo quanto riportato nei documenti presentati alla Camera, tali attività sarebbero state svolte in altre località in assenza delle necessarie autorizzazioni sanitarie, con segnalazioni che parlano di controlli dei NAS e ipotesi di utilizzo non autorizzato di apparecchiature a radiazioni ionizzanti."
La difesa del Servizio Sanitario Pubblico
Cresci sottolinea come la prevenzione sia un pilastro fondamentale, ma che debba essere gestita con rigore e responsabilità. "A Pontassieve esiste già un servizio pubblico di screening mammografico d'eccellenza, regolamentato da linee guida nazionali ed europee. Perché ospitare iniziative private di cui non si conoscono i protocolli scientifici né i sistemi di regolamentazione? La salute delle cittadine non è un’attività di marketing."
I quesiti posti alla Giunta
Nell’interrogazione, il capogruppo di Alternativa Comune chiede risposte su due punti cruciali:
1. Consapevolezza dell'Ente: Se l’Amministrazione fosse al corrente delle ombre sollevate a livello parlamentare su questa società e dei possibili rischi per la salute e per le aziende sponsor coinvolte.
2. Continuità della cura: Quali garanzie esistono sull’appropriatezza degli esami e, soprattutto, chi si farebbe carico della paziente nel caso in cui venisse diagnosticata una patologia durante queste visite estemporanee.
"Prevenzione non è improvvisazione"
"Chiediamo all’Amministrazione se sia opportuno patrocinare eventi che sfuggono ai percorsi certi della sanità pubblica toscana," conclude Cresci. "Vogliamo sapere se sono stati fatti i dovuti controlli prima di autorizzare la sosta della clinica mobile in piazza. La diagnosi precoce è una cosa seria e deve essere effettuata in contesti che garantiscano l'esattezza dei referti e la successiva presa in carico dei pazienti, senza zone d'ombra sulle autorizzazioni sanitarie."
Fonte: Ufficio Stampa Gruppo Consiliare “Alternativa Comune”
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