
La piscina comunale di Empoli è una struttura fondamentale per la città: serve famiglie, scuole, società sportive, attività riabilitative e molte realtà sociali del territorio. Proprio per questo, secondo Fratelli d’Italia Empoli, il tema deve essere affrontato con serietà, andando oltre gli annunci e ponendo al centro una domanda politica precisa: perché si arriva solo oggi a parlare di riqualificazione complessiva, revisione gestionale e ricerca di finanziamenti per un impianto inaugurato nel 1980 e da tempo bisognoso di interventi strutturali?
Con la variazione di bilancio approvata nel Consiglio comunale del 30 aprile 2026, il Comune ha stanziato 175.000 euro, mediante avanzo di bilancio, per affidare la progettazione della riqualificazione integrale della piscina di viale delle Olimpiadi. Per Fratelli d’Italia, tuttavia, questo stanziamento non rappresenta un punto di arrivo, ma la certificazione di un ritardo.
“Se oggi servono progettazione complessiva, consolidamenti, rifacimenti impiantistici, partecipazione a bandi regionali e nazionali e valutazioni sul futuro della gestione — osserva il gruppo consiliare — significa che negli anni non è stata costruita una strategia organica di manutenzione, ammodernamento e sostenibilità economica. La piscina non è diventata vecchia all’improvviso: è stata lasciata invecchiare senza un piano industriale chiaro”.
Il nodo principale resta quello economico. Il Comune ha partecipato a un bando nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri chiedendo il massimo finanziabile, cioè 10 milioni di euro, per il rifacimento della piscina nell’ambito del progetto “Empoli sul Fiume”, e a un bando regionale per il rifacimento dell'ingresso e lavori di consolidamento strutturale. La stampa ha poi indicato una stima complessiva dell’intervento pari a circa 14 milioni di euro, di cui 4 milioni sarebbero finanziati dal comune. Numeri che, secondo Fratelli d’Italia, dimostrano come l’attuale modello non sia in grado, da solo, di sostenere gli investimenti necessari.
A questo si aggiunge il quadro economico di Aquatempra. Dai dati richiamati emerge che nei ricavi della società al 31 dicembre 2024 risultano inclusi circa 800.000 euro di corrispettivi erogati dai Comuni, di cui una parte rilevante, circa la metà, riconducibile al Comune di Empoli. “Una piscina pubblica può certamente richiedere un sostegno pubblico — sottolinea Fratelli d’Italia — ma quando tale sostegno diventa strutturale e decisivo per mantenere in equilibrio la gestione, allora il problema non può essere ignorato”.
Altro dato significativo è l’incremento di circa 200.000 euro dei costi del personale, a fronte di un aumento dei ricavi che appare limitato. Un elemento che, per il gruppo consiliare, impone una riflessione sul rapporto tra organizzazione interna, costi di gestione, servizi resi e sostenibilità complessiva della società partecipata.
Anche l’utile di bilancio deve essere letto con prudenza. Se il risultato positivo è fortemente condizionato dai corrispettivi pubblici, allora non siamo davanti a un modello solido, ma a un equilibrio fragile, sostenuto in larga misura dai trasferimenti dei Comuni.
Le criticità, però, non riguardano solo i conti. L’impianto presenta problemi strutturali e impiantistici rilevanti. Sono stati necessari interventi d’urgenza, con chiusure temporanee della struttura. L’impianto di filtrazione è stato ripristinato, ma resta obsoleto e bisognoso di una sostituzione completa. Anche il sistema di trattamento dell’aria necessita di una revisione approfondita. Gli interventi sulla struttura in cemento armato appaiono temporanei e rispondono a un degrado maturato nel tempo, anche per effetto, si dice, degli agenti chimici della clorazione e degli agenti atmosferici.
“Continuare con riparazioni parziali significa rinviare il problema, non risolverlo — afferma Fratelli d’Italia —. Una piscina del 1980, molto utilizzata e sottoposta a sollecitazioni tecniche importanti, non può essere governata con la logica del rattoppo. Servono un progetto complessivo, un cronoprogramma credibile e una copertura finanziaria certa”.
Il Comune rivendica i numeri positivi degli accessi, con 103.000 presenze indicate per l’impianto di Empoli nella stagione settembre 2025-aprile 2026. Un dato che conferma il valore sociale e sportivo della piscina, ma che rende ancora più evidente la necessità di una soluzione stabile. “Proprio perché la domanda esiste — osserva il gruppo — un impianto così centrale non può vivere nell’incertezza, né dipendere ogni volta dall’esito di un bando o da interventi emergenziali”.
Resta aperto anche il tema Aquatempra. La società in house, storicamente partecipata da più Comuni del territorio, vede modificarsi il proprio assetto anche a seguito dell’uscita di Certaldo, che affiderà la nuova piscina Fiammetta a Certaldo Servizi. Un passaggio che, secondo Fratelli d’Italia, non può essere sottovalutato: mentre aumentano le esigenze di investimento, si restringe il perimetro societario e crescono i costi generali per i Comuni rimanenti.
Il gruppo consiliare chiede inoltre chiarezza sul rapporto con le società sportive e sul futuro del settore agonistico cittadino. La piscina comunale, secondo Fratelli d’Italia, deve restare un luogo aperto, equilibrato e rispettoso di tutte le realtà del territorio, con criteri trasparenti nell’assegnazione degli spazi acqua e pari dignità per le società esistenti.
Capitolo decisivo è quello del project financing. Negli ultimi anni l’amministrazione ha evocato il possibile coinvolgimento di soggetti privati, mantenendo la proprietà pubblica dell’impianto e garantendo la continuità del personale. Per Fratelli d’Italia, però, il partenariato pubblico-privato non può essere considerato solo un piano B da utilizzare in caso di mancato finanziamento pubblico.
“Il project financing doveva essere studiato prima — sostiene il gruppo consiliare — attraverso una verifica seria di fattibilità, con scenari comparati, tutela della proprietà pubblica, clausole sociali, garanzie tariffarie e obblighi di investimento a carico del concessionario. Coinvolgere il privato non significa svendere il patrimonio pubblico, ma utilizzare, se ben regolati, capitali e competenze per restituire alla città un impianto moderno, efficiente e sostenibile”.
Fratelli d’Italia Empoli chiede quindi all’amministrazione comunale un quadro completo e trasparente: stato tecnico aggiornato dell’impianto, fabbisogno reale degli interventi, costo complessivo della riqualificazione, esito dei bandi regionali e nazionali, impatto dell’uscita di Certaldo su Aquatempra, prospettive economiche della società in house, andamento dei costi del personale, peso effettivo dei corrispettivi pubblici, eventuale studio di fattibilità sul project financing e cronoprogramma realistico degli interventi.
“La piscina comunale non ha bisogno di slogan, rebranding o annunci a rate — conclude Fratelli d’Italia —. Ha bisogno di una scelta strategica. Empoli merita una piscina moderna, sicura, accessibile e sostenibile nei costi. Per ottenerla servono coraggio amministrativo, trasparenza e capacità di programmare il futuro, non soltanto di rincorrere i problemi quando sono già diventati emergenza”.
Fratelli d'Italia Empoli
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