
L’Aula dell’assemblea legislativa della Toscana ha approvato a maggioranza il parere sul bilancio previsionale economico per il triennio 2026-2028 dell’Azienda per il diritto allo studio universitario della Toscana (Ardsu). Hanno votato a favore i gruppi di maggioranza, Partito democratico, Casa riformista, Alleanza verdi e sinistra e Movimento 5 stelle; contrarie le forze di opposizione Fratelli d’Italia e Forza Italia.
La proposta di delibera è stata illustrata in Aula dalla presidente della commissione Cultura, Diletta Fallani (Avs). “Il giudizio positivo della commissione – ha detto – deriva dalla verifica degli equilibri economico-finanziari del bilancio e dalla capacità, per l’annualità 2026, di garantire la continuità dei principali servizi destinati agli studenti: borse di studio, alloggi, ristorazione e misure di sostegno al diritto allo studio”. “Accanto agli elementi positivi – ha chiarito Fallani – sono emerse però anche alcune preoccupazioni. Il quadro prospettato per gli anni 2027-2028 evidenzia criticità legate soprattutto al venir meno di importanti fonti di finanziamento straordinarie, a partire dalle risorse del Pnrr, e di alcuni trasferimenti statali: questo rischia di avere un impatto diretto sulla capacità del sistema di mantenere invariato il livello dei servizi erogati. Le osservazioni e le preoccupazioni espresse dagli studenti meritano attenzione da parte della politica, perché pongono una questione reale: garantire un diritto allo studio pienamente accessibile, evitando che si determinino riduzioni dei servizi o la presenza di studenti idonei non beneficiari. Credo che questo tema debba essere affrontato con responsabilità istituzionale. Per questo, come presidente della Quinta commissione, ho proposto l’organizzazione di un tavolo di confronto che coinvolga l’Ardsu, l'assessorato competente e il Consiglio regionale degli studenti, affinché si possa avviare un percorso condiviso di monitoraggio e valutazione delle prospettive future del sistema. L'obiettivo deve essere quello di salvaguardare la qualità dei servizi e garantire agli studenti toscani la certezza di poter accedere concretamente ai percorsi universitari, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza”.
Matteo Zoppini (FdI) ha sostenuto la necessità di “un confronto politico al quale purtroppo registriamo che finora, almeno in commissione, il presidente di Ardsu si è sottratto”. Ha poi ribadito come “da questo budget economico emerga una situazione potenzialmente molto critica”. “Se già nel 2027 mancheranno 8 milioni al bilancio, nel 2028 ne mancheranno 30 – ha dichiarato –. La Giunta chiede all’Azienda di mantenere gli stessi livelli dei servizi erogati, ma senza dare alcuna indicazione su come si possa fare. Quanto ai trasferimenti dello Stato, è doveroso chiarire che quelli fissi non sono mai diminuiti, ma aumentati. Bisogna però considerare che i fondi Pnrr vengono meno e che probabilmente verranno a mancare anche i fondi Fse”. Zoppini ha poi parlato dell’eventuale aumento delle tariffe della mensa, “che riteniamo una stupidaggine: non farà altro che colpire ulteriormente il diritto allo studio, perché in molti sceglieranno di rivolgersi al mercato privato, e ancora meno persone frequenteranno la mensa. Inoltre, questo aumento non cambierà certo le sorti di un bilancio di 125milioni di euro l’anno”. Zoppini ha poi parlato dell’edilizia residenziale universitaria. “Nel piano di investimenti del 2024 la quota era pari a 15,5milioni di euro, mentre nel piano nel 2026-2028 equivale a circa 14milioni di euro. Ma sono stati realizzati interventi solo per 4milioni di euro. Questo vuol dire che, pur essendo previste nel piano degli investimenti, le opere non vengono realizzate. Raccogliamo dunque positivamente l’iniziativa di Ardsu di attivare un partenariato pubblico-privato, previsto dal codice degli appalti, che consente l'intervento dei privati in opere pubbliche”.
Il vicepresidente Diego Petrucci (FdI) ha puntato il dito sul “contributo agli affitti che droga il mercato”. “L’unica strada – ha detto – è aumentare il numero di alloggi pubblici a disposizione, che siano case popolari, case in emergenza abitativa, studentati e alloggi dismessi dalle aziende regionali per il diritto allo studio e messi a disposizione degli studenti universitari. In Toscana, dopo decenni di battaglie studentesche e mobilitazioni, il numero di alloggi a disposizione degli studenti universitari è ancora ridicolo. Ci piacerebbe dunque sapere quanti alloggi per studenti ci sono in percentuale rispetto agli iscritti alle università della Regione Toscana e quanti studentati nuovi sono in procinto di essere costruiti nell’arco di questa nuova legislatura”.
