Garante dell’Infanzia: Scaramelli nominato a maggioranza

Ha ottenuto 19 voti. Gli altri due candidati, Trovato e Pistacchi, hanno ricevuto rispettivamente un voto e 14 voti. Le schede bianche sono state cinque


Il Consiglio regionale ha nominato Stefano Scaramelli, che era stato proposto da Casa Riformista, come nuovo Garante per l’Infanzia e l’adolescenza. L’elezione è venuta a maggioranza, con 19 voti di preferenza registrati nel corso del voto segreto effettuato tramite dispositivo elettronico. Gli altri due candidati, Paolina Pistacchi e Luciano Trovato, proposto da Alleanza verdi e sinistra, hanno rispettivamente ottenuto 14 e un voto di preferenza. Le schede bianche sono state cinque.

 Prima del voto per la nomina del garante dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Aula ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto – Futuro Nazionale, che dà mandato all’Ufficio di presidenza, di rivedere la normativa sulla figura dei garanti, prevedendo di eleggerli con una maggioranza qualificata, riducendo il tempo del mandato, e rendendo obbligatorie le audizioni in commissione dei candidati alla carica di garante.

Grazie a questo voto, poiché il nuovo testo riassume tutte le richieste esplicitate in altri ordini del giorno, Forza Italia ha ritirato i propri atti di indirizzo (erano indicati con numero dal 390 al 429) e lo stesso ha fatto Fratelli d’Italia, i cui atti di indirizzo andavano dal numero 430 al numero 520.

Prima delle operazioni di voto, era proseguito il lungo e serrato dibattito iniziato nel primo pomeriggio.

La capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, rivolgendosi al presidente Giani e pur condividendo con lui che fare politica non è una cosa brutta, ha ribadito che se il presidente della Giunta aveva fatto promesse al candidato Scaramelli, di opportunità per mantenere la parola data ve ne possono essere tante. Da qui la riflessione sui mancati requisiti del curriculum di Scaramelli, dei legami con il Forteto dell’altro candidato Trovato che rendono irricevibile una sua nomina, fino ad arrivare alla individuazione di Pistacchi, che al contrario si basa esclusivamente sulle sue esperienze professionali maturate, ha tenuto a precisare La Porta. E ricordando che il voto di astensione è a favore di Scaramelli, la consigliera ha invitato l’Aula a votare in base ai curricula, pensando alle necessità delle fasce più deboli della popolazione.

Parafrasando il presidente della Giunta, secondo Marco Stella (FI) se vale il teorema di Giani, secondo il quale Scaramelli come ex presidente della commissione Sanità e vicepresidente del Consiglio regionale, ha le carte in regola per fare il Garante, il presidente della commissione Bilancio può fare il presidente dell’Abi. Ma nelle altre regioni la storia è diversa, l’incarico di Garante per l’infanzia e l’adolescenza è ricoperto da professori, avvocati ed esperti del settore; “fare politica è un impegno degno, ma occorre capire bene il perimetro entro il quale ci muoviamo”, ha sottolineato, affermando che la figura del Garante va scelta per curriculum e non per tessera di partito.

Delusione per come si è svolta la partita del Garante è stata espressa da Claudio Gemelli (FdI), a partire dai termini delle presentazioni delle autocandidature, dalle mancate audizioni in commissione, fino al colpo di teatro di Giani, che ha cambiato le regole in corso, e alla forzatura sulle modalità di voto, con la scheda bianca che equivale a voto di astensione. “E’ la modalità politica che mi crea disturbo – ha concluso – non si può garantire una autorità indipendente con un soggetto di parte”.

Secondo Jacopo Cellai (FdI) “stiamo giocando una partita che sta andando ben oltre un perimetro comprensivo e logico, siamo arrivati ad un punto di arroganza politica e la fotografia è nitida: non è il momento di Scaramelli”. La conferma viene anche dal silenzio della politica, con il segretario regionale del Partito democratico, solitamente sempre loquace, che su questa questione non si è pronunciato, ma soprattutto – secondo il consigliere – dal voto di Palazzo Vecchio, che si è espresso negativamente in modo pressoché unanime nei confronti di Scaramelli.

Di figura del Garante utilizzata per fine politico ha parlato anche Vittorio Fantozzi (FdI), invitando la maggioranza a trovare una sintesi al proprio interno. Qui siamo di fronte ad “una sorta di eremo con l’abate Bezzini e con la madre guardiana Saccardi che invita a votare”. Non solo, secondo il consigliere il presidente della Giunta avrebbe potuto curare meglio l’iter procedurale della nomina, ed evitare a Scaramelli questo tipo di trattamento.

Quale allora la dignità della politica? Alessandro Capecchi (FdI) non ha alcun dubbio: “questa si garantisce rispettando il ruolo del Consiglio regionale, che ha compiti di controllo e di indirizzo nei confronti della Giunta regionale”. Secondo il consigliere, il Governatore non può condizionare la nomina dei Garanti e quella di Scaramelli corrisponde ad una compensazione politica: “per onorare una cambiale elettorale vanno prima modificate le leggi”, ha concluso, auspicando un recupero dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Assemblea toscana.

Luca Rossi Romanelli (Avs) ha definito la proposta di nomina di Scaramelli frutto della composizione della precedente maggioranza, mentre oggi questa è garantita da ben quattro componenti, riconoscendo di non essere riusciti a trovare la convergenza sul Garante, ed esprimendo rammarico sulla mancata valorizzazione della voce della società civile e sul “kamasutra” interpretativo dei regolamenti e delle leggi. “Sarebbe auspicabile, idealmente, che l’oggetto del casus belli facesse un passo indietro”, ha affermato il consigliere, augurandosi che la maggioranza possa recuperare coesione. “Facciamo in fretta perché di questo spettacolo non ne possiamo più”, ha concluso.

Simone Bezzini (Pd)  a margine dell’elezione del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Toscana ha dichiarato: "Quello che ha portato questa sera alla nomina del Garante per l'Infanzia e l'adolescenza è stato un percorso estremamente complesso e impegnativo. Voglio ringraziare tutti i gruppi consiliari e ogni singolo consigliere del campo largo per il senso di responsabilità dimostrato in questa vicenda, anche di fronte a passaggi non semplici, nei quali si sono espressi orientamenti e valutazioni differenti, di cui dovremo tenere conto. Detto questo, credo che Stefano Scaramelli possa svolgere in modo adeguato la funzione di Garante, grazie alle esperienze amministrative e istituzionali maturate nel corso degli anni, da sindaco a presidente della commissione sanità del Consiglio regionale. Esperienze attraverso le quali si è confrontato intensamente con problematiche che riguardano il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, mostrando grande attenzione verso questi temi. Le caratteristiche di Scaramelli potranno rappresentare un elemento importante per conferire protagonismo al ruolo del Garante, attraverso il coinvolgimento delle realtà istituzionali, del mondo delle professioni e del Terzo settore. L'auspicio è che si possa costruire un confronto stabile e continuativo con tutti i soggetti impegnati in questo ambito".

Alla fine della discussione generale, la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi ha proposto la convocazione dei capigruppo. A favore si è espressa la capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, sottolineando anche la disponibilità a ritirare tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati, “affinché questo spettacolo indegno possa finire al più presto”

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