
Si è svolto martedì a Firenze l’incontro tra la Regione Toscana, assessorato all’agricoltura, e Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Nell’occasione è stata condivisa la linea decisa dall’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras e il direttore di Agea Fabio Vitale per la realizzazione di servizi innovativi per il territorio e per il comparto agricolo regionale. L’incontro ha posto le basi per un protocollo d’intesa, mentre saranno demandati alle rispettive strutture tecniche e operative gli accordi attuativi per l’individuazione e lo sviluppo dei servizi da realizzare congiuntamente.
La cooperazione interistituzionale tra le due amministrazioni punta a rafforzare il know how tecnologico e la conoscenza del territorio, con una declinazione che parte dal riversamento dello schedario viticolo toscano nel Sian, il Sistema informativo agricolo nazionale. L’obiettivo è fare di questa esperienza un modello di riferimento anche per l’estensione di ulteriori servizi digitali, rafforzando l’integrazione tra sistemi informativi, dati e competenze amministrative.
Particolare attenzione è stata dedicata alle best practice presentate dall’Agenzia: partendo dalla Carta nazionale dell’uso del suolo, realizzata attraverso ortofoto ad alta risoluzione per la lettura automatica delle superfici agricole e dei macro-usi del territorio, fino ad arrivare ai nuovi strumenti di georeferenziazione e controllo digitale messi a disposizione degli operatori tramite app Agrifoto-monitoraggio di Agea.
Tra i temi affrontati anche la mappatura delle superfici agricole non richieste a premio, per individuare nuove opportunità di valorizzazione produttiva del territorio, e i progetti dedicati alla promozione del comparto vitivinicolo, come l’app Agea Vinitaly (https://agea-vinitaly-2026.sian.it/), pensata per raccontare, in chiave digitale, territori, produzioni e identità aziendali attraverso una vera e propria “cartografia parlante”.
È stato poi approfondito il tema dell’accesso al credito agricolo - finalizzato a favorire strumenti di anticipazione finanziaria per le imprese - e il nuovo modello federato degli Organismi Pagatori, basato sulla condivisione uniforme dei servizi, sull’integrazione delle banche dati e sul rafforzamento della governance digitale del sistema agricolo nazionale.
All'incontro di Firenze erano presenti alcuni dei principali stakeholder del comparto agricolo, le organizzazioni agricole, l’Accademia dei Georgofili, l’Abi, i consorzi e gli ordini professionali, che hanno espresso apprezzamento per il percorso di collaborazione avviato tra Agea e Regione Toscana.
“Il valore strategico di questa collaborazione - ha dichiarato l'assessore Marras - risiede nella capacità di trasformare la sinergia istituzionale in soluzioni concrete e immediate per il nostro territorio. Un primo passo fondamentale è stato il riversamento dello schedario viticolo toscano nel Sian, un’operazione che ci permette di mettere a sistema dati preziosi per la tutela e la valorizzazione delle nostre eccellenze vitivinicole. Il nostro obiettivo è ora quello di consolidare questo percorso, potenziando l’interoperabilità tra Artea e Agea per offrire agli agricoltori strumenti digitali sempre più evoluti. Come le grandi opportunità legate al censimento dei terreni abbandonati, o all'utilizzo di applicazioni innovative come quella dedicata al racconto digitale delle aziende vitivinicole. Vogliamo promuovere una vera e propria cultura dei dati che non sia solo un adempimento burocratico, ma un supporto decisionale quotidiano per le imprese, rendendo il sistema agricolo toscano sempre più moderno, competitivo e sostenibile”.
“Abbiamo accolto con grande soddisfazione questo percorso condiviso - ha sottolineato il direttore di Agea Vitale - perché significa fare realmente squadra. La cooperazione istituzionale consente di mettere a fattor comune i dati territoriali, creando un processo integrato di elaborazione e restituzione delle informazioni in tempo reale a supporto dei servizi amministrativi e delle esigenze operative del territorio. Questo approccio consente inoltre di sviluppare innovazione in maniera congiunta, riducendo i costi di sviluppo, ottimizzando le risorse pubbliche e favorendo la realizzazione di servizi condivisi e interoperabili, con benefici concreti per gli agricoltori e per l’intero sistema agricolo”
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