Simona Querci (Pd), ha ribadito come la Regione Toscana abbia sempre avuto un forte impegno sul diritto allo studio. “Non neghiamo le criticità che studentesse e studenti stanno vivendo in questo periodo – ha affermato – ma dobbiamo ricordare che da 24 anni, a differenza delle altre regioni, la Toscana non ha studenti idonei non beneficiari. Grazie ad investimenti molto importanti, frutto di una scelta politica chiara che ci contraddistingue, siamo riusciti ad alzare la soglia Isee per la borsa di studio da 25mila a 27mila euro”. “Certo – ha continuato – con le risorse che mancheranno a livello nazionale sarà complesso continuare su questa strada, perché tutto ricadrà sulle spalle della Regione”.
Jacopo Cellai (FdI) ha espresso preoccupazione “rispetto al rischio della mancanza di 28milioni di euro nei prossimi anni”. Rispetto alla questione delle residenze universitarie, “mi aspetterei dalla Giunta un’analisi, un approfondimento sul loro utilizzo, con sopralluoghi, per ragionare al meglio anche dell’offerta di qui al futuro”. “Mi sarei inoltre aspettato – ha aggiunto – qualche notizia sul recupero della struttura di Monna Tessa, che dovrebbe diventare uno studentato per oltre 500 universitari, dando una risposta effettiva alle domande degli studenti. Ma il Comune di Firenze ha chiesto più di 500miloni di euro soltanto per il sistema tramviario del Pnrr”. Quanto al bilancio, “è necessario capire i numeri e avere l’opportunità di poter ridiscutere con Ardsu, più di quanto abbiamo potuto fare in commissione, e avere un confronto con la Giunta sulle questioni dell’utilizzo della mensa, delle residenze universitarie e sulla possibilità dei recuperi urbanistici”
Matteo Trapani (Pd) ha ricordato come “sul diritto allo studio la Toscana da 4 anni ha provato ad aumentare con forza i finanziamenti, nonostante un disimpegno da parte del Governo”. “Oggi però siamo alla fine dei fondi Pnrr – ha spiegato – e la riduzione dei posti letto in convenzione, il mancato incremento dei contributi affitto, la possibile chiusura delle mense sono effetti del venir meno di quelle risorse. La Regione e gli enti locali possono arrivare fino a un certo punto. La Toscana continuerà a scegliere di dare questi servizi, ma è necessario che la strada dei diritti venga intrapresa anche dal Governo nazionale”.
Da parte di Federico Eligi (Cr) la proposta di fare della Toscana “una sorta di laboratorio, a partire dalle tre città universitarie, per capire quali sono le sfide che abbiamo davanti per garantire il diritto allo studio nei prossimi 5-10 anni. È importante mettere al centro i bisogni degli studenti, anche alla luce delle trasformazioni che abbiamo davanti, come il ruolo delle università telematiche e delle nuove tecnologie – ha affermato –. Per questo è fondamentale aprire un tavolo che coinvolga il Consiglio regionale, la Giunta, le aziende di diritto allo studio, le università e le scuole di alta specializzazione della Toscana”.
Marco Stella (FI), ha parlato di una “discussione inutile e viziata. La mancanza di 33milioni di euro su un budget previsionale di 159milioni, certifica un fallimento – ha dichiarato –. La Giunta non può lasciare che al Consiglio venga presentato un bilancio come questo e avrebbe dovuto fare questa discussione prima, per quanto le competeva. In questo modo noi facciamo solo da passacarte”.
Massimiliano Ghimenti (Avs) ha ricordato come la proposta di Eligi di un tavolo in cui delineare un percorso, era stata già stata formulata e accolta dalla commissione Cultura. “Per questo sarà importante estendere le audizioni su questo tema a tutti gli attori coinvolti – ha affermato –. Ribadiamo che il nostro obiettivo primario continuerà ad essere quello di chiedere garanzie sulle risorse per ridurre fortemente la graduatoria degli idonei non finanziati”.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - ufficio stampa
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